Ieri sera 25 Luglio Lou Reed, per il suo tour 2011, ha regalato grandi emozioni per il suo concerto di Roma all’Auditorium parco della musica.

Chiusura trionfale, dicevamo, e pubblico molto caloroso che ha interagito con l’artista, insolitamente giocoso.
Il concerto, sebbene si sia mantenuto ad alti livelli e sia stato indubbiamente ottimo e coinvolgente, ha sofferto molto il paragone con le altre date, soprattutto le ultime due di Gardone Riviera e Sogliano al Rubicone, quest’ultima forse la migliore del tour: è stato, se confrontato con queste date, molto sottotono.
Innanzitutto la scaletta è stata privata di “Street Hassle” e “I Wanna Boogie With You“, tagliate all’ultimo momento, riportandola alla scaletta eseguita per quasi tutto il tour, senza grosse sorprese. Sono tornate, rispetto a Gardone e Sogliano, “Mother” e “Smalltown“. Il concerto ha poi sofferto di un missaggio del suono e di volumi non adeguati. Complice è stato anche il soundcheck che non si è tenuto per la situazione meteorologica che non deponeva a favore: chitarre poco presenti e troppo impastate, tastiere inaudibili, sax bassissimo e voce di Lou Reed troppo presente rispetto agli altri strumenti. Il volume relativamente basso e il mix sbilanciato hanno fatto perdere, sempre rispetto ad altre date, gran parte della “potenza di fuoco” di questo “Power Rock Tour“, dell’energia e del wall of sound di questa band, rendendolo meno coinvolgente in molti punti.
Sono mancate, sempre rispetto alle altre date, anche le infuocate improvvisazioni, forsennate e intensissime, sulla coda di molti pezzi. “Waves of Fear“, sempre potente, è stata ridotta della metà. Anche su “Ecstasy” non si sono sbizzarriti più di tanto.
Malgrado tutto ciò un concerto straordinario. Highlights della serata sicuramente una versione intensissima e struggente di “Mother” e una commovente “Sunday Morning“, cantata con profonda e toccante partecipazione da Lou che ripetuto, da buon “grande vecchio”, l’avvertimento a tutti i giovani del pubblico: “watch out! watch out the world’s behind you!“. Brividi anche sulla cover Lennoniana quando Lou cantava “I have to say goodbye” per l’ultima tappa del tour italiano faceva un certo effetto.
Puntuale anche la dedica anche di questo concerto alla cantante Amy Winehouse, che ha voluto omaggiarla con una piccola citazione nel mezzo di “Smalltown“ cantando “They tried to make me go to rehab and I said no no no“, una frase tratta dal ritornello del brano più famoso della cantante appena scomparsa.
Possente, potente, apocalittica “The Bells“.
Tra il pubblico, anche l’attore Willem Dafoe con la compagna italiana, che abbiamo rivisto dietro le quinte insieme a Lou.
Questa la scaletta:
01 Who Loves The Sun
02 Senselessly Cruel
03 All Through The Night
04 Ecstasy
05 Smalltown
06 Mother
07 Venus in Furs
08 Sunday Morning
09 Femme Fatale
10 Waves of Fear
11 Sweet Jane
BIS
12 Charley’s Girl
13 The Bells
14 Pale Blue Eyes
Ecco alcuni video:
All Through The Night
Ecstasy
Venus in Furs






Un vecchio leone, forte, caparbio, unico. Grande Lou!!
Mmmm….NO! la dedica ad Amy Winehouse l’ ha fatta durante “Ecstasy” non durante “Smalltown”.
http://www.youtube.com/watch?v=Ytrt2MenxPc
Ecstasy è stata dedicata alla Winehouse, ma durante “Smalltown” ha citato un suo brano.
Ha ragione Marco anche la parte di testo di Rehab a cui vi riferite è stata citata durante “Ecstasy”.
A meno che la cosa non sia sfuggita a tutti tranne che a voi
No Massimo, è un po’ improbabile che sia sfuggita a tutti tranne che a noi.
Più semplicemente, a questo punto, ci siamo ricordati male. :)
Grazie a Marco e a te per la precisazione.