The Raven
"Due ore di Poe filtrato attraverso quarant'anni di Lou Reed"
L'album
A sessant’anni Lou Reed pubblica il suo progetto più ambizioso: un doppio album di oltre due ore che riscrive Edgar Allan Poe attraverso il filtro della sua sensibilità newyorkese. The Raven nasce da POEtry, lo spettacolo teatrale creato con il regista Robert Wilson che aveva debuttato ad Amburgo nel febbraio 2000 e raggiunto il Brooklyn Academy of Music nel novembre 2001. Quattro anni di lavoro per trasformare un’opera scenica in un oggetto discografico che mescola rock, spoken word, jazz, rumore e show tune in un formato che sfida qualsiasi categorizzazione.
Il cast è da film d’autore: Willem Dafoe come Poe giovane, Steve Buscemi come Poe vecchio, Amanda Plummer, Elizabeth Ashley e Fisher Stevens nelle parti recitate. Sul versante musicale, David Bowie compare in una versione spettrale di Hop Frog, Antony Hegarty porta la sua voce angelica su The Bed e Perfect Day (entrambe rivisitate dai rispettivi album originali), Ornette Coleman improvvisa su Guilty, i Blind Boys of Alabama aggiungono gospel a I Wanna Know (The Pit and the Pendulum). Laurie Anderson, compagna di Reed, è presenza costante. Hal Willner, che aveva già curato il tributo a Poe Closed on Account of Rabies, produce con la consueta attenzione al dettaglio sonoro.
Reed non si limita a musicare Poe: lo riscrive. Inserisce versi suoi nei testi più celebri, aggiunge oscenità e anacronismi che spiazzano il purista ma creano una tensione tra passato e presente che è il vero soggetto dell’album. Quando Dafoe declama The Raven con interpolazioni come “arrogant, dickless liar”, non è mancanza di rispetto ma appropriazione: Reed rivendica Poe come antenato spirituale e lo tratta da pari.
La struttura del doppio album riflette l’ambizione del progetto. Il primo disco funziona come atto teatrale, alternando brani rock (Edgar Allan Poe è un’apertura quasi autoironica: “Not exactly the boy next door”), pezzi atmosferici e drammatizzazioni delle storie più celebri. The Fall of the House of Usher occupa quasi dieci minuti di crescendo inquietante. The Tell-Tale Heart si sviluppa in due parti con la tensione di un radiodramma. Il secondo disco spinge verso territori più sperimentali: Fire Music è un assalto noise che ricorda Metal Machine Music in formato ridotto, mentre A Thousand Departed Friends offre una delle melodie più accessibili dell’intero lavoro.
La band di Reed (Mike Rathke alla chitarra, Fernando Saunders al basso, Tony Smith alla batteria) tiene insieme un materiale che in mani meno esperte sarebbe collassato sotto il peso delle proprie ambizioni. Reed stesso, a sessant’anni, suona e canta con un’energia che smentisce l’età. La produzione agli studi Sear Sound di New York cattura sia l’intimità delle parti recitate sia la potenza delle sezioni rock.
La critica fu spietata. Parole come “pretenzioso”, “imbarazzante” e “nadir” comparvero in molte recensioni. Altri vi videro un capolavoro incompreso, il culmine di una carriera dedicata a sfidare le aspettative del pubblico. Reed stesso era convinto di aver realizzato la summa del suo lavoro: “Questo è il compendio di tutta la musica che ho fatto nella mia carriera. È il risultato di tutto ciò che ho fatto. Non avrei potuto farlo a vent’anni o a quaranta”.
Col tempo la reputazione di The Raven è migliorata. La versione doppia, inizialmente considerata eccessiva, viene ora apprezzata per la sua completezza. È l’ultimo grande progetto rock di Reed prima del silenzio quasi completo che precederà Hudson River Wind Meditations (2007) e la controversa collaborazione con i Metallica su Lulu (2011). In retrospettiva, rappresenta il tentativo più sistematico di Reed di riconciliare le sue due identità: il rocker e il letterato, l’uomo di strada e lo studente di Delmore Schwartz.
