Words & Music, May 1965
Words & Music, May 1965 Label
LE ORIGINI • 1958-1965

Words & Music, May 1965

Lou Reed
20 22
Uscita 16 settembre 2022 Studio demo Etichetta Light in the Attic Records

"11 maggio 1965. Lou sigilla un nastro, lo spedisce a se stesso, non lo apre mai più. Rimane sigillato per cinquant'anni"

L'album

Su ogni canzone, prima di attaccare, Lou Reed annuncia il titolo e poi scandisce: parole e musica di Lou Reed. Lo fa undici volte, con l’applicazione di chi sta compilando un modulo. Prima di Heroin gli scappa da ridere. Il nastro è un cinque pollici, la data è l’11 maggio 1965, la busta in cui finisce è indirizzata a lui stesso e porta il timbro di un notaio: è il poor man’s copyright, il modo dei poveri per proteggere i diritti d’autore. Mandi a te stesso le tue registrazioni e lasci parlare il timbro postale. Lou spedisce e non apre. Quella busta resta chiusa per quasi mezzo secolo. O forse lo sapeva benissimo, cosa c’era dentro, ed è proprio per questo che non l’ha mai aperta.

Lou muore il 27 ottobre 2013. Negli anni successivi Don Fleming e Jason Stern mettono mano all’archivio e passano al setaccio gli uffici della Sister Ray Enterprises, la società di Lou. Trovano due nastri. Il primo raccoglie materiale del liceo e degli anni di università. Il colpo grosso è il secondo: la busta, ancora sigillata. Dentro ci sono le prime versioni conosciute di Heroin, I’m Waiting for the Man e Pale Blue Eyes. Lou e John Cale, ventitré anni tutti e due, voce e chitarra acustica, un’armonica, zero elettricità. Si sente un ragazzo che suona folk e blues con la cautela di chi sta ancora capendo dove mettere le mani, e che però ha già quella voce storta e corrosiva. Il paragone che viene in mente è con i nastri che Bob Dylan si registrava in un appartamento del Village prima di Freewheelin’.

In quei mesi Lou lavorava alla Pickwick, a Long Island, come autore a stipendio: sfornava imitazioni di successi altrui a ritmo industriale, roba da riempire compilation da supermercato. Cale lo incontra lì. Quando Lou gli fa sentire Heroin e gli spiega che alla Pickwick quelle canzoni non glielo lasciano fare, Cale se la prende e propone di registrarle per conto loro. È lì che nascono i Velvet Underground, da una scenata e non da un progetto. Fra quella conversazione e il disco con Nico ci vorranno due anni.

Il nastro esce il 26 agosto 2022 per la Light in the Attic, in accordo con Laurie Anderson, nell’anno in cui Lou avrebbe compiuto ottant’anni. Words & Music, May 1965 è il titolo che inaugura la Lou Reed Archive Series. Undici tracce dal nastro del ’65 e sei registrazioni fra il 1958 e il 1964: una prova con i Jades, il gruppo doo-wop del liceo, Lou sedici anni, e qualche session casalinga del ’63-’64 dagli anni di Syracuse, con un pezzo di Dylan, uno spiritual e un dodici battute strumentale.

Il disco apre con I’m Waiting for the Man, e chi conosce la versione dei Velvet farà fatica a riconoscerla. Del martellamento non c’è traccia, dell’urgenza da anfetamina nemmeno. Qui è un blues lento, armonie strette, Cale che tiene la parte alta, i due che si passano i versi. La storia è la stessa, un bianco che sale a Harlem a comprare, ma il punto di vista è quello del folk, cioè da fuori; l’immersione arriverà con l’elettricità. C’è anche un momento di teatro, il tizio del quartiere che apostrofa il protagonista e la risposta compita di Cale, e fa ridere sul serio senza essere una gag.

Heroin spiazza ancora di più. La versione che tutti conoscono sale e scende per sette minuti, e nei concerti dei Velvet era il punto in cui il volume andava fuori controllo. Qui è una strimpellata folk. La voce corre, e a tratti si abbassa fino al sussurro. E c’è una differenza nel testo che da sola vale il disco: nel ’65 Lou canta di sapere benissimo dove sta andando, mentre nella versione dei Velvet dirà di non saperlo. Una negazione aggiunta dopo, e il baricentro della canzone si sposta dalla dichiarazione allo smarrimento. Nel ’65 le storie di dipendenza suonano più ammonitorie, e il fascino ambiguo che avranno sul disco con Nico qui non è ancora arrivato. Quello che l’elettricità coprirà è la vulnerabilità di uno che sta ancora capendo di cosa parla.

