venerdì , 23 Agosto 2019
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La conferenza stampa di Venezia

[singlepic id=104 w=320 h=240 float=right]Finalmente eccovi la trascrizione completa della conferenza stampa tenuta da Lou Reed e Laurie Anderson all’Hotel Metropole di Venezia, nella splendido giardino. I due si accomodano su un sofa colorato e ravvivato da cuscini orientali, sotto un gazebo allestito per l’occasione.
Un ringraziamento speciale a Claudia e Manuela di Ex-Libris per la grande disponibilità.


LOUREED.IT: Questa è la prima volta che salite sul palco insieme; ci sarà un seguito ufficiale in studio?
LOU REED: Per ora no. Ma non si sa mai; registriamo tutto. Facciamo brani e pezzi insieme da moltissimo tempo, e un amico un giorno ci ha detto “perché non fate uno show insieme, sarebbe bello!”. Ci siamo detti ‘perché no?’ e abbiamo deciso che il posto migliore sarebbe stata l’Italia.
GIORNALISTA1: Qual è il legame tra musica e testo?
LAURIE: La domanda è qual è il collegamento tra la la musica e il testo? Stasera faremo delle canzoni che sono un abbinamento tra storia e testo. Ma è difficile definire le differenza o la linea di divisione che può esistere tra la storia e il testo, perchè non si sa mai quale sarà l’esito finale: con Lou lavoriamo in questa linea di mezzo, in questo mondo di mezzo. Cominciamo e a volte è la voce che ci porta a dire “questa ritmica è musica” … ma poi, improvvisamente, si torna alla storia. È una linea, diciamo, di difficile definizione. Ma fammi aggiungere un’altra cosa: non si può dire che è soltanto una canzone perché ci sono le rime, anche se molte volte lo si fa. Nelle storie in realtà ci possono essere delle rime abbinate al tempo, al tempo della musica. Ma anche nelle storie può succedere che invece delle rime si hanno delle piccole idee che rimano l’una con l’altra, e allora diventano delle storie liriche.
GIORNALISTA2: Tu hai detto che ognuno ha un suono. Qual è lo scopo di questa ricerca?
LOU REED: L’ho detto io? Preferirei dirla con John Cage: “tutto è musica e tutti siamo dei piccoli fiocchi di neve, e quindi tutti siamo diversi …”.
Lou Reed fischia per incitare i giornalisti a svegliarsi.
LOU REED: Perché i fotografi non parlano mai? (Ride) Abbiamo bisogno di un giornalista intelligente …
GIORNALISTA3: Eccomi, sono io! In Irlanda esiste una carica onorifica di”poeta ufficiale” mentre per la California sembra che non esista o che comunque sia vacante. Perchè?
LOU REED: E dove l’hai letto?
GIORNALISTA3: Non lo ricordo …
LOU REED: Questo è un bel problema ….
GIORNALISTA3: Sì, non c’è un poeta ufficiale …
LOU REED: E cosa ti dà il diritto di pensare che sia vero?
LAURIE: In California non sono interessati alla poesia quanto sono interessati ai film. Esiste un poeta nazionale che viaggia in tutto il paese ed esiste la giornata della poesia. L’ultima è stata molto frequentata; ci sono state molte letture di poesia ma negli Stati Uniti non si è particolarmente interessati alla poesia e in California ancora meno.
LOU REED: La poesia in verità, negli Stati Uniti, si trova nelle strade. Sono i ragazzi a fare poesia in modo molto vibrante. La vita poetica negli Stati Uniti è viva, soprattutto nelle strade, anche se riconosciuta solo da pochi. Se Rimbaud nascesse adesso probabilmente farebbe un disco rap.
In ogni modo, dimenticati la California, perché non vivo in California. Io sono di New York. Devo dire che la vita della poesia a New York è molto attiva e vivace, ci sono degli incontri di poesia ben organizzati, c’è un sito web dove si possono scambiare informazioni e poesie, ci sono punti di incontro per poeti, ci sono letture pubbliche di poesie anche in night club o café, e è stato fatto anche uno show che è stato trasmesso dalla televisione nazionale, al quale io ho partecipato, con molti altri poeti. E ci sono state letture sia di poesia e testi, sia musica.
GIORNALISTA4: Lawrence Ferlinghetti citò Ginsberg dicendo “Abbiamo visto le migliori menti della nostra generazione distrutte da noiosissime letture poetiche“. Pensi che la risposta a Ferlinghetti sia quella di confrontarsi con altri linguaggi come il rap?
LOU REED: Ma cosa stai dicendo? Conosco quella poesia e non recita assolutamente così …
GIORNALISTA4: Più o meno …
