European Son

Testo e Traduzione

The Velvet Underground & Nico (1967) · Testo e musica di Lou Reed

European Son
FIGLIO EUROPEO

EUROPEAN SON

You killed your European Son1
you spit on those under twenty-one2
but now your blue clouds have gone3
you’d better say so long4
hey-hey-hey, bye-bye-bye

You made your wallpapers green5
you want to make love to the scene
your European Son is gone
you’d better say so long
your clouds driftin’ good-bye6

FIGLIO EUROPEO

Hai ammazzato il tuo figlio europeo1
hai sputato su chi non ha ancora ventun anni2
ma ora le tue nuvole azzurre se ne sono andate3
faresti meglio a dire addio4
ehi-ehi-ehi, ciao-ciao-ciao

Hai messo la tappezzeria verde5
vuoi fare l’amore con la scena
il tuo figlio europeo se n’è andato
faresti meglio a dire addio
le tue nuvole vanno alla deriva, addio6

NOTE

European Son chiude The Velvet Underground & Nico (Verve, marzo 1967), l’album d’esordio del gruppo prodotto da Andy Warhol. Il brano fu registrato nell’aprile del 1966 presso gli Scepter Studios, durante le prime sessioni del gruppo per la Verve. Nella sua versione originale i crediti recitavano “European Son to Delmore Schwartz”, ma dagli anni ottanta il sottotitolo scomparve dalle edizioni discografiche.

Il brano dura quasi otto minuti, ma le parole cantate si esauriscono nel primo minuto scarso: tutto il resto è un’improvvisazione rumorosa, dominata da feedback e distorsione, che anticipa il suono di White Light/White Heat (1968). Nella registrazione si sente, poco dopo l’attacco strumentale, un rumore fragoroso: è John Cale che fracassa una pila di piatti con una sedia di metallo.

1 il titolo rimanda alla figura di Delmore Schwartz (1913-1966), poeta e narratore americano di origini ebraico-rumene, che insegnò scrittura creativa alla Syracuse University quando Reed vi studiò nei primi anni sessanta. Reed lo definì “il primo grande personaggio che abbia mai incontrato” e rimase legato alla sua memoria per tutta la vita. Schwartz era figlio di immigrati dell’Europa orientale, il che spiega l’appellativo “figlio europeo”. Reed scelse questo brano come dedica al maestro precisamente perché era quello con il minor numero di parole dell’intero album: Schwartz dichiarava apertamente di detestare i testi delle canzoni rock, e Reed lo omaggiò riducendo le liriche al minimo e lasciando parlare il rumore.

2 il tono è di accusa rivolta a una generazione più anziana. Al momento della registrazione, Schwartz stava vivendo in isolamento totale al Chelsea Hotel, rifiutando di vedere Reed e chiunque altro della sua cerchia universitaria. Reed, pur non conoscendo l’intera portata del crollo del suo mentore, esprimeva frustrazione e senso di tradimento. Il verso fonde così due registri: il conflitto generazionale degli anni sessanta (i ventunenni erano l’età di confine per il diritto di voto negli Stati Uniti fino al 1972) e la rottura personale con Schwartz.

3 immagine volutamente vaga. Le nuvole azzurre evocano l’illusione di uno spazio aperto, un orizzonte benigno, ora dissolto. Il colore blu in Reed è ricorrente e non ha un simbolismo fisso: qui contribuisce a creare una sensazione di perdita diffusa più che un riferimento preciso.

4 formula di congedo brusco e definitivo, tipica dell’inglese colloquiale americano. “Say so long” significa “dire addio”, con una sfumatura di resa inevitabile. La traduzione “faresti meglio a dire addio” preserva l’imperativo velato.

5 il verso ha un tono sarcastico verso l’autocompiacimento borghese della generazione interpellata. “Make love to the scene” nel verso successivo è un’espressione che significa compiacersi della propria posizione culturale, frequentare il mondo dell’arte e della mondanità per vanità. Il italiano “fare l’amore con la scena” mantiene la costruzione gergale dell’originale.

6 verso conclusivo del testo cantato, prima che la canzone si dissolva nell’improvvisazione rumorosa. Le nuvole che vanno alla deriva riprendono l’immagine del verso precedente (“blue clouds have gone”) e chiudono il testo in dissolvenza, come il suono stesso che si sgrana nel feedback. La traduzione “le tue nuvole vanno alla deriva, addio” mantiene la struttura paratattica dell’originale.

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Traduzione di Daniele Federici © LouReed.it

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