Pale Blue Eyes ha un testo quasi tutto diverso, tranne il ritornello. Lou lo cambierà più volte, prima e dopo l’uscita del 1969, ma la melodia è già lì, intatta. Men of Good Fortune con la canzone che finirà su Berlin nel 1973 condivide soltanto il titolo: sotto c’è un altro pezzo. E poi c’è Wrap Your Troubles in Dreams, otto minuti abbondanti di battimani lenti e chitarra in bordone, più cupa della versione che Nico inciderà su Chelsea Girl nel 1967. È il momento più forte del disco, e apre una domanda a cui nessuno può rispondere: come sarebbe suonata con la viola di Cale e la batteria di Moe Tucker?

Poi ci sono le canzoni che Lou non pubblicherà mai: Too Late, Buttercup Song, Walk Alone, Buzz Buzz Buzz, Stockpile. Sono bozzetti, e si sente. Però dicono quanto scrivesse a ventitré anni, e con che disinvoltura si lasciasse alle spalle materiale che a molti sarebbe bastato per una carriera intera. Le esecuzioni sono sussurrate, quasi respirate; quell’intimità le versioni definitive la perderanno, il giorno in cui Lou deciderà che per dire quelle cose serve più rumore.

L’anno prima era successa una cosa che conta. Il 5 settembre 1964 gli Animals arrivano al numero uno negli Stati Uniti con The House of the Rising Sun, un canto tradizionale americano passato per le chitarre elettriche: primo numero uno del British Invasion senza lo zampino di Lennon e McCartney. A ottobre lo suonano all’Ed Sullivan Show. Lou guarda, e con lui guardano Cale e Sterling Morrison. Il ragionamento che ne tirano fuori è il più semplice del mondo: prendiamo le canzoni folk di Lou e suoniamole più forte. Molto più forte.

Negli stessi mesi Lou scrive a Delmore Schwartz, il poeta che a Syracuse gli aveva insegnato scrittura creativa e che gli era stato vicino più di un padre. Gli racconta la vita a New York dopo la laurea. Nella primavera del ’65 i Velvet Underground non esistono: ci sono un cantante folk e un gallese senza una lira, e demo con le armonie da trio acustico. Eppure quello che conterà c’è già tutto, ed è il modo di raccontare: l’occhio per il dettaglio di strada, la capacità di stare dentro storie di gente ai margini senza sentenziare e senza abbellire. Solo, suonato piano.

A chi serve, allora. A chi parte da zero non me la sento di consigliarlo: se Lou Reed non lo conoscete, cominciate dai Velvet, perché qui non capireste cosa state ascoltando. Se invece lo conoscete, sentire Heroin prima che diventasse Heroin è una faccenda quasi imbarazzante, come leggere il diario di uno che ancora non sa. Canzoni ascoltate centinaia di volte tornano nuove, perché le ascolti senza sapere dove andranno a finire. È il potere delle demo, ed è anche il loro limite: fanno venire voglia di riscrivere la storia, e la storia poi è andata come sappiamo.

Il disco è uscito in CD, in vinile, in cassetta e perfino in cartuccia a otto tracce. L’edizione deluxe è un doppio a 45 giri con un 7 pollici di bonus, un libretto di ventotto pagine con le note di Greil Marcus, Fleming e Stern, e la riproduzione di una lettera che Lou scrisse a Delmore Schwartz intorno al 1964. Numerata a mano, settemilacinquecento copie in tutto il mondo. Se ne trovate una, prendetela.

Daniele Federici
Formato Vinile LP
Anno 2022
Etichetta Light In The Attic
Paese USA & Europa
Catalogo LITA 188
Durata 42:44

Lato A

  • 1 I'm Waiting For The Man (May 1965 Demo)
    4:43
  • 2 Men Of Good Fortune (May 1965 Demo)
    4:37
  • 3 Heroin (May 1965 Demo)
    3:55
  • 4 Too Late (May 1965 Demo)
    3:12
  • 5 Buttercup Song (May 1965 Demo)
    4:40

