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Laurie Anderson in Italia il 13 Novembre e 2 Dicembre

Laurie Anderson in Italia il 13 Novembre e 2 Dicembre 1L’eclettica artista americana Laurie Anderson, moglie di Lou Reed, arrverà in Italia con il suo ultimo spettacolo “Delusion” con due date: Sabato 13 novembre alle 21 a Firenze presso il Centro d’Arte Contemporanea EX3 (Viale Giannotti 81, Firenze) e giovedì 2 dicembre alle 21 a Roma presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica.

Poeta, violinista, cantante, scultrice, video artista, performer, la Anderson torna con “Delusion”, show multimediale che amalgama video-installazioni, musica, monologhi, marionette elettroniche e violini, e che esprime al meglio il suo talento di narratrice di storie: la capacità di raccontare attraverso immagini, suoni, parole, linguaggi, con un occhio critico sulla politica e la società americana. Ispirata da Balzac, Ozu e Lawrence Sterne e coinvolgendo una serie di ospiti immaginari, la Anderson racconta storie di desideri, ricordi e identità.

Il prezzo della prima italiana, a Firenze, è di 52,00 euro e di 42,00 euro per il ridotto (minori di 18 anni e maggiori di 65). Sono esclusi i diritti di prevendita. Potete acquistare i biglietti su circuito boxoffice e su www.boxol.it.

I prezzi della data di Roma del 2 dicembre variano dai 15 euro ai 40 euro e possono essere acquistati su www.listicket.it/.


Delusion”. Dai sogni alla morte: i cani, la luna, le incongruenze del vocabolario, la politica, le password e i nomi. Tra mito e quotidianità, “Delusion” articola in diversi quadri una meditazione sulle parole e le cose, sulla vita e il linguaggio. Il tutto tra la video-installazione, il concerto e il monologo, sintomo di una personalità che ha fatto dell’irrequietezza stilistica la sua raison d’être.

Anderson infatti conosce anche i confini espressivi più sottili: quando parla è sempre sull’orlo di cantare e viceversa; la cadenza della voce, calda e sussurrata, grazie all’elettronica si trasforma in autoritaria e maschile, e in “Delusion” le due frequenze si concederanno dei dialoghi. La sua poetica flirta leggera con l’ironia. La sua musicalità tradisce il rock per la musica contemporanea. O è vero il contrario? È nata a Chicago, laureata giovanissima in scultura è divenuta a tutti gli effetti una artista newyorkese vivendo in prima persona la fulgente stagione artistica di questa città dai primi anni Settanta in poi. Dalle esperienze di poesia con William Burroughs e John Giorno, alle pionieristiche performance tra musica, arti visive, poesia e teatro –come artista di strada suonava, cantava e recitava su dei pattini con le lame piantate in due blocchi di ghiaccio: quando si scioglieva la performance era terminata–, fino alle collaborazioni con Philip Glass, John Cage, Frank Zappa e Wim Wenders. Un eclettismo dove le arti si mescolano e per Anderson si traduce anche nell’invenzione di strumenti musicali nuovi, come il suo violino elettronico. Il successo internazionale arriva per caso, agli inizi degli Ottanta con “O Superman”: nel pieno dei furori new wave, punk e dance, l’atmosfera rarefatta e minimalista del brano incanta gli ascoltatori. Il secondo posto nelle classifiche di vendita britanniche le permette progetti più complessi e più ambiziosi, che si snodano attraverso gli anni in dischi, film e spettacoli –tra cui la trilogia americana– e come questo ultimo “Delusion”, dove Anderson affronta anche il nodo della recente scomparsa della madre, un momento esemplare del suo fare teatro.

uito boxoffice e su boxol.it

PRIMO SETTORE:

52€ intero | 42€ ridotto

SECONDO SETTORE:

44€ intero | 34€ ridotto

Prezzo intero escluso dir. prev. – riduzioni di legge under 30 over 65

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Staff

Lo Staff di LouReed.it è composto da Daniele Federici, fondatore e webmaster, e Paola Pieraccini. Daniele Federici ha collaborato con importanti testate musicali ed è autore del libro "Le canzoni di Lou Reed" edito da Editori Riuniti. Ha avuto con Lou Reed una conoscenza affettuosa e duratura. Paola Pieraccini è un'imprenditrice fiorentina.

3 Commenti

  1. A cosa servono i giorni? Questo è l’interrogativo di Laurie Anderson.
    13 novembre. Debutto nazionale di Delusion, l’ultima opera della Madame di Chicago, a Firenze presso il Centro d’Arte Contemporanea EX3.
    Delusion è stato commissionato dalla Vancouver 2010 Cultural Olympiad e dal Barbicanbite di Londra.
    Lo spettacolo è realizzato come una meta-installazione artistica con musica, immagini e recitazioni.
    Concepito come un flusso di coscienza, combinando violini, proiezioni, letture e luci, esplora i reconditi recessi della delusione umana in ogni aspetto.
    La fragilità della voce accompagnata dal violino diventa autoritaria e mascolina con l’elettronica e si mescola, affascinante, tra le trame oniriche e forti di un’artista che conosce le proprie ferite e le proprie indignazioni.
    L’eclettica artista americana non solo solleva tematiche ambientaliste e politche ma mostra con straordinaria dolcezza i dolori e le amarezze di una donna, più che di un’artista. Perché è proprio la dimensione umana del messaggio quello che colpisce lo spettatore.
    Laurie entra sola e, sola sul palco, riesce a coinvolgere il pubblico con un’installazione dopo l’altra. A livello puramente sensitivo e di carica emozionale, lo spettacolo è di una potenza non comune ed è sicuramente la cartina tornasole della grandezza della sua arte, per quanto riguarda la pura realizzazione e la resa artistica si può rimproverare un allestimento naif, che forse è più sintomo di un gusto classico piuttosto che di manierismo. La semplicità dell’apparenza sposta il punto di fuoco sul contenuto.
    La psicanalisi, i sogni, la multiculturalità e i racconti sono così sentiti (la morte della madre, il cane LolaBelle, la critica alla società), sono così intensi da offuscare qualsiasi cosa.
    C’è molto amore in questo Delusion, molta delusione, molta amarezza, molto rammarico, molta tenerezza e tanta tristezza. E ancora ci si chiede: a cosa servono i giorni?

  2. Ho chiesto a Cesare di scrivere lui una piccola recensione del concerto perché ne era entusiasta e giustamente avrebbe reso l’idea… io, forse a causa di una grande stanchezza, non condivido le stesse emozioni. Laurie è sempre brava e carina, ma ho trovato lo spettacolo nell’insieme un po’ troppo statico e con un uso della voce distorta un po’ troppo abusato

  3. Splendida recensione, Cesare, grazie.
    Certo, gli spettacolo di Laurie Anderson non sono dei concerti, ma vere e proprie performance artistiche a tutto tondo, molto intellettuali. Bisogna andare a vederla ben luci e consapevoli di quello che Laurie propone. A volte possono risultare anche abbastanza pesanti. Ma io l’ho sempre trovata splendida. A volte pesante (anche per via dei molti reading, lunghi, in inglese), ma splendida.

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