Nella Rock and Roll Hall of Fame quest’anno entrerà anche Lou Reed: sono appena stati ufficializzati i nomi degli artisti che saranno inseriti e che vedrano, oltre al nostro, Green Day, Stevie Ray Vaughan, Joan Jett, Bill Wither. Ringo Starr riceverà un premio speciale.
Proprio lo scorso 10 Ottobre vi avevamo esortato, tramite la nostra pagina facebook, a sostenere la candidatura di Lou con i vostri voti: il vostro contributo è stato fondamentale.
Lou Reed era già presente in qualche modo nella Hall of Fame: nel 1996 infatti ne entrarono a far parte i Velvet Underground per la loro influenza seminale nella storia della musica. In quell’occasione Lou, John Cale e Maureen Tucker ricordarono Sterling Morrisson, da poco scomparso e gli dedicarono il brano “Last Night I Said Goodbye To My Friend” composto per l’occasione.
Questa volta però sarà la sua carriera solista a essere ufficialmente riconosciuta nella cerimonia che si terrà il prossimo 18 Aprile alla Public Hall di Cleveland. La cerimonia sarà come sempre aperta al pubblico e i biglietti a breve saranno disponibili per la prevendita.
Non tutti possono ambire a tale riconoscimento: per essere elegibili all’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame devono essere trascorsi almeno 25 anni dal primo album o singolo ed era effettivamente scandaloso che un artista del calibro e dell’importanza di Lou Reed non fosse ancora stato inserito. Un peccato che avvenga ora che non c’è più, ma è comunque un riconoscimento dell’importanza e dell’influenza che gli viene universalmente riconosciuta.
Questa la breve nota sul sito della Fondazione:
“Con i Velvet Underground, Lou Reed ha creato musica che lo portato ad essere sul livello di Beatles e Bob Dylan sia in termini di importanza sia in termini di influenza.
Ogni movimento alternativo nato dalla fine degli anni ’60 fino alla sua morte nel 2013 – dal punk al grunge e oltre – deve a Reed un debito inestinguibile. Nel corso di una carriera solista coraggiosa durata più di 40 anni, Reed ha insieme solidificato e accresciuto la statura conquistata con i Velvet Underground.
Ha costantemente preso posizioni senza compromessi al servizio della sua visione artistica, spesso facendo seguire a giganteschi successi commerciali dei progetti sperimentali e audaci che hanno inizialmente confuso sia pubblico che critica per poi essere rivalutati decenni dopo.
Quella determinazione a seguire i suoi istinti creativi ovunque lo portassero, senza tener conto dei costi, lo ha reso una figura dall’enorme significato simbolico per le generazioni successive di artisti: da David Bowie ai R.E.M., da Iggy Pop agli U2, da Patti Smith agli Arcade Fire. Inoltre, come James Joyce con Dublino o Bruce Springsteen con il New Jersey, Reed è diventato inevitabilmente associato a New York, trasformando la città nelle sue canzoni in un coacervo di sfide morali, un terreno sul quale mettere alla prova il proprio spirito, dove dannazione e redenzione erano a volte impossibili da distinguere. Reed ha da una parte osservato il mondo e dall’altra lo ha trasformato, modellando in maniera definitiva il suono e il senso della musica contemporanea.
Il suo impatto è stato così totale che, ironicamente, potrebbe anche venire sottovalutato.
E’ difficile realizzare come un solo uomo possa essere responsabile di così tante cose avvenute per merito suo, ma nel caso di Lou Reed non solo è vero: è innegabile.”
Ancora non si sa chi sarà a pronunciare il discorso di introduzione. Ricordiamo però che in diverse occasioni fu proprio Lou a introdurre altri colleghi nella Hall of Fame: Celine Dion, Frank Zappa e Leonard Cohen. Nel 2009 la sua ultima partecipazione, per festeggiare i 25 anni della cerimonia, insieme ai Metallica.
Di seguito i video delle varie partecipazioni nel corso degli anni.
1995: Lou Reed introduce Frank Zappa nella HoF
1996: i Velvet Underground entrano nella HoF
2008: Lou Reed introduce Leonard Cohen nella HoF
2009: Lou Reed si esibisce insieme ai Metallica in “White Light/White Heat”
Per maggiori informazioni, vi rimandiamo al link della Rock and Roll hall of Fame.





Lou Reed non era semplicemente una rockstar era un poeta. Le sue canzoni rimarranno nella storia della musica. I suoi dischi a differenza di tanti suoi colleghi, erano non solo i primi ma pure le ultime pubblicazioni, pietre miliari della musica. Caro Lou ci manchi tanto,