The Raven non è un album facile. Due ore e un quarto richiedono impegno, e non tutto funziona allo stesso livello. Ma nei suoi momenti migliori, quando la voce di Reed si fonde con le parole di Poe e la musica crea atmosfere che nessun altro avrebbe saputo immaginare, diventa evidente perché questo progetto lo ossessionasse da anni. Reed aveva trovato nel poeta maledetto dell’Ottocento americano uno specchio in cui riconoscersi: entrambi cronisti del lato oscuro, entrambi incompresi dai contemporanei, entrambi destinati a essere rivalutati postumi. Se The Raven è il testamento artistico che Reed credeva fosse, allora è un testamento degno della sua ambizione.
Disco 1
- 1 The Conqueror Worm 2:17
- 2 Overture 1:06
- 3 Old Poe 0:40
- 4 Prologue (Ligiea) 4:49
- 5 Edgar Allan Poe 3:20
- 6 The Valley Of Unrest 2:27
- 7 Call On Me 2:08
- 8 The City In The Sea/Shadow 4:15
- 9 A Thousand Departed Friends 4:55
- 10 Change 2:18
- 11 The Fall Of The House Of Usher 8:44
- 12 The Bed 3:32
- 13 Perfect Day 3:28
- 14 The Raven 6:30
- 15 Balloon 1:01
Disco 2
- 1 Broadway Song 3:13
- 2 The Tell-Tale Heart Pt. 1 2:24
- 3 Blind Rage 3:27
- 4 The Tell-Tale Heart Pt. 2 1:43
- 5 Burning Embers 3:21
- 6 Imp Of The Perverse 3:12
- 7 Vanishing Act 5:23
- 8 The Cask 6:41
- 9 Guilty (Spoken) 2:46
- 10 Guilty (Song) 4:55
- 11 A Wild Being From Birth 5:35
- 12 I Wanna Know (The Pit And The Pendulum) 6:59
- 13 Science Of The Mind 1:36
- 14 Annabel Lee/The Bells 1:42
- 15 Hop Frog 1:47
- 16 Every Frog Has His Day 1:06
- 17 Tripitena's Speech 2:19
- 18 Who Am I? (Tripitena's Song) 4:30
- 19 Courtly Orangutans 1:41
- 20 Fire Music 2:44
- 21 Guardian Angel 6:52
- 1 Overture 1:06
- 2 Edgar Allan Poe 3:20
- 3 Call On Me 2:08
- 4 The Valley Of Unrest 2:27
- 5 A Thousand Departed Friends 4:55
- 6 Change 2:18
- 7 The Bed 3:32
- 8 Perfect Day 3:28
- 9 The Raven 6:30
- 10 Balloon 1:01
- 11 Broadway Song 3:13
- 12 Blind Rage 3:27
- 13 Burning Embers 3:21
- 14 Vanishing Act 5:23
- 15 Guilty 4:55
- 16 I Wanna Know (The Pit And The Pendulum) 6:59
- 17 Science Of The Mind 1:36
- 18 Hop Frog 1:47
- 19 Tripitena's Speech 2:19
- 20 Who Am I? (Tripitena's Song) 4:30
- 21 Guardian Angel 6:52
Lato A
- 1 The Conqueror Worm 2:17
- 2 Overture 1:06
- 3 Old Poe 0:40
- 4 Prologue (Ligiea) 4:49
- 5 Edgar Allan Poe 3:20
- 6 The Valley Of Unrest 2:27
- 7 Call On Me 2:08
- 8 The City In The Sea / Shadow 4:15
Lato B
- 1 A Thousand Departed Friends 4:55
- 2 Change 2:18
- 3 The Fall Of The House Of Usher 8:44
- 4 The Bed 3:32
Lato C
- 1 Perfect Day 3:28
- 2 The Raven 6:30
- 3 Balloon 1:01
- 4 Broadway Song 3:13
- 5 The Tell-Tale Heart Pt. 1 2:24
- 6 Blind Rage 3:27
Lato D
- 1 The Tell-Tale Heart Pt. 2 1:43
- 2 Burning Embers 3:21
- 3 Imp Of The Perverse 3:12
- 4 Vanishing Act 5:23
- 5 The Cask 6:41
Lato E
- 1 Guilty (Spoken) 2:46
- 2 Guilty (Song) 4:55
- 3 A Wild Being From Birth 5:35
- 4 I Wanna Know (The Pit And The Pendulum) 6:59
