White Light/White Heat

Testo e Traduzione

White Light/White Heat (1968) · Testo e musica di Lou Reed

White Light/White Heat
LUCE BIANCA/CALORE BIANCO

WHITE LIGHT/WHITE HEAT

 

(White light)
White light going messin’ up my mind1
(White light)
and don’t you know it’s gonna make me go blind
(White heat)
Oh, white heat it tickle me down to my toes2
(White light)
Lord have mercy white light have it goodness knows3

(White light)
White light going messin’ up my brain
(White light)
oh, white light it’s gonna drive me insane
(White heat)
Oh, white heat it tickle me down to my toes
(White light)
oh, white light, I said now goodness knows, do it4

(Ooohhh-ooohhh, white light)
Oh, I surely do love to watch that stuff drip itself in5
(Ooohhh-ooohhh, white light)
Watch that side, watch that side
don’t you know gonna be dead and dried6
(Ooohhh-ooohhh, white heat)
Yeah foxy mama, watching me walking down the street7
(Ooohhh-ooohhh, white light)
Come upside your head gonna make you dead hang on your street8

(White light)
White light movin’ me between my brain9
(White light)
white light gonna make you go insane
(White heat)
Oh, white heat it tickle me down to my toes
(White light)
oh, white light, I said now, goodness knows

(White light)
Oh, white light, it lightens up my eyes10
(White light)
don’t you know it fills me up with surprise
(White heat)
Oh, white heat tickle me down to my toes
(White light)
oh, white light, I’ll tell you now goodness knows, now work it

(Ooohhh-ooohhh, white light)
Oh, she surely do move speed11
(Ooohhh-ooohhh, white light)
Watch that speed freak watch that speed freak
yeah, we’re gonna go and make it every week12
(Ooohhh-ooohhh, white heat)
Oh, sputter mutter
everybody’s gonna go and kill their mother13
(Ooohhh-ooohhh, white light)
Here she comes, here she comes
everybody get it gonna make me run do it14

LUCE BIANCA/CALORE BIANCO

 

(Luce bianca)
La luce bianca mi sta incasinando la mente
(Luce bianca)
e non lo sai che mi accecherà
(Calore bianco)
oh, il calore bianco mi solletica giù fino ai piedi
(Luce bianca)
Signore pietà, la luce bianca ce l’ha, Dio solo lo sa

(Luce bianca)
La luce bianca mi sta incasinando il cervello
(Luce bianca)
oh, la luce bianca mi farà impazzire
(Calore bianco)
oh, il calore bianco mi solletica giù fino ai piedi
(Luce bianca)
oh, luce bianca, dico io, Dio solo lo sa, dài!

(Ooohhh-ooohhh, luce bianca)
Oh, quanto mi piace guardare quella roba che gocciola dentro
(Ooohhh-ooohhh, luce bianca)
Guarda di là, guarda di là,
non lo sai che finirai morto e secco
(Ooohhh-ooohhh, calore bianco)
Ehi, bambola, mi guarda camminare per strada
(Ooohhh-ooohhh, luce bianca)
Ti spacca la testa, ti stende, resti lì per strada

(Luce bianca)
La luce bianca mi si muove dentro al cervello
(Luce bianca)
la luce bianca ti farà impazzire
(Calore bianco)
oh, il calore bianco mi solletica giù fino ai piedi
(Luce bianca)
oh, luce bianca, dico io, Dio solo lo sa

(Luce bianca)
Oh, la luce bianca mi illumina gli occhi
(Luce bianca)
non lo sai che mi riempie di sorpresa
(Calore bianco)
oh, il calore bianco mi solletica giù fino ai piedi
(Luce bianca)
oh, luce bianca, ve lo dico, Dio solo lo sa, forza!

(Ooohhh-ooohhh, luce bianca)
Oh, lei sì che la muove, la speed
(Ooohhh-ooohhh, luce bianca)
Guarda lo speed freak, guarda lo speed freak,
sì, ci faremo ogni settimana
(Ooohhh-ooohhh, calore bianco)
Oh, sputacchia e borbotta,
tutti andranno ad ammazzare la propria madre
(Ooohhh-ooohhh, luce bianca)
Eccola che arriva, eccola che arriva,
tutti a prenderla, mi fa correre, dài!

NOTE

White light/white heat è la traccia d’apertura e title track del secondo album dei Velvet Underground, registrato nel settembre 1967 ai Mayfair Recording Studios di New York e pubblicato il 30 gennaio 1968 dalla Verve Records. Il brano fu anticipato come singolo nel novembre 1967, con Here she comes now sul lato B.

