The Creation of the Universe
The Creation of the Universe Label
RUMORE PROFONDO • 2008

The Creation of the Universe

Lou Reed
20 08
Uscita 22 dicembre 2008 Prodotto da Lou Reed Studio REDCAT (Roy and Edna Disney/CalArts Theater), Los Angeles Etichetta Sister Ray Recordings / Best Seat in the House

L'album

Nel 2002, il sassofonista tedesco Ulrich Krieger, professore di composizione alla CalArts, veterano della musica contemporanea e del noise, adattò Metal Machine Music per gli Zeitkratzer, un ensemble di musica classica. Reed, entusiasta, si unì al gruppo per un’esibizione a Berlino. Sei anni dopo, Krieger propose di andare oltre: non ricreare l’album del ’75, ma usarlo come punto di partenza per qualcosa di nuovo. Reed accettò, ma all’ultimo minuto decise di portare anche Sarth Calhoun, un musicista elettronico che aveva conosciuto alla pratica di Tai Chi. “Lou lo aveva sentito suonare a casa e voleva i suoi suoni elettronici per questo concerto,” ricorda Krieger. Il 2 e 3 ottobre 2008, al REDCAT di Los Angeles, parte del complesso della Walt Disney Concert Hall, debuttò un progetto senza nome, annunciato semplicemente come “Unclassified: Lou Reed and Ulrich Krieger”. Entrambe le serate andarono sold-out in ventiquattro ore. Furono aggiunti show extra. Solo dopo quei concerti il trio prese il nome di Metal Machine Trio.

The Creation of the Universe documenta entrambe le serate senza sovraincisioni o editing. Niente canzoni, niente voci, il programma dei concerti successivi al Blender Theatre di New York lo avrebbe specificato esplicitamente: “No songs. No vocals”. Quello che resta è un’ora e cinquanta minuti di improvvisazione pura, un dialogo tra la chitarra processata di Reed, il sassofono elettrificato di Krieger e i paesaggi sonori di Calhoun costruiti con il Continuum Fingerboard e la workstation Kyma.

Il riferimento a Metal Machine Music è inevitabile ma fuorviante. L’album del 1975 era monolitico, un muro di feedback chitarristici senza variazioni o respiro. Il Metal Machine Trio è qualcos’altro: Krieger lo definì “un aggiornamento in senso filosofico ed estetico.” La musica varia continuamente, può essere dark e ambient, può avere passaggi melodici, può diventare rumorosa e stridente. Night 1 e Night 2 sono esperienze completamente diverse. Chi era presente a entrambe le serate ricorda di aver amato la prima così tanto da restare per la seconda, solo per scoprire che era un altro concerto.

Reed era ossessionato dal suono. Prima dei concerti, seduto sul palco del REDCAT, discuteva di acustica e tecnica con Krieger e Calhoun. Avevano avuto solo due giorni di prove. Non c’era scaletta, non c’erano accordi su cosa suonare. Ogni sera, ogni momento, era negoziato in tempo reale. “Non c’era gerarchia,” spiega Krieger. “Ognuno portava il proprio background, Sarth è un musicista elettronico, io vengo dalla classica e dal rock. E Lou. Tutto questo entrava in gioco quando suonavamo come trio”.

Il risultato è più vicino a The Stone: Issue Three che a Metal Machine Music, improvvisazione libera con musicisti che si ascoltano e reagiscono, non un’ora di feedback lasciato andare. Ma dove il disco con Zorn e Anderson aveva una certa austerità da camera, qui c’è peso, massa, il suono di tre persone che occupano spazio acustico con intenzione. I momenti migliori sono quelli in cui le tre voci trovano convergenze inaspettate, quando il sassofono di Krieger si insinua tra i droni di Reed, quando l’elettronica di Calhoun costruisce fondamenta su cui gli altri due possono appoggiarsi o crollare.

Reed pubblicò l’album il giorno di Natale 2008, attraverso il suo sito e la sua etichetta Best Seat in the House, un’operazione di autoproduzione che anticipava il futuro della distribuzione musicale. Lo presentò così: “Abbiamo formato un’unità di registrazione chiamata Best Seat in the House. Intendiamo pubblicare diversi tipi della mia musica — dall’industriale al meditativo alle canzoni e tutte le fermate della metropolitana nel mezzo.” Le foto del booklet sono sue. Era un progetto personale nel senso più letterale.

Il Metal Machine Trio continuò: Blender Theatre di New York nell’aprile 2009, Lollapalooza nello stesso anno (dove il pubblico, non avvertito, rimase perplesso da quello che sembrava un soundcheck interminabile), tour in Europa e Sud America. Nel 2016, dopo la morte di Reed, Krieger e Calhoun trasformarono una registrazione del trio in un’installazione sonora 3D al Cranbrook Art Museum, dieci canali audio che permettevano al visitatore di camminare attraverso il suono, di occupare il posto di Lou sul palco e sentire quello che lui sentiva. Era un modo per far continuare la musica anche senza di lui.

The Creation of the Universe non è per tutti. Non è nemmeno per la maggior parte dei fan di Lou Reed. Ma per chi ha sempre pensato che Metal Machine Music fosse il disco più interessante del catalogo, per chi ha seguito Reed fino ai territori più estremi, questo è il suono di un uomo di sessantasei anni che non ha smesso di esplorare. Due notti di pura creazione, senza rete di sicurezza, senza compromessi. Il titolo non è modesto, ma nemmeno inappropriato: ogni improvvisazione è la creazione di un universo che esiste solo per la sua durata, poi scompare per sempre.

