L’ultima intervista e le ultime foto

Un mese prima di morire Lou Reed aveva collaborato per la promozione delle cuffie della Parrott con un servizio fotografico e un’intervista. Dal servizio fotografico avevamo già visto l’ultima foto scattata a Lou. Ora è disponibile finalmente anche il video dell’intervista, l’ultima rilasciata da Lou Reed.

Nell’intervista, avvenuta il 21 settembre, Lou spiega il suo rapporto con il sound: “Il suono è qualcosa di più che mero rumore. Il suono ordinato è musica. La mia vita è musica”.

La conversazione che Reed ha avuto con il direttore Farida Khelfa faceva parte di un servizio fotografico per la Parrott: Lou aveva infatti offerto la sua profonda conoscenza del suono alla società produttrice di cuffie, dando preziosi suggerimenti sui bilanciamenti delle cuffie Parrott Zik perché meglio si adattassero al rock.

In quest’ultima intervista video appare smunto, ma la sua mente è ancora tagliente come un rasoio. Nello spiegare perché sei a diventato un musicista risponde: “Fai quello che ami fare … altrimenti dovresti essere arrestato“. Alla domanda su chi gli avesse comprato la prima chitarra, se fosse stato suo padre, risponde seccamente: “mio padre non mi ha mai dato un cazzo“.

Ma quando la conversazione si sposta sull’orecchio di Lou, diventa immediatamente poetico: “so come mi piace che le cose suonino. Non vorrei ascoltare Beethoven senza dei bei bassi, dei bei violoncelli, una bella tuba. E’ molto importante. l’Hip-hop ha un basso potentissimo. E così anche Beethoven. Se non hai il basso, è come essere amputato. Come se non avessi gambe“.

Dopo aver lamentato il suono orribile dei CD, Lou ha detto di aver rivisto il suo intero catalogo per migliorare il sound dei suoi dischi. “Ho rimasterizzato ogni album utilizzando i vantaggi delle nuove tecnologie. Ed è stato così bello che quasi mi sono commosso” ha ammesso. “Sono davvero emotivamente commosso dal suono. I suoni sono inesplicabili …. c’è un suono che senti nella testa, nei tuoi nervi o nel sangue che scorre. E’ davvero incredibile ascoltarlo“.

Qual è la sua prima memoria di un suono? “La prima memoria del suono è, per tutti noi, il battito del cuore della propria madre. Cresci, quando sei solo una nocciolina, ascoltando quel ritmo. Ma ci sono anche i suoni della natura … il suono del vento. Il suono dell’amore“:

Poche settimane prima di lasciarci, Lou Reed aveva anche posato per il lancio di una linea di occhiali da sole della Illesteva, prestandosi anche ad una foto con i denti da dracula per l’imminente Halloween. 

Di seguito gli scatti in anteprima.

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Halloween Fangs

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4 commenti

  1. Hai guidato la mia adolescenza
    Hai illuminato l’uomo
    Mi accompagnerai eternamente

  2. ascoltavo rock and and roll animal mentre mi facevo il primo buco, dopo dieci anni di buio ho rivisto la luce in un perfect day e ne sono uscito , per un po’ associavo lou alla roba ma col tempo ho capito.
    ti voglio bene lou.

  3. e stato all’inferno ed è tornato per raccontarcelo con la poesia

  4. con lou se ne andato un gigante del rock, forse il piu’ grande; l’ ho amato per piu’ di quarantanni in tutte le sue ricerche per la rabbia il coraggio la malinconia la poesia la sua rivoluzionaria aria di stare al mondo poi il suo capolavoro a settant’anni con brani grandissimi junior dad dragon cheat on me … con un gruppo lontano da lui per mille ragioni ma che si capisce lo adorava e per questo dovremmo essergli sempre grati.
    grande lou per aver permesso di incontrarti e conoscerti amico lontano che oggi spero vicino al nostro, altrettando grandissimo. claudio rocchi ,vi capirete ciao patrick