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Trent’anni di Maschera Blu

Trent'anni di Maschera Blu 1
The Blue Mask (1982)

Il 24 Febbraio 1982 venne pubblicato “The Blue Mask“, che segnava la chiusura del cerchio di tante cose: sound e anni ’70 in primis.

Non a caso la copertina dell’album richiamava esplicitamente l’album più famoso del Lou Reed solista: “Transformer“, e segnava esattamente un decennio da quel culmine di carriera, almeno a livello commerciale, con il quale Lou era giunto al grande successo e al grande pubblico. Non a caso nell’album troviamo, in “My House“, una dedica a colui che fu fonte di ispirazione fondamentale per la sua vena artistica: il poeta e scrittore Delmore Schwartz.

The Blue Mask” usciva poco prima del 40esimo compleanno di Lou (eh si, di conseguenza Lou sta per compiere i suoi primi 70 anni) ed è subito diventato, per tutti i fan, una pietra miliare della sua discografia: indimenticabile, infatti, il primo ascolto dei duelli chitarristi della coppia Lou Reed/Robert Quine, mai troppo rimpianto musicista che segnò indissolubilmente il sound dei primi anni ’80 di Lou Reed. Ma non dimentichiamo la prima apparizione al basso di Fernando Saunders, che lo avrebbe poi seguito quasi ininterrottamente fino ad oggi.

La maschera blu è uno dei dischi più veri e sinceri di Lou, quando finalmente comincia a gettare la maschera (forse proprio quella blu del titolo?) e parla di amore, sentimenti, matrimonio. Spariscono le strade piene di storie, tossicodipendenti e violenza. Per forse la prima volta nella sua carriera, l’inferno che Lou vede e racconta è estraneo, è fuori di lui e non è più lo specchio della sua anima contorta e sofferente: si getta a capofitto nella vita coniugale e nel suo nuovo status di “uomo medio” (come canta sornione nella canzone “Average Guy“). Non mancano parti altamente catartiche, come nella title-track che è una vera e propria lotta nel fango con il suo alter-ego, con la sua anima, a colpi di chitarre lancinanti e fendenti di feedback.

Il nuovo Lou Reed ha abbandonato le droghe, e racconta gli attacchi di panico nell’elettrica e angosciante “Waves of Fear“, ma ha anche momenti di lirismo inaspettato e dolcissimo con la canzone dedicata alla moglie, “Heavenly Arms“, in cui ripete il nome della moglie “Sylvia” e che, sempre per chiudere il cerchio, ricorda fortemente “Perfect Day”.

LO SPECIALE: un disco da risentire e riscoprire, e vi invitiamo a farlo leggendo lo speciale preparato per voi, con l’analisi dei testi.

Staff

Lo Staff di LouReed.it è composto da Daniele Federici, fondatore e webmaster, e Paola Pieraccini. Daniele Federici ha collaborato con importanti testate musicali ed è autore del libro "Le canzoni di Lou Reed" edito da Editori Riuniti. Ha avuto con Lou Reed una conoscenza affettuosa e duratura. Paola Pieraccini è un'imprenditrice fiorentina.

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