The Black Angel’s Death Song

Testo e Traduzione

The Velvet Underground & Nico (1967) · Testo e musica di Lou Reed

The Black Angel’s Death Song
LA CANZONE DELLA MORTE DELL'ANGELO NERO

THE BLACK ANGEL’S DEATH SONG

The myriad choices of his fate1
Set themselves out upon a plate
For him to choose
What had he to lose2
Not a ghost bloodied country
All covered with sleep
Where the black angel did weep
Not an old city street in the east
Gone to choose
 
And wandering’s brother3
Walked on through the night
With his hair in his face
On a long splintered cut
From the knife of G.T.4
 
The rally man’s patter5 
ran on through the dawn
Until we said so long
To his skull-shrill yell
Shining brightly, red-rimmed and
Red-lined with the time
Infused with the choice of the mind
On ice skates scraping chunks
From the bells6
 
Cut mouth bleeding razor’s
Forgetting the pain
Antiseptic remains coo goodbye7
So you fly
To the cozy brown snow of the east8
Gone to choose, choose again
 
Sacrificials remains make it hard to forget
Where you come from
The stools of your eyes9
Serve to realize fame
Choose again
 
And Roberman’s refrain10 
of the sacrilege recluse
For the loss of a horse
Went the bowels in the tail of a rat
Come again, choose to go
 
And if epiphany’s terror
reduced you to shame
Have your head bobbed and weaved11
Choose a side to be on
 
If the stone glances off
Split didactics in two
Leave the colors of the mouse trails
Don’t scream, try between
 
If you choose, if you choose, try to lose
For the loss of remain
Come and start, start the game
I che che che che
I Che che che ka tak koh12
Choose to choose
Choose to choose, choose to go

IL CANTO DI MORTE DELL’ANGELO NERO

La miriade di scelte del suo fato
si sono disposte su un piatto
perché lui scelga
cosa aveva da perdere
Non un paese insanguinato di fantasmi
tutto avvolto nel sonno
dove l’angelo nero piangeva
non la strada di una vecchia città dell’est
andato a scegliere
 
E il fratello dell’erranza
camminò nella notte
coi capelli sul viso
su un taglio lungo e scheggiato
del coltello di G.T.
 
Le chiacchiere dell’imbonitore
proseguirono fino all’alba
finché non dicemmo addio
all’urlo stridulo del cranio
splendente abbagliante, cerchiato di rosso e
rigato di rosso col tempo
permeato dalla scelta della mente
su pattini da ghiaccio che raschiano schegge
dalle campane
 
Bocca tagliata sanguinante, rasoi
che dimenticano il dolore
i resti antisettici tubano addio
così voli
verso la bruna neve accogliente dell’est
andato a scegliere, scegli ancora
 
I resti sacrificali rendono difficile dimenticare
da dove vieni
le feci dei tuoi occhi
servono a realizzare la fama
scegli ancora
 
E il ritornello di Roberman
sul recluso sacrilego
per la perdita di un cavallo
se ne andarono le viscere nella coda di un topo
vieni ancora, scegli di andare
 
E se il terrore dell’epifania
ti ha ridotto alla vergogna
schiva e para con la testa
scegli da che parte stare
 
Se la pietra rimbalza via
dividi la didattica in due
lascia i colori delle tracce dei topi
non urlare, prova nel mezzo
 
Se scegli, se scegli, prova a perdere
per la perdita di ciò che resta
vieni e comincia, comincia il gioco
I ci-ci ci-ci
I ci-ci ci ka-tak-ko
scegli di scegliere
scegli di scegliere, scegli di andare

NOTE

Scritta da Lou Reed e John Cale, è l’unico brano di The Velvet Underground & Nico (1967) a doppia firma, insieme a Sunday Morning. Il demo originale risale al luglio 1965, registrato nell’appartamento di Cale a Ludlow Street insieme alle prime versioni di Heroin e Venus in Furs. La versione definitiva fu incisa nell’aprile 1966 agli Scepter Studios di New York, con la viola elettrica di Cale e i suoi sibili nel microfono come fonte del feedback. Il brano era già nel repertario dal dicembre 1965, quando i Velvet Underground suonavano al Café Bizarre di Greenwich Village: la direttrice del locale ordinò di non eseguirlo più, pena il licenziamento. Il gruppo aprì il set successivo proprio con quello. Quella sera era in sala Andy Warhol. Reed annotò nel libretto del disco: “L’idea era di mettere insieme parole per il puro piacere del loro suono, senza un significato particolare.”

1 “The myriad choices of his fate / Set themselves out upon a plate”: il destino disposto su un piatto come un menù introduce il tema ossessivo del brano. Il verbo “choose” ricorre decine di volte fino a dissolversi nel finale sillabico.

2 “What had he to lose”: né domanda né risposta, ma entrambe insieme. La traduzione mantiene il tono sospeso senza punto interrogativo, come nell’originale.

3 “Wandering’s brother”: genitivo sassone di un sostantivo astratto. “Wandering” è qui sostantivo, non aggettivo: l’erranza come entità. “Il fratello dell’erranza” è un personaggio allegorico, non semplicemente un vagabondo.

4 “The knife of G.T.”: la sigla non è mai stata chiarita da Reed o Cale. Alcune fonti la identificano come marchio di un coltello; altre come iniziali di un personaggio. Reed l’ha probabilmente scelta anche per il suono percussivo delle due consonanti.

5 “The rally man’s patter”: “patter” è il parlato rapido del banditore da fiera. “Rally man” è chi anima un raduno: figura ambigua, tra il propagandista e il venditore ambulante.

6 “On ice skates scraping chunks from the bells”: immagine che richiama direttamente il suono della viola di John Cale, le cui dissonanze stridenti percorrono l’intero brano.

7 “Antiseptic remains coo goodbye”: “coo” è il verso del piccione usato come verbo. L’accostamento tra la freddezza clinica di “antiseptic” e il tubare del colombo è tipicamente reediano.

8 “The cozy brown snow of the east”: l’eroina sciolta in acqua produce un liquido marrone. “L’est” è il Lower East Side, quartiere storico dello spaccio. “Cozy” (accogliente) è l’ironia: la droga come rifugio.

9 “The stools of your eyes”: “stool” vale sia sgabello che feci. La lettura scatologica è probabilmente quella intesa: visione degradata, corrotta.

10 “Roberman’s refrain”: la maiuscola indica un nome proprio, ma “Roberman” non corrisponde a nessuna persona o riferimento identificabile nell’entourage dei Velvet Underground. Nessuna fonte chiarisce il termine.

11 “Have your head bobbed and weaved”: “bob and weave” è la schivata del pugile, movimento rotatorio per evitare i colpi. La risposta al terrore dell’epifania è evasiva, non frontale.

12 “I che che che che / I Che che che ka tak koh”: “choose” si dissolve in sillabe, parola ridotta a suono. La dichiarazione di Reed nel libretto (“parole scelte per il puro piacere del loro suono”) si compie qui letteralmente.

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Traduzione di Daniele Federici © LouReed.it

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