Il pianoforte martellante che apre il brano è suonato dallo stesso Reed in uno stile barrelhouse che richiama Jerry Lee Lewis, mentre il basso iperdistorto di Cale domina l’outro su un unico accordo. Come I’m waiting for the man, il brano è costruito su un riff pianistico ossessivo e un’energia da rock’n’roll delle origini, ma il contenuto è radicalmente diverso da qualsiasi cosa si sentisse alla radio nel 1967: mentre San Francisco celebrava la Summer of Love, i Velvet Underground restavano a New York a cantare di metanfetamine per via endovenosa. Sterling Morrison ricordava in Uptight: The Velvet Underground Story di Victor Bockris e Gerard Malanga: al culmine dell’estate dell’amore, i Velvet restarono a New York e registrarono White light/white heat, quello che Morrison definì il loro personalissimo orgasmo. Nel 2013, pochi mesi prima della morte, Reed disse che nessuno lo aveva ascoltato, ma che restava per sempre la quintessenza del punk articolato, e che nessuno ci si era mai avvicinato. La struttura a botta e risposta, con le esclamazioni “(White light)” e “(White heat)” che funzionano come un coro liturgico, conferisce al brano il carattere di una messa nera del rock’n’roll, in cui Reed è il predicatore che celebra i riti della “roba.” Il coro sullo sfondo potrebbe benissimo scandire “My Lord, my Lord.”

Formazione: Lou Reed (voce, pianoforte, chitarra), John Cale (basso, cori), Sterling Morrison (chitarra, cori), Maureen Tucker (percussioni). Produttore: Tom Wilson.

1 “White light” e “white heat” (luce bianca, calore bianco) sono le sensazioni sensoriali prodotte dall’iniezione endovenosa di metanfetamina. Il “bianco” rimanda sia al colore della sostanza cristallina sia al flash visivo del rush, quella scarica improvvisa di luce e calore che invade il corpo pochi secondi dopo l’iniezione. “Going messin’ up” è una forma grammaticale non standard dell’inglese parlato (in luogo del corretto “is messing up”). Reed usa deliberatamente la grammatica della strada per tutto il brano: “it tickle me” anziché “it tickles me,” “she surely do” anziché “she surely does,” “white light have it” anziché “has it.” Queste sgrammaticature, impossibili da replicare in italiano, imitano il parlato afroamericano e il linguaggio della strada newyorkese. “Incasinando” è stato scelto per mantenere il registro colloquiale e diretto dell’originale.

2 “It tickle me down to my toes”: il solletico che scende fino ai piedi descrive la sensazione fisica del rush di metanfetamina, un formicolio che dalla testa si propaga lungo tutto il corpo fino alle estremità. La grammatica scorretta (“tickle” anziché “tickles”) è coerente con il registro del brano.

3 “Lord have mercy, white light have it, goodness knows”: il linguaggio gospel e delle chiese afroamericane percorre l’intero brano, mescolandosi con il gergo della droga. “Lord have mercy” (Signore, abbi pietà) è un’invocazione tipica della tradizione spirituale afroamericana. “White light have it” (anziché “has it”) significa “la luce bianca ce l’ha,” nel senso che possiede il potere, la forza, la capacità di dare il rush. “Goodness knows” (letteralmente “lo sa la bontà divina”) è un’esclamazione di enfasi, equivalente a “Dio solo lo sa.” L’intera struttura del brano, con le esclamazioni corali “(White light)” e “(White heat)” che rispondono alla voce solista, ricorda una funzione religiosa in cui Reed fa la parte del predicatore e la droga è il sacramento.

4 “Do it” e, più avanti, “work it” sono esortazioni che chiudono i ritornelli. Appartengono al lessico del rock’n’roll e del gospel (il predicatore che incita i fedeli), ma anche al gergo della droga e della strada: “farlo,” “darci dentro.” La traduzione alterna “dài!” e “forza!” per rendere la variazione dell’originale.

5 “That stuff drip itself in”: “quella roba che gocciola dentro.” Il riferimento è alla soluzione di metanfetamina (o al sangue risucchiato nella siringa) durante la preparazione dell’iniezione endovenosa. L’espressione “drip itself in” ha una qualità quasi ipnotica: Reed descrive il gesto con la fascinazione dello spettatore che osserva il rituale, come se la droga avesse una volontà propria (“drip itself in,” gocciola da sé dentro). È il momento di contemplazione prima del rush.

6 “Dead and dried”: morto e secco. L’immagine è quella del tossico che finisce per terra, prosciugato dall’abuso, un corpo senza vita. “Watch that side” è ambiguo: può significare “guarda da quel lato” (la paranoia dello speed freak che si guarda intorno), oppure “guarda quel lato” del braccio dove avviene l’iniezione. Nella traduzione si è scelto “guarda di là” per mantenere il senso di allerta e paranoia.

