Run Run Run

Testo e Traduzione

The Velvet Underground & Nico (1967) · Testo e musica di Lou Reed

Run Run Run
CORRERE CORRERE CORRERE

RUN RUN RUN

Teenage Mary said to Uncle Dave
I sold my soul, must be saved
Gonna take a walk down Union Square
you never know who you gonna find there
 
You gotta run-run-run-run-run
take a drag or two
Run-run-run-run-run
gypsy death and you
tell you what to do
 
Margarita Passion
I had to get her fixed
she wasn’t well, she’s getting sick
Went to sell her soul, she wasn’t high
didn’t know things she could buy
 
And she would run-run-run-run-run
take a drag or two
Run-run-run-run-run
gypsy death and you
tell you what to do
 
Seasick Sarah had a golden nose
hard-nailed boots wrapped around her toes
When she turned blue all the angels screamed
they didn’t know they couldn’t make the scene
 
She had to run-run-run-run-run
take a drag or two
Run-run-run-run-run
gypsy death and you
tell you what to do
 
Beardless Harry, what a waste
couldn’t even get
a small town taste
Rode the trolleys down to forty-seven
figured if he was good
he’d get himself to heaven
 
‘Cause he had to run-run-run-run-run
take a drag or two
Run-run-run-run-run
gypsy death and you
tell you what to do

CORRERE CORRERE CORRERE

Mary la ragazzina disse a Zio Dave:
«Ho venduto l’anima, devo essere salvata.
Vado a fare un giro a Union Square,
non sai mai chi ci puoi trovare.»
 
Devi correre correre correre correre correre,
fatti un tiro o due.1
Correre correre correre correre correre,
la morte zingara e te2
ti diranno cosa fare.
 
Margarita Passione:
dovevo procurarle una dose.3
Non stava bene, si stava ammalando.
È andata a vendere l’anima, non era fatta,4
non sapeva cosa poteva comprare.
 
Doveva correre correre correre correre correre,
fatti un tiro o due.
Correre correre correre correre correre,
la morte zingara e te
ti diranno cosa fare.
 
Sarah Maldimare5 aveva un naso dorato,6
stivali chiodati avvolti intorno alle dita dei piedi.7
Quando diventò blu tutti gli angeli gridarono:8
non sapevano di non poter reggere la scena.9
 
Doveva correre correre correre correre correre,
fatti un tiro o due.
Correre correre correre correre correre,
la morte zingara e te
ti diranno cosa fare.
 
Harry Sbarbato,10 che spreco:
non riusciva nemmeno a procurarsi
il minimo della roba.11
Prese il tram fino alla Quarantasettesima,12
pensava che se fosse stato bravo
sarebbe arrivato in paradiso.
 
Doveva correre correre correre correre correre,
fatti un tiro o due.
Correre correre correre correre correre,
la morte zingara e te
ti diranno cosa fare.

NOTE

Run Run Run è la quinta traccia di The Velvet Underground & Nico (Verve Records, marzo 1967), registrata agli Scepter Studios di New York nell’aprile del 1966. Produttore formale: Andy Warhol. Produttore tecnico: Tom Wilson.

Reed scrisse il testo sul retro di una busta in viaggio verso il Café Bizarre, il locale di Greenwich Village dove i Velvet Underground avevano tenuto una residenza nel 1965. La canzone ritrae quattro personaggi di strada, ognuno con la propria corsa, il proprio rituale e la propria dannazione. Reed li descrive con il tono asciutto del cronista, senza moralismo né redenzione. Sul piano musicale il brano è celebre per l’assolo di chitarra volutamente scordato e caotico: Morrison suona in scordatura abbassata di un tono, mentre Reed improvvisa feedback, lick alla John Lee Hooker, tremolo frenetico e accordature alterate al volo. Una delle chitarre era accordata con la tecnica “Ostrich Guitar”, con tutte le corde portate alla stessa nota.

1 “Take a drag or two”: l’espressione è deliberatamente ambigua. “Take a drag” significa letteralmente fare una boccata di sigaretta, ma nel contesto della canzone l’allusione alla droga è trasparente. Reed usa spesso questo tipo di linguaggio a doppio livello: il gesto quotidiano e il gesto estremo si sovrappongono senza che la canzone debba dichiararlo esplicitamente.