LOU REED: Conosco perfettamente quel brano e non ci assomiglia neanche. In ogni modo non posso accettare proprio questo tipo di interpretazione. Non penso che quel tipo di letture abbiamo rovinato le menti migliori. Allen Ginsberg ha contribuito molto a far accettare le liriche rock e anche la lingua popolare nella tradizione poetica e nei circoli poetici che prima la rifiutavano. Lui stesso cominciò ad utilizzare la musica per accompagnare le sue liriche; aveva questo strumento che suonava con il piede, utilizzando una melodia molto semplice con la quale accompagnava le sue liriche. Mi ricordo della veglia che si è tenuta alla morte di Allen Ginsberg durante la quale molte poesie furono lette e che fu seguita da una parte, secondo me, più triste, nella quale tutti gli oggetti di Ginsberg sono stati messi in vendita per volontà di lui stesso per raccogliere denaro che poi è stato dato in beneficenza.
LAURIE: E’ stata una celebrazione molto triste, anche se l’ha voluta lui e nelle sue volontà avrebbe dovuto essere un momento di gioia.
LOU REED: Parlando di Allen e di altri, devo dire che è molto importante che persone come loro abbiano influenzato me e Laurie, che a nostra volta poi influenzeremo altri. Anche se loro erano scrittori puri mentre noi viaggiamo con la musica per accompagnare dei testi. Ma bisogna ricordare persone come Conrad e Ginsberg per l’influenza che hanno avuto su di noi.
GIORNALISTA5: Cosa pensi dell’attuale situazione politica mondiale e dei suoi sviluppi?
LOU REED: Tutto qui? (Sgrana gli occhi) Vuoi che ti spieghi la situazione mondiale? Quanto tempo abbiamo? (Guarda l’orologio)
GIORNALISTA5: Volevo solo sapere cosa ne pensavi …
LOU REED: Ascolta. Butta giù una lista di 20 punti. Di cosa vuoi parlare? Dei bombardamenti? Cerchiamo di attenerci alla musica. (Ispirato) E al segreto dell’universo. (Sorride)
GIORNALISTA5: Forse allora potrei chiedere in che modo i vostri testi… cioè … volevo dire …
Lou Reed la fissa in silenzio. La giornalista diventa rossa.
GIORNALISTA5: Niente … lasciamo perdere …
Lou ghigna.
LOUREED.IT: Laurie tu hai appena pubblicato un doppio album dal vivo registrato una settimana dopo la tragedia dell’11 Settembre, alla quale hai dedicato l’album … Lou tu hai scritto una bellissima poesia dal titolo “Laurie sadly listening” …..
LOU REED: (Guarda meravigliato) Come fai a saperlo?
LOUREED.IT: Siamo il tuo fan club …
Lou sorride.
LOUREED.IT: Vorrei sapere come l’11 Settembre ha influenzato la vostra musica e il modo di vivere la vostra città.
LOU REED: Non mi piace parlare dell’11 Settembre, mi fa male. Ero lì quando accadde. Il New York Times chiese ad alcuni artisti di scrivere qualcosa per l’11 Settembre e io ho voluto partecipare e scrissi quel testo con tanto di spartito. Puoi benissimo sederti e suonarla e si chiamava “Laurie sadly listening” perché lei era a Chicago e io ero a New York, ed eravamo preoccupati l’uno per l’altro. Uscirà anche su un libro che raccoglierà tutte le poesie scritte per quel giorno.
GIORNALISTA3: Come si intitola questa cosa?
LOUREED.IT: “Laurie sadly listening” …
GIORNALISTA3: Laurie …?
LOUREED.IT: Laurie Sadly Listening
LAURIE: Per quanto riguarda la mia reazione, devo dire che in seguito ho scritto una serie di racconti intitolata “Happiness” perchè, come è successo a molti miei compatrioti, questo evento , a parte colpirmi, mi ha tirato fuori tutta una serie di domande politiche, spirituali, inerenti a quello che veramente di desidera e si vuole, di cosa si cerca. La felicità è appunto una cosa che cerchi e che io stessa, probabilmente, non troverò mai. Per quanto riguarda la politica posso dire che è davvero molto pericoloso affrontare questo problema ed utilizzare il potere delle immagini, della musica e delle liriche per cambiare il modo di pensare della gente. Così si fa della propaganda. Io detesto quando gli altri cercano di convincermi e di dirmi cosa pensare o cosa fare specialmente quando non mi conoscono nemmeno, perché dovrebbero farlo? Ecco perché ho cercato di affrontarlo in un modo diverso, cioè con delle domande che restano in sospeso e che quindi stimolano la gente a pensare e a vedere le cose in modo diverso.
LOU REED: Le ultime due domande …
GIORNALISTA1: Se mi posso permettere, l’11 Settembre ha fatto sì che gli Stati Uniti rafforzassero un certo ruolo di polizia internazionale. Vi sentite di dare una valutazione di questa politica statunitense….
LOU REED: No, non voglio. È un discorso troppo complicato. Atteniamoci alla musica
GIORNALISTA1: Allora qualcosa di soft… il Teatro Verde è un contesto molto particolare. Che rapporto ci può essere tra questo spettacolo e questo posto?
LAURIE: E’ un posto magnifico. Ti dà un’idea di libertà, come se la tua mente parlasse. In un teatro del genere ognuno ha come la sensazione che possa accadere qualsiasi cosa…
LOU REED: (Cupo) E state attenti alle zanzare! Ieri alle prove non facevamo altro che menarci schiaffi addosso.
GIORNALISTA2: Com’è il rapporto tra te e Laurie?
LOU REED: Chimica… biologica…

 

FINE CONFERENZA
DOMANDE FUORI CONFERENZA


GIORNALISTA1: La tua vita è stata molto intensa, ma ne hai pagato lo scotto più di chiunque altro. Rifaresti tutto ciò che hai fatto?
LOU REED: Non so se ho pagato qualcosa in più di chiunque altro. So che tutto ciò che ho vissuto è Lou Reed, e se la musica di Lou Reed emoziona è perché ci sono emozioni e vita dietro la sua musica.
LOUREED.IT: Qual è il legame tra arte e vita?
LOU REED: Tra arte e vita? Non posso rispondere. Direi ogni volta una cosa diversa.
GIORNALISTA1: Il talento è una cosa che può essere imparata?
LOU REED: Il talento è una cosa con cui nasci. Puoi solo sprecarlo o meno, ma se non ci nasci puoi studiare ed esercitarti per anni senza cavare un ragno dal buco.
LOUREED.IT: Cosa ne è stato di “POEtry”?
LOU REED: Beh questa è un’esclusiva per voi del mio sito italiano: “Poetry” ha cambiato titolo e si chiamerà “The Raven”, così spaventerà le persone. Volevo farlo uscire ad Halloween, ma non penso che ci riuscirò. Sarà sicuramente pubblicato a Gennaio in due versioni: la prima, di due CD, conterrà sia le canzoni che i reading, mentre la seconda, in unico CD, conterrà solo le canzoni. Vi consiglio di comprare la prima.

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