SUNDAY MORNING/DOMENICA MATTINA

 

Sunday Morning
brings the dawn in
It’s just a restless feeling
by my side

Early dawning
Sunday morning
It’s just the wasted years
so close behind

Watch out, the world’s behind you
there’s always someone around you
Who will call
it’s nothing at all

Sunday morning
and I’m falling
I’ve got a feeling
I don’t want to know

Early dawning
Sunday morning
It’s all the streets you crossed
not so long ago

Watch out, the world’s behind you
there’s always someone around you
Who will call
it’s nothing at all

Watch out, the world’s behind you
there’s always someone around you
Who will call
it’s nothing at all

Sunday morning

Domenica mattina
fa entrare l’alba
è solo un’inquietudine
al mio fianco

Albeggia presto
domenica mattina
sono solo gli anni sprecati
che incalzano

Attento, il mondo è alle tue spalle
intorno ci sarà sempre qualcuno
che ti chiama
non è niente

Domenica mattina
e sto cadendo
ho una sensazione
che non voglio sapere

Albeggia presto
domenica mattina
sono tutte quelle strade che hai attraversato
non molto tempo fa

Attento, il mondo è alle tue spalle
intorno ci sarà sempre qualcuno
che ti chiama
non è niente

Attento, il mondo è alle tue spalle
intorno ci sarà sempre qualcuno
che ti chiama
non è niente

Domenica mattina

La traccia d’apertura dell’album è anche l’ultima ad essere stata incisa e aggiunta alla tracklist, dopo quasi un anno dalle registrazioni dei restanti brani. Wilson suggerisce infatti a Reed, per rendere l’album più appetibile, di aggiungere un pezzo cantato da Nico per portare a quattro brani totali quelli da lei interpretati, e poter quindi pubblicare due singoli di due tracce ciascuno, tutte cantate da Nico. Nonostante la breve storia d’amore che aveva legato Nico e Reed nel 1966, ora i rapporti tra i due sono molto tesi, soprattutto perché Reed sente il gruppo come “suo” e mal digerisce che altri interpretino le sue canzoni. C’è anche da dire che l’inserimento della figura di un “Angelo Blu” nel gruppo era stata un’imposizione di Warhol. Reed in un primo tempo acconsente, salvo impedirle all’ultimo momento di cantarla e incidendola lui stesso; ma lo fa con tale trasporto e qualità femminile, che ancora oggi molti pensano sia eseguita da Nico. Probabilmente, per dare alla sua voce un connotato più femminile e dolce, Lou alterò leggermente la velocità con il pitch.

“Sunday Morning”, con la sua trasognata delicatezza e il suo nostalgico carillon, rappresenta senza dubbio un’apertura d’album perfetta. La canzone, malgrado quanto comunemente si pensi, non è d’amore ma parla di paranoia. È Andy a suggerire a Reed di scrivere una canzone sull’argomento, e Reed mette subito a fuoco al ritornello:

Attento, il mondo è dietro di te
c’è sempre qualcuno intorno
che ti chiama
non è nulla

Pensare che tutto il mondo ti stia osservando è un chiaro sintomo di paranoia acuta. Qui il mondo è addirittura una presenza che sta dietro al personaggio, lo controlla da sopra le spalle, ne segue i passi. L’atmosfera cupa e paranoica del testo trasforma l’apparente dolcezza della musica in malinconica rassegnazione. Il riferimento a presenze indefinite che chiamano il personaggio fanno raggiungere il climax narrativo per poi essere immediatamente dissolto dalla noncurante e rassegnata “non è nulla”. A tale climax si arriva attraverso una serie d’elementi inseriti per creare inquietudine, in contrasto con la serenità di quel “Sunday Morning” che apre ogni strofa:

Domenica mattina
Fa entrare l’alba
È solo un sentimento di inquietudine
Che mi è accanto
[…] Domenica mattina
E sto cadendo
Provo qualcosa
Che non voglio sapere

Il sentimento d’inquietudine (restless feeling) cammina a fianco del personaggio; il ricordo degli anni perduti lo insegue fino alla strofa di chiusura dove al sentimento finora estatico-osservativo della domenica mattina e della sua alba, fa da contrappunto un sentimento di caduta e la volontà di non pensare più, di non conoscere più i propri sentimenti. Sembrerebbe proprio un risveglio dopo una notte di abusi di droghe; la paranoia è uno degli effetti psicologici provocati dall’abuso d’anfetamina, e potrebbe essere la conseguenza delle azioni compiute dal protagonista nella canzone successiva, come in un viaggio a ritroso. Lo stesso Lou ha più volte sottolineato la natura tematica che lega le canzoni dei primi album dei Velvet Underground. La sensazione d’ansia strisciante e celata dell brano è una splendida “introduzione” alla vera materia dell’album, fatta d’immagini e contrasti più crudi, ma getta anche subito luce sul lato più riflessivo di Lou Reed e sulla sua capacità di descrivere situazioni ed emozioni con poche pennellate e pochi accordi.

“Le canzoni di Lou Reed” –  Daniele Federici (Editori Riuniti)

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