Coney Island Baby (1975)


Data di uscita: Dicembre 1975
Registrato: Mediasound Studios, New York
Prodotto da: Godfrey Diamond e Lou Reed

D

opo l’acidità abrasiva di Metal Machine Music (1975), Lou Reed stupisce tutti con un gesto quasi tenero: Coney Island Baby è la carezza inaspettata che arriva dopo un pugno. Un disco che, pur senza rinnegare le ombre e l’ironia del passato, si apre alla nostalgia, all’amore, persino a un senso di dolcezza che nella sua discografia fino a quel momento era raro trovare così in primo piano.

Registrato con una band di studio composta da Bob Kulick alla chitarra (futuro collaboratore dei Kiss), Bruce Yaw al basso e Michael Suchorsky alla batteria, l’album prende una direzione decisamente più morbida e melodica. È il lavoro più caldo e accessibile di Lou dai tempi dei Velvet Underground, ma attenzione: sotto la superficie si cela una sofisticata operazione di riflessione personale, trasformazione e inganno.

Il brano d’apertura, “Crazy Feeling“, è un doo-wop ubriaco che sembra sorridere con malinconia. “Charley’s Girl” ha un groove irresistibile e mette in scena la classica narrativa newyorkese à la Reed, tra crimini da marciapiede e ironie urbane. Ma il cuore dell’album pulsa davvero con “She’s My Best Friend” (recuperata dai tempi dei Velvet), “Kicks” (una discesa disturbante nella perversione come solo Lou sa fare) e soprattutto con la title track: “Coney Island Baby” è una dichiarazione d’amore tenera e profonda, dedicata — almeno in superficie — alla sua compagna Rachel, figura centrale e sfuggente nella vita di Lou in quegli anni.

È proprio in questa ballata finale che Reed svela il suo lato più vulnerabile. Quando canta “I want to play football for the coach”, ci sta raccontando molto più di un sogno adolescenziale: ci parla del desiderio di appartenenza, di riscatto, di amore incondizionato. È uno dei momenti più sinceri della sua carriera, e per molti versi, uno dei più commoventi.

Coney Island Baby non è un album di rivoluzione, ma di sottili rivolte interiori. È il Lou Reed che non ti aspetti: sentimentale senza diventare stucchevole, accessibile senza essere banale. È l’opera che ricorda ai fan che dietro la scorza del provocatore si nasconde un cuore inquieto ma profondamente umano.

E’ un disco da riscoprire con le orecchie aperte e il cuore disposto alla sorpresa. Non urla per farsi notare, ma chi ascolta con attenzione lo porterà con sé molto a lungo.

Nel 2006 l’album è stato ripubblicato in occasione del 30esimo anniversario (30th Anniversary Deluxe Edition) in un’edizione rimasterizzata che include sei bonus track, tra demo, b-side e versioni alternative.


Lato A :
1. Crazy Feeling (2:55)
2. Charley’s Girl (2:39)
3. She’s My Best Friend (6:00)
4. Kicks (6:05)
Lato B :
5. A Gift (3:45)
6. ooohhh Baby (3:46)
7. Nobody’s Business (3:46)
8. Coney Island Baby (6:37)

Durata: 35:15

CD
1. Crazy Feeling (2:56)
2. Charley’s Girl (2:36)
3. She’s My Best Friend (6:00)
4. Kicks (6:06)
5. A Gift (3:47)
6. Ooohhh Baby (3:45)
7. Nobody’s Business (3:41)
8. Coney Island Baby (6:36)

30th Anniversary Deluxe Edition: Bonus Tracks
9. Nowhere at All (3:17)
10. Downtown Dirt (4:18)
11. Leave Me Alone (5:35)
12. Crazy Feeling (2:39)
13. She’s My Best Friend (4:08)
14. Coney Island Baby (5:41)

Lou Reed (Voce, chitarra, piano)
Bob Kulick (Chitarra)
Bruce Yaw (Basso acustico ed elettrico)
Michael Suchorsky (Batteria)
Joanne Vent, Michael Wendroff, Godfrey Diamond (Cori)
Doug Yule (Basso su bonus track 2, 4, 5 e 6 e chitarra su bonus track 4, 5 e 6)
Bob Meday (Batteria su bonus track 2, 4, 5 e 6)
Michael Fonfara (Tastiere su bonus track 2, 4, 5 e 6)
Mick Rock (Foto di copertina)
Il titolo “Coney Island Baby” probabilmente fa riferimento alla canzone doo woop degli Excellents del 1962, dallo stesso titolo. Nell’album è inclusa “She’s My Best Friend” che fu registrata originariamente con i Velvet Underground nel 1969, versione poi pubblicata nella compilation “VU” del 1985. Nelle bonus track presenti sull’edizione del 30esimo anniversario, è presente l’ex Velvet Underground Doug Yule al basso e alla chitarra.


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