Daniele Federici
Formato 2× CD
Anno 2008
Etichetta Sister Ray Recordings
Paese US
Catalogo none
Durata 1:50:45

Disco 1

  • 1 Night One
    36:33
  • 2 Night One
    18:24

Disco 2

  • 1 Night Two
    26:52
  • 2 Night Two
    28:56
Lou Reed chitarra, elettronica, Continuum Fingerboard
Ulrich Krieger sassofono tenore, elettronica
Sarth Calhoun live processing, Continuum Fingerboard, Kyma Workstation
Lou Reed Produttore, foto di copertina e booklet
Amy-Beth McNeely Design
Clay Chaplin Registrazione
John Baffa Ingegnere del Suono
Eric Kramer Missaggio
Scott Hull Mastering

La trascrizione impossibile

Nel 2002, Ulrich Krieger fece qualcosa che nessuno pensava fosse possibile: trascrisse nota per nota Metal Machine Music per strumenti acustici. Presentò la partitura a un Lou Reed stupefatto, che non credeva che ci fosse nulla da trascrivere in quell’album di feedback. Reed fu talmente impressionato che volò a Berlino per suonare chitarra con l’ensemble Zeitkratzer durante la prima esecuzione dal vivo.

 

“Unclassified”

I primi due concerti del trio, al REDCAT di Los Angeles il 2 e 3 ottobre 2008, non avevano ancora un nome per il gruppo. Furono annunciati come “Lou Reed and Ulrich Krieger: Unclassified“, inclassificabile. Il nome “Metal Machine Trio” venne adottato solo dopo questi concerti inaugurali.

 

Il terzo membro dal tai chi

Reed conobbe Sarth Calhoun praticando tai chi. I due cominciarono a suonare insieme a casa di Reed, e all’ultimo momento Lou decise di portarlo sul palco al REDCAT. Calhoun suonava il Continuum Fingerboard, uno strumento elettronico che permette di creare sfumature tonali impossibili su una tastiera tradizionale.

 

Sold out in 24 ore

Entrambi i concerti al REDCAT andarono esauriti in meno di 24 ore. La richiesta fu tale che vennero aggiunti spettacoli extra in tarda serata. Per un evento di improvvisazione noise senza canzoni né parole, era un risultato straordinario.

 

Solo due giorni di prove

Ulrich Krieger ricorda che il trio ebbe solo due giorni di prove prima dei concerti. Prima dello show, Reed, Krieger e Calhoun sedettero sul palco a discutere di suono. «Lou amava parlare di suono» scrisse Krieger. «Era ossessionato dal suono, un perfezionista».

 

Il regalo di Natale

Reed pubblicò l’album il 21 dicembre 2008, presentandolo come un regalo di Natale per i fan. Era disponibile solo sul suo sito ufficiale, in vari formati digitali e in un’edizione limitata in doppio CD con booklet fotografico.

 

Nessuna sovraincisione

L’album è la registrazione integrale e non modificata delle due serate. Nessuna sovraincisione, nessun editing in post-produzione. Quello che si sente è esattamente quello che accadde sul palco, quasi due ore di improvvisazione pura.

 

Low, lato B ma più aspro

Un recensore descrisse la musica come simile al lato B di Low di David Bowie, le tracce ambient strumentali come Warszawa e Subterraneans, ma più aspra e abrasiva. Il sassofono di Krieger, in particolare, evocava atmosfere noir e malinconiche.

 

Il Continuum Fingerboard

Lo strumento di Sarth Calhoun, il Continuum Fingerboard, è una superficie sensibile al tocco che permette di suonare note con infinite sfumature di intonazione e dinamica. Nell’album produce suoni organistici e droni profondi che si intrecciano con il sassofono e la chitarra.

 

“A Night of Deep Noise”

Reed chiamava i concerti del Metal Machine TrioA Night of Deep Noise“, una notte di rumore profondo. Il nome catturava l’essenza dell’esperienza: non rumore superficiale o aggressivo, ma immersione totale in texture sonore stratificate.

 

Il confronto con The Stone: Issue Three

Alcuni critici notarono che Reed sembrava meno ispirato qui rispetto a The Stone: Issue Three con Zorn e Anderson, registrato lo stesso anno. La differenza principale era l’intimità: The Stone era uno spazio minuscolo dove ogni nota contava, mentre il REDCAT creava un «wash di suono da arena» che sfumava le distinzioni tra gli strumenti.

 

Stewart Hurwood, l’uomo dietro il suono

Il guitar tech di Reed, Stewart Hurwood, era presente sul palco durante le performance. Hurwood lavorava con Reed da anni e conosceva intimamente il suo arsenale di pedali ed effetti. Il suo ruolo era cruciale per gestire il setup complesso necessario per questo tipo di improvvisazione.

 

Vivid Sydney 2010, la reazione australiana

Quando il Metal Machine Trio si esibì al Vivid Sydney Festival nel giugno 2010, le recensioni furono divise. Un critico scrisse che novanta minuti di improvvisazione senza melodie «lasciavano molto a desiderare». Un altro celebrò l’evento come «ambient sonoro all’estremo opposto dello spettro rispetto a Brian Eno».

 

L’installazione postuma

Tre anni dopo la morte di Reed, il Cranbrook Art Museum presentò un’installazione sonora basata sulle registrazioni del Metal Machine Trio. Dodici altoparlanti in configurazione ambisonica ricreavano l’esperienza acustica esattamente come Reed l’aveva percepita sul palco, un modo per far vivere ai visitatori la musica dalla prospettiva dell’artista.

 

Il più grande fallimento commerciale

Un critico descrisse il Metal Machine Trio come Reed che «rivisitava il più grande fallimento commerciale della sua vita, verso la fine della sua vita». Ma per Reed, Metal Machine Music non era mai stato un fallimento, era sempre stato esattamente quello che voleva fare. Il trio era la prova vivente che aveva avuto ragione fin dall’inizio.

Pulsante per tornare all'inizio