2 “Gypsy death”: l’espressione circola come slang degli anni ’60 per overdose letale, ma non esistono attestazioni documentate indipendenti dal brano. È probabile che Reed abbia coniato l’immagine: la morte come nomade, errante, senza radici. Nel ritornello “la morte zingara” e il “tu” sono compagni di corsa che insieme “ti diranno cosa fare”, ironica inversione di ogni figura guida.

3 “I had to get her fixed”: gergo per procurare la dose di eroina necessaria a chi è in astinenza. Il verbo “fix” indica la dose che “aggiusta” il bisogno fisico. La voce narrante è un intermediario che si occupa di Margarita, il che aggiunge un elemento di complicità alla vicenda.

4 “She wasn’t high”: Margarita va a vendere l’anima in piena lucidità, o peggio in piena astinenza. L'”anima” non è una metafora religiosa ma una merce di scambio concreta, moneta per comprare la dose successiva. L’immagine ricorre nella canzone come formula: ogni personaggio vende, scambia, cerca di comprare.

5 “Seasick Sarah”: “seasick” significa sofferente per il mal di mare. In italiano il personaggio è reso con “Sarah Maldimare” per conservare la struttura nome-più-attributo che Reed usa per tutti i suoi personaggi: Teenage Mary, Margarita Passion, Seasick Sarah, Beardless Harry. Ogni nome porta una caratteristica fisica o di stato, come etichette di un catalogo umano della disperazione.

6 “A golden nose”: slang newyorkese per il consumatore o spacciatore di cocaina. Che l’espressione circolasse già prima del brano è confermato dalla copertina del New York Magazine del 30 agosto 1971, che titolava “The Man With the Golden Nose: The Return of King Cocaine” (articolo di Richard Woodley), con fotografia di un volto dal naso letteralmente dorato. Reed scrisse la canzone nel 1965-66, ma il riferimento era già nell’aria. Se la lettura è corretta, Sarah è l’unica consumatrice di cocaina della galleria, mentre gli altri tre personaggi orbitano intorno all’eroina.

7 “Hard-nailed boots” (in alcune versioni del testo “hobnail boots”): scarponi da lavoro con chiodi metallici nella suola, tipici delle classi operaie e di chi vive per strada. Il dettaglio concreto e quasi grottesco è tipico della tecnica narrativa di Reed: un’immagine fisica precisa in mezzo a una storia di overdose.

8 “Turned blue”: la cianosi, colorazione bluastra della pelle provocata dall’insufficienza respiratoria durante un’overdose di oppiacei. È un’immagine clinicamente precisa. La reazione degli angeli che gridano senza saper intervenire trasforma la scena in un tableau grottesco tra il sacro e il trash.

9 “They couldn’t make the scene”: slang degli anni ’60 per essere presenti a qualcosa, capire e partecipare a ciò che sta accadendo, essere abbastanza “in” da stare al gioco. Gli angeli sono fuori dalla propria competenza: la realtà dell’overdose è qualcosa che persino il cielo non sa gestire.

10 “Beardless Harry”: “beardless” indica chi è troppo giovane per avere la barba. Harry è probabilmente un adolescente, il più giovane e ingenuo della galleria, l’unico che crede ancora di meritarsi il paradiso comportandosi bene. Il “what a waste” di Reed acquista allora un peso doppio: non è solo un tossicodipendente sprecato, è un ragazzo che ha bruciato la vita prima ancora di cominciare.

11 “Small town taste”: l’espressione funziona su due piani. “Small town” è etichetta sprezzante per la mentalità provinciale, ingenua e insufficiente. Ma “a taste” era anche il gergo newyorkese per una piccola quantità di eroina offerta come assaggio. Harry non riesce ad avere nemmeno quella. È l’ironia più crudele della canzone: non la grande perdizione, non l’eroina della Factory, ma nemmeno il poco che spetterebbe a chiunque.

12 “Rode the trolleys down to forty-seven”: la 47ª strada di Manhattan, nei pressi di Times Square, era zona di spaccio negli anni ’60. Il tram che ci porta Harry è concreto e reale, e al tempo stesso un viaggio verso la salvezza immaginata: pensava che comportandosi bene sarebbe arrivato in paradiso. Quale paradiso intendesse, la canzone non lo dice.

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Traduzione di Daniele Federici © LouReed.it

3 Commenti

  1. “Gipsy Death” era un termine slang usato negli anni ’60 che indicava un’overdose. Come anche “run run run” non si riferisce tanto alla corsa, quanto alla sostanza che “corre” in circolo. Non vuol dire quindi morire in viaggio almeno che non si interpreti il viaggio come “trip” di droga.

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