7 “Foxy mama”: espressione gergale americana degli anni Sessanta, proveniente dallo slang afroamericano, per indicare una donna attraente e sexy. “Foxy” (letteralmente “volpino”) significa “sexy, provocante”; “mama” è un appellativo colloquiale per una donna. Nella traduzione si è scelto “bambola,” che mantiene un registro colloquiale e un sapore di strada senza scadere nella volgarità esplicita. Il verso è una parentesi quasi cinematografica: nel bel mezzo del trip, il narratore nota una bella donna che lo guarda camminare per strada.

8 “Come upside your head”: espressione dello slang afroamericano che significa “colpirti di lato alla testa,” “prenderti a schiaffi.” Nel contesto del brano, il soggetto che “ti arriva in testa” può essere la droga stessa o la violenza di strada: in entrambi i casi, il risultato è la morte. “Hang on your street” significa restare lì, disteso, abbandonato sulla propria strada. L’intero verso è un avvertimento brutale: la luce bianca ti colpirà, ti ammazzerà e ti lascerà a terra.

9 “Movin’ me between my brain”: uno dei versi più oscuri del brano. “Between my brain” è una costruzione insolita in inglese (normalmente si direbbe “through my brain” o “inside my brain”). L’immagine è quella della droga che si muove fisicamente dentro il cervello, tra le sinapsi, rimescolando la percezione dall’interno. La preposizione “between” suggerisce un movimento tra le pieghe, tra gli emisferi, come se il cervello fosse uno spazio che la luce bianca attraversa e abita.

10 “It lightens up my eyes”: “mi illumina gli occhi.” Il verso ha una doppia valenza: da un lato la luce che accende lo sguardo (l’euforia, gli occhi che brillano), dall’altro un possibile riferimento alla midriasi, la dilatazione delle pupille causata dall’anfetamina, che rende gli occhi più luminosi e sensibili alla luce. Dopo il verso sull’accecamento della prima strofa (“gonna make me go blind”), questa illuminazione degli occhi funziona come contrappunto: la droga prima acceca, poi illumina.

11 “She surely do move speed”: verso deliberatamente ambiguo. “Move speed” può significare “smuovere/spacciare la speed (anfetamina)” oppure, leggendo “speed” come avverbio, “muoversi velocemente.” La “she” potrebbe essere una donna (la spacciatrice, la compagna) o la droga stessa personificata. In gergo, “to move” droga significa distribuirla, farla circolare. Nella traduzione si è cercato di preservare l’ambiguità con “la muove, la speed,” che può significare sia “la spaccia” sia “la fa girare.”

12 “Speed freak”: termine gergale nato negli anni Sessanta per indicare un consumatore abituale e compulsivo di anfetamine. “Freak” in questo contesto non è solo “fissato” ma implica dipendenza, comportamento erratico, insonnia prolungata, paranoia. Il termine è stato adottato anche nel gergo italiano della droga ed è rimasto invariato nella traduzione. “Make it every week” significa “farcela / farsi ogni settimana,” con il doppio senso di “riuscirci” e “farsi” (iniettarsi la droga). L’idea di una cadenza settimanale, quasi un appuntamento fisso, è tipica del modo in cui Reed descrive la dipendenza: non come tragedia, ma come routine.

13 “Sputter mutter”: coppia onomatopeica che evoca il borbottio frenetico e le parole smozzicate di chi è sotto l’effetto dell’anfetamina ad alte dosi. “Sputter” significa sputacchiare, emettere suoni frammentati; “mutter” significa borbottare, farfugliare. Insieme dipingono il quadro di una persona ormai fuori controllo. “Everybody’s gonna go and kill their mother”: l’immagine del matricidio generalizzato è volutamente grottesca, quasi comica nella sua brutalità. L’anfetamina ad alte dosi provoca aggressività estrema, paranoia e comportamenti violenti. Reed spinge l’iperbole fino al parossismo, con lo stesso gusto per l’eccesso che caratterizza tutto l’album White light/white heat.

14 “Here she comes”: il soggetto è ancora ambiguo. “She” può essere la donna, la droga, o la sensazione stessa del rush che sta per arrivare. “Everybody get it” è un’esortazione: “tutti a prenderla,” “tutti a procurarsela.” “Gonna make me run” esprime l’urgenza fisica: la droga, o il desiderio di essa, fa venire voglia di correre, di muoversi, di agire. Il “do it” finale chiude il brano come era cominciato, con un’esortazione da predicatore rock’n’roll. L’intera canzone, del resto, è un loop: la struttura circolare mima il ciclo della dipendenza, con il rush che sale, l’euforia che esplode, e poi si ricomincia.

Traduzioni e note di Daniele Federici

Altre traduzioni da White Light/White Heat (1968)
Traduzione di Daniele Federici © LouReed.it

Un commento

  1. Questo brano, di ardua traduzione, può essere interpretato come una messa black con tanto di responsorio. Il coro potrebbe benissimo dire: “My Lord, My Lord”. Lou Reed fa la parte del predicatore che sprona ai sacri riti della “roba”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio