
Esattamente 50 anni fa, l’11 dicembre del 1965, i Velvet Underground suonarono dal vivo per la prima volta, nella formazione definitiva, all’auditorium della Summit High School.
Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison and Maureen Tucker si esibirono come apertura della band The Myddle Class con tre brani: “Heroin”, “There She Goes Again” e “Venus in Furs”.
Secondo le testimonianze dell’epoca, metà del pubblico rimase estasiata dal loro sound e dal loro approccio diverso, l’altra metà lasciò la sala.
Il bassista Rob Norris, che all’epoca era un adolescente, racconta cosa furono i Velvet Underground: “è davvero difficile spiegare come fossero una cosa completamente diversa, a quei tempi. Nessuno assomigliava loro. I Beatles avevano un taglio di capelli pulito e corto. Cale aveva capelli lunghi fino alle spalle, con sopra dei gioielli di argento. Indossavano tutti occhiali da sole. Vestivano tutti di nero. Il male era arrivato. È stato travolgente, hanno quasi provocato una rivolta … molti genitori hanno afferrato i propri figli e si sono diretti verso l’uscita.”
Aggiunge Stephen Philp, altro spettatore del concerto: “La gente davvero non sapeva cosa pensare, erano davvero ciò che ora chiameremmo avanguardia, all’epoca. Non furono ricevuti molto bene. Fu davvero un concerto strano, non c’era continuità tra i numeri di apertura. Nessuno, ovviamente, sapeva ciò che stava vedendo o ascoltando, o chi fossero quelle persone. Da quel che ricordo suonarono un set abbastanza corto perché le persone erano lì per ascoltare gli artisti principali”.
I Velvet Underground furono ingaggiati per l’occasione da Al Aronowitz, che per un breve periodo fu loro manager.
Continua Rob Norris: “Ci dissero che il gruppo era un po’ depresso perché era stato appena licenziato dal Cafè Wha perché non erano ballabili, così non ci aspettavamo molto da loro. Niente avrebbe potuto preparare i ragazzi e i genitori radunati nell’auditorium a quello che avrebbero visto e sentito quella sera. L’unico indizio era un gruppo di persone dall’aspetto strano che stava di fronte al palco. Quando il sipario si sollevò, nessuno riusciva a credere ai propri occhi. Lì c’erano i Velvet Underground, tutti alti e vestiti totalmente di nero, due di loro indossavano occhiali da sole. Uno dei due ragazzi con gli occhiali aveva dei capelli lunghissimi e indossava gioielli d’argento. Teneva in mano un grande violino. Il batterista aveva un taglio à la Beatles e stava in piedi dietro un set di batteria abbastanza arrangiato. Era un uomo o una donna? Prima che qualcuno di noi potesse metabolizzare tutto, fummo colpiti da un violento suono stridente con un potente suono di batteria, più alto di quanto avessimo mai sentito. Quando il secondo brano era cominciato da neanche un minuto, brano che il cantante introdusse come “Heroin”, la musica cominciò a farsi ancora più intensa. Rallentava e accelerava come una gigantesca onda di marea che tentava di inghiottirci tutto. A questo punto, gran parte del pubblico si ritirò verso la sicurezza delle proprie case, profondamente convinti della pericolosità del Rock’n’Roll. Io e i miei amici ci avvicinammo di più al palco, capendo che qualcosa di davvero speciale stava avvenendo. Dietro le quinte dopo il concerto, il suonatore di viola si stava scusando profondamente con lo staff dei Myddle Class per aver fatto scappare via metà del pubblico. Al Aronowitz la prese con filosofia: ‘almeno gli avete regalato una notte da ricordare’ e invitò tutti quanti ad una festa a casa sua dopo il concerto”.
Anche Sterling Morrison ricordava bene la loro prima performance con Maureen Tucker alla batteria alla Summit High School nel 1983: “Alla Summit aprimmo con “There She Goes Again“, poi suonammo “Venus in Furs” e finimmo con “Heroin“. Il mormorio di sorpresa che accolse la nostra comparsa quando il sipario si alzò diventò un ruggito di incredulità quando cominciammo a suonare Venus e virò in un ululato oltraggiato e incredulo verso la fine di “Heroin“. Al Aronowitz osservò che sembrava avessimo un effetto stranamente stimolante e polarizzante sul pubblico. Era il nostro primo concerto con Maureen, e metà della gente se ne andò“.





E la leggenda ebbe inizio… Grazie per questo bel resoconto.
John Lennon disse: “prima di Elvis non c’era niente”, cosa che approvo.
A proposito del rock affermo che senza i Velvet Underground, dopo non ci sarebbe stato nulla di buono.