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L’intervista di Cannes

E’ apparso fragile, Lou, ieri a Cannes durante il suo primo incontro pubblico dopo il trapianto di fegato dello scorso aprile, ma in ottima forma e grande spirito.

Ospite del Cannes Lions International Festival of Creativity, Lou Reed ha dichiarato di essere sbalordito dallo scandalo sul programma di sorveglianza del NSA rivelato dalla talpa Edward Snowden.

E’ davvero scioccante. Obama soprattutto … avere questa cosa che va avanti. Voglio dire: è l’uomo che abbiamo votato ad averlo fatto! E’ davvero inquietante. Molte delle cose che Bush avrebbe fatto, Obama le ha continuate. Com’è potuto accadere? E’ assurdo che il 29enne Snowden abbia potuto aver accesso alle informazioni e abbia potuto rivelarle. Wow. Questa la dice tutta sul nostro sistema di sicurezza, non è vero?”.

Lou ha poi continuato parlando della sua ispirazione e di come la tragga dagli eventi mondiali; persino una storia come quella di Snowden potrebbe essere materiale per un album. “Ci sono così tante cose in questo mondo che stanno cambiando così rapidamente, ogni cosa è fonte d’ispirazione”.

Ha poi ripetuto il suo no alla musica digitale che “suona da schifo”. “I CD all’inizio suonavano in modo orribile rispetto allo splendido suono caldo che ti dà il vinile. Ma gli Mp3, Cristo! Sono una cosa dal suono davvero deprimente, la gente non capisce proprio cosa sta perdendo. E’ stato tutto ridotto al minimo comun denominatore”. La possibilità di scaricare musica ha anche avuto degli aspetti positivi aprendo completamente l’intera biblioteca mondiale della musica: “Prima dovevi cercare le cose. Ora eccolo subito lì … ma suona uno schifo. Una volta che l’hai trovato, poi devi prenderlo in vinile. Puoi portarti a casa un buon giradischi per 400 o 500 dollari”.

Non si fanno soldi con i download di musica, ha ripetuto, scherzando sul fatto che quando aveva quattordici anni ricevette un assegno per le royalty di $ 2,60 per aver suonato in un bar: “È circa quanto ricevo per i download oggi. Sono tornato nel punto da cui sono partito”.

Capisco che i giovani sono cresciuti con la cultura di scaricare la musica e Steve Jobs abbia provato a trasformare questa cultura in qualche forma di business proficuo per Apple, ma ricevi circa un sedicesimo di centesimo. Prima facevi un disco, ora l’hanno ridotto e messo in un affare di plastica che si rompe immediatamente … cioè dici … ma che caz …. Ti rendi conto che ti stanno davvero prendendo per il culo e di conseguenza la gente non vuole più pagare per nulla. Nel frattempo, i musicisti non sono più pagati. Ora fare un disco è una sorta di cosa promozionale”.

Nessun accenno diretto all’operazione e allo stato di salute critico che ha attraversato, ma un riferimento alla vecchiaia: “Faccio una vita diversa, prendo molte medicine, molte vitamine, seguo una terapia. Ma sto bene. Come fa il tempo a passare così velocemente? Non finisco mai di sorprendermi. L’altro giorno avevo appena diciannove anni, potevo cadere e rialzarmi subito. Ora se cado, parliamo di nove mesi di fisioterapia, mi raccomando prendi tutte le vitamine, e persone che chiedono se stai bene”.

È cambiato anche il tuo modo di scrivere?
Non ho mai cercato di scrivere e basta, ho sempre pensato alla musica. Avevo 5 anni e già scrivevo musica, quando ero piccolo facevo addirittura delle schifose composizioni classiche. Ma sono nato a Brooklyn, la radio era sempre accesa, e questo mi ha insegnato ad ascoltare con interesse ogni cosa. Non credo sia possibile vivere senza musica, pensate che mondo orribile sarebbe, non riesco a immaginare nulla di peggio. Senza musica il pianeta potrebbe morire, la musica è il respiro della gente, è quello che fa muovere il sangue nel corpo umano, è un arte che mette in moto la vita“.

Senza musica ci sarebbe stato Lou Reed?
“Non credo. Ho cominciato scrivendo una dozzina di canzoni surf, andavo in studio quando le registravano e lì imparavo tutto. Ho inciso il primo disco a 14 anni con la Mercury: gli stessi che lavoravano con Janis Joplin. Fu trasmesso alla radio dal leggendario Murray The K. Una volta sola. Guadagno totale: due dollari e pochi centesimi. Più o meno quello che guadagno ora con i download. Sono tornato alle origini”.

Perché i Velvet Underground sono rimasti così centrali?
Eravamo il gruppo più sofisticato e articolato che si fosse mai visto. Immagini cosa potrebbe accadere se si potessero mettere in rock i testi, che so, di Tennessee Williams o di William Burroughs. Io cerco di scrivere a quel livello, ci riesco? Non lo so, ma ci provo“.

Poi c’era Andy Warhol…
Lui era fantastico, eravamo la sua band, l’unica band della Factory, nessuno ci conosceva, c’era addirittura chi pensava che Warhol fosse il nostro chitarrista. Non avevamo ingaggi, suonavamo alle sue mostre: lui faceva le installazioni e noi ne facevamo parte, portavamo gli occhiali scuri perché c’erano sempre tante luci da tutte le parti. Warhol ha fatto tutto prima degli altri. Non parlava molto, lavorava ventiquattro ore al giorno, non ho mai visto nessun altro essere così totalmente immerso nella sua arte e nel suo lavoro“.

Ti piace la musica di oggi?
Tutto è già stato fatto, avere idee completamente nuove è veramente complicato. Ma qualcuno ci riesce. Kanye West per esempio. Lui ci prova, ha un mix incredibile di generi, suoni, melodie, personalità, è bravo e anche molto divertente, è su un altro livello rispetto agli altri“.

Cosa ti ispira oggi?

Quando scrivo vado a intuito, ma non ho mai davvero capito la scrittura. So che si pensa che io scherzi ma proprio non capisco come la scrittura possa diventare un lavoro organizzato, una disciplina. Se un testo viene al volo, bene, altrimenti non c’è verso. Non posso accendere un fuoco e mettermi a pregare perché funzioni“.

Tornerai presto a scrivere e produrre musica?
“Sì, finché avrò idee”.

Un Lou Reed quindi disponibile, visibilmente rilassato, che si è anche intrattenuto quindici minuti con i giornalisti facendo battute.

Staff

Lo Staff di LouReed.it è composto da Daniele Federici, fondatore e webmaster, e Paola Pieraccini. Daniele Federici ha collaborato con importanti testate musicali ed è autore del libro "Le canzoni di Lou Reed" edito da Editori Riuniti. Ha avuto con Lou Reed una conoscenza affettuosa e duratura. Paola Pieraccini è un'imprenditrice fiorentina.

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