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MiXology (volume 1): John Cale e l’arte del remix esistenziale

L’alchimista sonoro del Galles continua a sperimentare ed esce con “MiXology (volume 1), una cartografia sonora tra memoria e sperimentazione

John Cale Mivology Volume 1 1

L’ottantatreenne John Cale è un sopravvissuto. Non solo nel senso biologico (mentre tanti suoi contemporanei, da Lou a Nico, sono diventati fantasmi del pantheon rock), ma come testimone ostinato di un’idea radicale: che la musica possa essere simultaneamente intellettuale e viscerale, europea e americana, antica e futuristica.

MiXology (Volume 1)“, rilasciato a sorpresa dalla Domino Records a maggio 2025, si presenta come un’operazione potenzialmente sospetta: scarti e remix dai suoi ultimi due album, “MERCY” (2023) e “POPtical Illusion” (2024). In mani meno abili, potrebbe sembrare un tentativo di spremere qualche goccia extra da lavori già pubblicati — l’equivalente musicale del riciclo creativo. Ma Cale non è mai stato un artista convenzionale, e quello che nelle note di copertina appare come una raccolta di avanzi, all’ascolto si rivela un’affascinante estensione del suo universo sonoro.

Il gioco è dichiarato sin dal titolo: “MiXology” suggerisce non solo il remixaggio tecnico, ma una vera e propria alchimia del suono, una scienza esoterica della trasformazione. E il “(Volume 1)” è una promessa — o forse una minaccia — che questo esperimento continuerà. Conoscendo l’instancabile curiosità del gallese, non c’è motivo di dubitarne.

Sette tracce in totale: le prime quattro dalle sessioni di “MERCY“, le ultime tre da “POPtical Illusion“. Ma la divisione è più sfumata di quanto sembri, come se Cale stesse deliberatamente confondendo la cronologia, creando un palinsesto sonoro dove passato e presente coesistono nello stesso spazio acustico.

Clap Clap” apre l’album con quella tensione controllata che è il marchio di fabbrica di Cale. Le ambientazioni elettroniche creano uno spazio sonoro in cui la sua voce — caustica, profonda, autorevole — si muove come un fantasma saggio che ha visto troppo per essere impressionato da qualsiasi cosa. È la stessa voce che sentivamo in “Paris 1919” o in “Fear“, ma ora porta con sé il peso di mezzo secolo di esperienze. La qualità ipnotica del pezzo è familiare ma non nostalgica — Cale non è interessato a ricreare il passato, ma a ricontestualizzarlo nel presente.

In “I Know You’re Happy (Chill Mix)” con Tei Shi, Cale trasforma un brano potenzialmente melanconico in qualcosa di inquietantemente sereno. La domanda implicita nel titolo — sei davvero felice? — riecheggia come un interrogatorio gentile ma insistente. C’è un’ambiguità deliberata nel modo in cui Cale pronuncia queste parole: sta facendo un’osservazione o ponendo una domanda? Questa ambivalenza è amplificata dalla voce eterea di Tei Shi, che fluttua sopra il mix come un’eco di qualcosa che potrebbe essere conforto o potrebbe essere ironia.

Long Way Out of Pain” con Tony Allen è il cuore pulsante dell’album. La collaborazione con il compianto batterista nigeriano (morto nel 2020, il che suggerisce che questa registrazione risalga a prima del periodo di “MERCY“) crea un dialogo transfrontaliero tra la viola elettronica europea di Cale e i polirittmi africani di Allen. La batteria sembra fluttuare in uno spazio senza tempo, mentre Cale sussurra frasi che sembrano mezze confessioni, mezzi avvertimenti. Il visualizer che accompagna il brano, basato su una foto scattata durante la sessione con Allen, aggiunge una dimensione quasi spettrale — un dialogo con i morti che è sempre stato uno dei temi cari a Cale, fin dai giorni di “Songs for Drella“.

1000 Years” chiude la prima metà dell’album con un’intensità crescente, come se Cale stesse facendo i conti con l’eternità — un argomento che, a 83 anni, assume una rilevanza particolare. Non c’è autocommiserazione, solo una lucida contemplazione del tempo come materia prima dell’arte. Quando canta attraverso strati di manipolazione elettronica, Cale sta effettivamente dialogando con tutte le versioni di sé stesso: il bambino gallese cresciuto durante i bombardamenti nazisti, il giovane musicista classico, l’avanguardista newyorkese, la rockstar riluttante, l’anziano manipolatore di suoni digitali.

La seconda parte dell’album, derivata dalle sessioni di “POPtical Illusion“, si apre con “Invention of Language” — titolo rivelatore per un artista che ha sempre trattato il suono come un sistema linguistico alternativo. È difficile capire perché sia stato inizialmente omesso dalla release internazionale, dato che rappresenta uno dei momenti più interessanti della raccolta, con il suo ritmo pulsante e i suoi sintetizzatori vorticosi che sembrano mimare l’atto stesso della creazione verbale.

The Adventures of SupaCane” e “Standing Next to You” completano l’album come capitoli finali di un romanzo sonoro che Cale sta scrivendo da sessant’anni. L’elettronica frammentata che caratterizza questi brani è sia familiare che disorientante — Cale ha perfezionato questa tecnica negli ultimi anni, creando paesaggi sonori che sembrano al contempo intimi ed alieni, proprio come la sua posizione di europeo in America gli ha sempre permesso di vedere la cultura americana con occhi di straniero affezionato.