Lato B

  • 1 Walk Alone (May 1965 Demo)
    2:56
  • 2 Buzz Buzz Buzz (May 1965 Demo)
    2:50
  • 3 Pale Blue Eyes (May 1965 Demo)
    5:02
  • 4 Stockpile (May 1965 Demo)
    2:35
  • 5 Wrap Your Troubles In Dreams (May 1965 Demo)
    8:14
Formato CD
Anno 2022
Etichetta Light In The Attic
Paese US
Catalogo LITA 188-2
Durata 52:50
  • 1 I’m Waiting For The Man (May 1965 Demo)
    4:43
  • 2 Men Of Good Fortune (May 1965 Demo)
    4:37
  • 3 Heroin (May 1965 Demo)
    3:55
  • 4 Too Late (May 1965 Demo)
    3:12
  • 5 Buttercup Song (May 1965 Demo)
    4:40
  • 6 Walk Alone (May 1965 Demo)
    2:56
  • 7 Buzz Buzz Buzz (May 1965 Demo)
    2:50
  • 8 Pale Blue Eyes (May 1965 Demo)
    5:02
  • 9 Stockpile (May 1965 Demo)
    2:35
  • 10 Wrap Your Troubles In Dreams (May 1965 Demo)
    8:14
  • 11 I’m Waiting For The Man (May 1965 Alternate Version)
    2:06
  • 12 Gee Whiz (1958 Rehearsal)
    1:50
  • 13 Baby, Let Me Follow You Down (1963/64 Home Recording)
    1:42
  • 14 Michael, Row The Boat Ashore (1963/64 Home Recording)
    1:25
  • 15 Don’t Think Twice, It’s All Right (Partial) (1963/64 Home Recording)
    1:12
  • 16 W & X, Y, Z Blues (1963/64 Home Recording)
    1:19
  • 17 Lou’s 12-Bar Instrumental (1963/64 Home Recording)
    0:32
Formato 2× LP
Anno 2022
Etichetta Light In The Attic
Paese Worldwide
Catalogo LITA 189
Durata 1:45:30
LP 1 - Words & Music May 1965
  • 1 I'm Waiting For The Man 4:43
  • 2 Men Of Good Fortune 4:37
  • 1 Heroin 3:55
  • 2 Too Late
    3:12
  • 3 Buttercup Song
    4:40
LP 2 - Words & Music May 1965
  • 1 Walk Alone
    2:56
  • 2 Buzz Buzz Buzz
    2:50
  • 3 Pale Blue Eyes 5:02
  • 1 Stockpile
    2:35
  • 2 Wrap Your Troubles In Dreams
    8:14
  • 3 I'm Waiting For The Man (Alternate Version)
    2:06
LP 3 - Gee Whiz 1958-1964
  • 1 Gee Whiz
    1:50
  • 2 Baby, Let Me Follow You Down
    1:42
  • 1 Michael, Row The Boat Ashore
    1:25
  • 2 Don't Think Twice, It's All Right (Partial)
    1:12
  • 3 W & X, Y, Z Blues
    1:19
  • 4 Lou's 12-Bar Instrumental
    0:32
CD | Words & Music May 1965
  • CD-1 I'm Waiting For The Man 4:43
  • CD-2 Men Of Good Fortune 4:37
  • CD-3 Heroin 3:55
  • CD-4 Too Late
    3:02
  • CD-5 Buttercup Song
    4:40
  • CD-6 Walk Alone
    2:56
  • CD-7 Buzz Buzz Buzz
    2:50
  • CD-8 Pale Blue Eyes 5:02
  • CD-9 Stockpile
    2:35
  • CD-10 Wrap Your Troubles In Dreams
    8:14
  • CD-11 I'm Waiting For The Man 2:06
  • CD-12 Gee Whiz
    1:50
  • CD-13 Baby, Let Me Follow You Down
    1:42
  • CD-14 Michael, Row The Boat Ashore
    1:25
  • CD-15 Don't Think Twice, It's All Right (Partial)
    1:19
  • CD-16 W & X, Y, Z Blues
    1:12
  • CD-17 Lou's 12-Bar Instrumental
    0:32
Lou Reed — voce, chitarra acustica, armonica
John Cale — armonie vocali, percussioni; voce solista (Wrap Your Troubles in Dreams)
Laurie Anderson — produttore
Don Fleming — produttore, note di copertina, trascrizione
Jason Stern — produttore, note di copertina, trascrizione
Hal Willner — Produttore
Matt Sullivan — produttore, produttore esecutivo
Josh Wright — produttore esecutivo
Masaki Koike — art direction, design
Tyler Hubby — fotografia di copertina
Greil Marcus — Note di Copertina
Darryl Norsen — design cassette (edizione 8-track)
Greil Marcus — liner notes
John Baldwin — remastering
Drew Carroll — remastering
Alex Slohm — transfer nastri
Ed McEntee — transfer nastri
Steve Rosenthal — transfer nastri

Il “poor man’s copyright”

La tecnica di spedirsi un nastro per posta come prova di data di creazione era un metodo comune tra musicisti squattrinati degli anni ’60. Il timbro postale serviva come testimonianza legale del momento in cui le canzoni esistevano già. Reed rafforzò ulteriormente la protezione annunciando “Words and music, Lou Reed” prima di ogni brano, come si sente chiaramente nelle registrazioni. La busta rimase sigillata per cinquantasette anni.