- 5 Science Of The Mind 1:36
Lato F
- 1 Annabel Lee / The Bells 1:42
- 2 Hop Frog 1:47
- 3 Every Frog Has His Day 1:06
- 4 Tripitena's Speech 2:19
- 5 Who Am I? (Tripitena's Song) 4:30
- 6 Courtly Orangutans 1:41
- 7 Fire Music 2:44
- 8 Guardian Angel 6:52
POEtry — L’opera teatrale originale
L’album deriva da POEtry, opera musicale creata con il regista d’avanguardia Robert Wilson per il Thalia Theater di Amburgo, dove debuttò il 13 febbraio 2000. Era la seconda collaborazione tra Reed e Wilson dopo Time Rocker (1996), e la terza sarebbe stata Lulu (Berlino, 2011). Lo spettacolo comprendeva dialoghi in tedesco, canzoni in inglese, e una strumentazione insolita: violoncello, hurdy-gurdy, flauto, pianoforte e didgeridoo. Al BAM di Brooklyn (novembre 2001), la scenografia includeva un corvo alto due metri e mezzo e un enorme bulbo oculare sospeso.
L’epifania di “Tell Tale Heart”
Reed scoprì Poe attraverso le celebrazioni di Halloween organizzate da Hal Willner alla St. Ann’s Church di Brooklyn. Quando recitò The Tell-Tale Heart per la prima volta, ebbe un’illuminazione: «Fu quando sentii di aver capito davvero la storia per la prima volta. Avevo un’idea superficiale, pensavo di capirla, ma non era così. Perché l’assassino confessa la sua colpa? Recitarlo ad alta voce fa una grande differenza».
Hal Willner, il produttore di Poe
Hal Willner aveva già prodotto nel 1997 Closed on Account of Rabies, un album di letture di Poe con Iggy Pop, Christopher Walken, Marianne Faithfull e altri. Era anche il produttore delle collaborazioni di Allen Ginsberg, William S. Burroughs e Gregory Corso, i tre “avatar” della Beat Generation. Reed dichiarò: «Amo Hal Willner. La sua conoscenza musicale, la sua esperienza, il suo gusto, la sua estetica, le sue capacità. Porta molto al tavolo. È una persona fantastica con cui suonare».
David Bowie sceglie “Hop Frog”
Reed offrì a David Bowie la scelta del brano. Con sorpresa di Reed, Bowie non scelse una power ballad ma Hop Frog, una tirata di meno di due minuti su un nano vendicativo che brucia vivo un re. Reed: «È stata una scelta sua, non mia. Ero piuttosto stupito. Pensavo avrebbe scelto una delle altre parti. Ma si è rivelato un Hop Frog perfetto. Ho capito che David voleva divertirsi, essere semplicemente Bowie. Ha fatto quel tipo di backing vocals che mi piacciono tanto, come faceva su Transformer. Mi piaceva allora e lo amo ancora adesso». Fu l’ultima collaborazione tra i due.
“Fire Music”, tre giorni dopo l’11 settembre
Il brano strumentale Fire Music, due minuti e mezzo di feedback e rumore che ricordano Metal Machine Music, fu registrato nello studio di Reed pochi giorni dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, a pochi isolati da Ground Zero. Nell’album è preceduto dalla voce di Amanda Plummer che urla «Burn, monkeys! Burn!», un momento di sincronicità involontaria e inquietante.