Ciò che distingue questo album dagli innumerevoli “remix projects” che affollano il mercato è la percezione che Cale non stia semplicemente rimaneggiando materiale esistente, ma stia usando il processo di remix come metafora di qualcosa di più profondo: il modo in cui la memoria stessa funziona, alterando e ricontestualizzando costantemente il passato. Non è un caso che Cale, con la sua formazione classica e la sua sensibilità avant-garde, sia stato sempre affascinato dal concetto di variazione su tema — lo stesso principio che governa tanto Bach quanto il moderno remixaggio elettronico.

Il confronto con Lou Reed è inevitabile e illuminante. Mentre Reed era il poeta rock per eccellenza, che catturava l’urgenza dell’istante con precisione fotografica, Cale è sempre stato il compositore, l’arrangiatore, il manipolatore del suono, lavorando con la memoria culturale e personale. Questa tensione creativa, che rese i Velvet Underground così essenziali, continua a riverberarsi nel lavoro solista di Cale.

In un’epoca in cui l’algoritmo ha trasformato la musica in un prodotto di consumo immediato e dimenticabile, “MiXology (Volume 1)” si presenta come un atto di resistenza: non solo contro l’amnesia culturale, ma contro l’idea stessa che un’opera debba essere perfettamente compiuta per essere significativa. Cale ci ricorda che esiste un altro modo di ascoltare e di creare: non come fuga dal presente o nostalgica celebrazione del passato, ma come immersione consapevole nel flusso temporale, dove ogni suono porta con sé echi di ciò che è stato e presagi di ciò che sarà.

John Cale Mivology Volume 1 4

A più di cinquant’anni dall’uscita di “Paris 1919“, l’ex Velvet Underground continua a spingere i confini della sua arte, rifiutandosi di diventare una reliquia o di riposare sugli allori. Mentre la maggior parte dei suoi coetanei si accontenta di tournée nostalgiche suonando i successi di mezzo secolo fa, Cale rimane vitalmente curioso e creativo, un professore emerito dell’avanguardia che non ha mai smesso di frequentare i club più oscuri.

La Domino Records ha annunciato che l’album sarà disponibile in CD e in un’edizione limitata di 500 copie in vinile dall’8 agosto, ma nel frattempo è già disponibile sulle piattaforme di streaming. C’è qualcosa di appropriato in questa limitazione fisica: come le prime edizioni di “Foglie d’erba” di Whitman, questo è un artefatto che acquisirà significato con il tempo.

MiXology (Volume 1)” non è il lavoro più essenziale di Cale, ma è un documento significativo di un artista che, anche nell’ultima fase della sua carriera, continua a vedere la musica non come espressione del momento presente, ma come un continuum temporale in cui passato, presente e futuro si intrecciano in modi imprevisti e illuminanti. Se dovessi dargli un voto? Non ai livelli degli ultimi due, ma un 7 pieno.


TRACKLIST COMPLETA

Tracce da “MERCY”:

  1. Clap Clap – 6:05
  2. I Know You’re Happy (feat. Tei Shi) (Chill Mix) – 6:29
  3. Long Way Out of Pain (feat. Tony Allen) – 6:10
  4. 1000 Years – 5:14

Tracce da “POPtical Illusion”:

  1. Invention of Language – 5:19
  2. The Adventures of SupaCane – 6:14
  3. Standing Next to You – 5:23

Durata totale: 40:54

Le prime quattro tracce provengono dalle sessioni di “MERCY” (2023) e includono collaborazioni con Tei Shi (traccia 2) e Tony Allen (traccia 3). Le ultime tre tracce derivano invece dalle sessioni di “POPtical Illusion” (2024).

La traccia “Invention of Language” era già presente nell’edizione giapponese di “POPtical Illusion“, come riportato da alcune fonti.

Long Way Out of Pain“, con la partecipazione del leggendario batterista Tony Allen (scomparso nel 2020), è stata accompagnata da un visualizer ufficiale che, come riportato dalla Domino Records, è un’animazione basata su una foto scattata durante la sessione di registrazione con Allen.


INFO ACQUISTO

Data di uscita:

  • Streaming e piattaforme digitali: 2 Maggio 2025
  • CD e vinile: 8 Agosto 2025

Formati disponibili:

Edizione digitale (disponibile dal 2 Maggio 2025):

  • Disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming: Spotify, Apple Music, Tidal, Deezer e Amazon Music
  • Download digitale dai principali store online

Edizione fisica (preordine, spedizione dall’8 Agosto 2025):

  • CD standard
  • Vinile LP in edizione limitata a 500 copie

L’edizione in vinile è limitata a sole 500 copie, rendendo questo disco un vero oggetto da collezione per gli appassionati di Cale. Come sottolineato nella recensione, c’è qualcosa di appropriato in questa limitazione fisica nell’era dello streaming illimitato. Si può acquistare direttamente sul sito dell’etichetta discografica, la Domino Records: www.dominomusic.com/releases/john-cale/mixology-volume-1

Daniele Federici

Staff

Lo Staff di LouReed.it è composto da Daniele Federici, fondatore e webmaster, e Paola Pieraccini. Daniele Federici ha collaborato con importanti testate musicali ed è autore del libro "Le canzoni di Lou Reed" edito da Editori Riuniti. Ha avuto con Lou Reed una conoscenza affettuosa e duratura. Paola Pieraccini è un'imprenditrice fiorentina.

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