 

“I know” vs “I don’t know”

La versione demo di “Heroin” apre con “I know just where I’m going”, l’esatto opposto del celebre incipit “I don’t know just where I’m going” della versione Velvet Underground. Quel cambio di una sola parola trasforma completamente il significato: dalla certezza del tossicodipendente alla sua incertezza esistenziale. Include anche tre versi poi eliminati dalla versione definitiva.

 

Folk come Dylan

Nelle note di copertina, Fleming e Stern citano l’autobiografia di John Cale (What’s Welsh for Zen, 2000): Cale ricorda che Reed gli mostrò queste canzoni “come se fossero canzoni folk”. Ed è esattamente il suono del nastro: Reed alla chitarra acustica e armonica, Cale che canta armonie in uno stile più vicino ai Weavers o a Peter, Paul & Mary che al suono abrasivo che avrebbero inventato pochi mesi dopo.

Reed vide Bob Dylan esibirsi dal vivo nel 1963, mentre frequentava la Syracuse University. L’influenza è palpabile nelle registrazioni casalinghe del 1963-64: cover di “Don’t Think Twice, It’s All Right” e “Baby, Let Me Follow You Down” (dal primo album di Dylan), con armonica e chitarra acustica nello stile del maestro.

 

I Jades/Shades a sedici anni

 “Gee Whiz” cattura Reed adolescente in una prova con il suo gruppo doo-wop del liceo (chiamati sia Jades che Shades). Nel frammento si sente Reed discutere con il cantante Phil Harris sull’arrangiamento. Reed insiste per cambiare tonalità: “What do ya have to lose?” È il primo documento sonoro conosciuto di Lou Reed.

 

Due “Men of Good Fortune”

La canzone con questo titolo non ha praticamente nulla in comune con quella pubblicata su Berlin nel 1973. Testo diverso, musica diversa, atmosfera diversa. Solo il titolo sopravvisse. Reed lo riciclò per una canzone completamente nuova otto anni dopo.

 

“Buttercup Song” e il titolo perduto

I fan dei Velvet Underground conoscevano questa canzone inedita dal suo verso: “Never Get Emotionally Involved with a Man, Woman, Beast or Child”. Per decenni è stata una leggenda: citata, mai ascoltata. Il titolo ufficiale “Buttercup Song” era sconosciuto fino a questa pubblicazione.

 

Wrap Your Troubles in Dreams

L’unico brano cantato interamente da Cale. È anche il più sperimentale: otto minuti di percussioni minimali e voce che prefigurano le atmosfere che Cale avrebbe portato agli album solisti di Nico. Fu poi registrata per Chelsea Girl (1967) con Nico alla voce.

 

Pale Blue Eyes: quattro anni di riscritture

La melodia della demo del 1965 è riconoscibile, ma il testo è quasi completamente diverso. Reed continuò a riscrivere i versi per quattro anni prima della pubblicazione su The Velvet Underground (1969). È uno dei casi più documentati del suo processo compositivo.

 

Il ritrovamento

Fleming e Stern trovarono i nastri mentre catalogavano l’archivio di Reed negli uffici della Sister Ray Enterprises. La busta sigillata era su uno scaffale insieme ad altri oggetti. Quando la aprirono e ascoltarono il contenuto, capirono di aver trovato qualcosa di straordinario: le prime versioni conosciute di alcune delle canzoni più influenti della storia del rock.

 

La mostra

Il nastro originale, la bobina da cinque pollici con il timbro postale del 1965, è stato esposto alla New York Public Library for the Performing Arts nella mostra “Lou Reed: Caught Between the Twisted Stars” (giugno 2022 – marzo 2023), curata dagli stessi Fleming e Stern.

 

8-track nel 2022

Light in the Attic pubblicò l’album anche in formato 8-track, una cartuccia rossa in edizione limitata. Un formato obsoleto da decenni, ma perfettamente in linea con l’estetica retrò dell’operazione.

 

Nomination ai Grammy

L’edizione Deluxe ricevette due nomination ai Grammy 2024: Best Boxed or Special Limited Edition Package e Best Historical Album, riconoscimento del lavoro di restauro e presentazione.

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