Antony Hegarty, prima della fama
Antony Hegarty (oggi Anohni) era ancora praticamente sconosciuto quando Reed lo invitò a cantare una nuova versione di Perfect Day. La collaborazione segnò l’inizio di un rapporto padre-figlio artistico. Antony accompagnò Reed in tour nel 2003 e cantò Candy Says al Wiltern Theatre (registrato per Animal Serenade). Nel 2005 Reed suonò chitarra e voce su Fistful of Love in I Am a Bird Now, l’album che vinse il Mercury Prize. Dopo la morte di Reed, Antony scrisse: «Lou era come un padre per me. Non mi sono mai sentito così percepito e amato per quello che sono davvero da un uomo come da Lou Reed. Ha combattuto instancabilmente perché avessi un posto nella cultura mainstream».
Ornette Coleman, il cerchio che si chiude
Il leggendario sassofonista free jazz Ornette Coleman suona su Guilty. Reed era fan di Coleman da sempre, e aveva già collaborato con Don Cherry (compagno di Coleman negli anni ’50-’60) su The Bells nel 1979. Come disse Reed: «Ho suonato con Ornette su The Raven, e poi stavo rimasterizzando The Bells con Don sopra: c’è una continuità. The Bells era negli anni ’70 con Don, e ora nel 2003 ho The Raven con Ornette. Un grande cerchio».
Reed come regista degli attori
Durante le sessioni, Reed dirigeva personalmente gli attori. Hal Willner insistette: «No, no, devi dirigere tu, sei il regista. Oggi sei tu il regista». La “lista dei sogni” degli attori newyorkesi: Willem Dafoe, Steve Buscemi, Elizabeth Ashley, Amanda Plummer, Fisher Stevens, Kate Valk. Accettarono tutti.
Julian Schnabel, la copertina
Il pittore e regista Julian Schnabel (futuro autore del film Lou Reed’s Berlin nel 2007) creò la copertina e le fotografie dell’album. Schnabel era amico intimo di Reed e considerava Rock Minuet (da Ecstasy) una delle sue canzoni preferite.
Due versioni, due esperienze
L’album uscì in versione singola (21 tracce, 73 minuti) e doppia (36 tracce, 125 minuti). La versione doppia è l’unica che cattura l’intenzione originale di Reed, un’esperienza immersiva che alterna musica e recitazione. La versione singola, voluta dall’etichetta, elimina quasi tutti i reading. Reed: «Riesci a immaginare cosa ci è voluto per farlo? Voglio dire, sul serio. Immaginalo! Ancora adesso non posso credere che l’abbiamo fatto. Potrebbe essere un bel modo per dire addio, un buon modo per uscire di scena».
Ultimo album rock solista
The Raven è l’ultimo album rock di Reed che non sia una collaborazione. Dopo verranno solo Hudson River Wind Meditations (2007, ambient/meditativo) e Lulu (2011, con i Metallica).
Lorenzo Mattotti, il libro illustrato
Nel 2012 Reed commissionò all’illustratore italiano Lorenzo Mattotti (frequente collaboratore del New Yorker) un libro illustrato basato su The Raven/POEtry, pubblicato da Fantagraphics.
Prima stampa in vinile, RSD Black Friday 2019
The Raven non fu mai pubblicato in vinile all’epoca. La prima edizione in vinile arrivò solo il 29 novembre 2019 per il Record Store Day Black Friday: triplo LP in vinile 180 grammi, tiratura limitata di 5.000 copie mondiali.
«Un film per la mente»
Reed descrisse l’album come «un film per la mente», un’evocazione onirica delle ossessioni di Poe: perdita, colpa, violenza, autodistruzione, tentativi falliti di redenzione. Che erano, naturalmente, anche le ossessioni di Reed da oltre trent’anni.
Archivio Fotografico
Clicca sulle immagini per ingrandirle