Metal Machine Music
«Una mia settimana vale il vostro anno» - Lou Reed
L'album
Pochi artisti hanno avuto il privilegio contrattuale di poter distruggere la propria carriera. Lou Reed nel 1975 ce l’aveva, e lo usò. Metal Machine Music è un doppio album di 64 minuti senza canzoni, senza voce, senza ritmo, senza melodia: solo feedback di chitarra manipolato a diverse velocità, stratificato su sé stesso fino a diventare un muro di rumore che attacca fisicamente l’ascoltatore. La RCA fu costretta a pubblicarlo. Reed lo sapeva.
Il contesto è essenziale. Dopo il successo commerciale di Sally Can’t Dance (#10 in classifica, il suo album più venduto), la RCA premeva per un seguito nella stessa direzione. Reed, che aveva già definito quel disco “una merdata” e dichiarato “più faccio schifo, più vendo”, rispose con l’esatto opposto: un’ora di rumore registrato nel suo loft di Manhattan su un registratore a quattro piste, senza studio, senza ingegnere del suono, senza alcuna concessione all’ascoltabilità. Le chitarre accordate in modo inusuale venivano appoggiate contro gli amplificatori e letteralmente lasciate suonare da sole. Reed manipolava le velocità dei nastri per distorcere ulteriormente le frequenze di feedback, creando quello che nelle note di copertina definì “combinazioni e permutazioni costruite su una densità armonica in costante aumento”.
L’album fu concepito con precisione chirurgica. Ogni traccia dura esattamente 16 minuti e 1 secondo. Nella versione in vinile, l’ultimo solco è “locked”: invece di fermarsi, il disco continua a suonare all’infinito lo stesso frammento di rumore finché l’ascoltatore non rimuove fisicamente la puntina. Reed aveva progettato un oggetto che rifiutava persino di finire.
La mitologia vuole che fosse un “contractual obligation album” per liberarsi dalla RCA. Reed ha sempre negato: “Non metterei mai in commercio un disco che non mi piace solo per uscire da un contratto. È ridicolo, ma è una bella storia. È quasi un peccato dire che non è vero”. Poi aggiungeva, con tono sinistro: “Ci sono altri modi per uscire da un contratto”.
La verità è probabilmente più complessa. I Lou Reed Papers conservati alla New York Public Library contengono un nastro etichettato “Electric Rock Symphony, Part 1” che è inequivocabilmente un demo di Metal Machine Music. La datazione recente lo colloca al 1965-66, quasi dieci anni prima della pubblicazione. Reed ci pensava da un decennio. Se fu un vaffanculo, fu un vaffanculo meditato a lungo.
La RCA tentò di limitare i danni. La copertina fu progettata per sembrare un album live, con Reed in posa rock’n’roll leather-clad, sperando che i fan di Rock n’ Roll Animal comprassero senza guardare troppo. Sul retro, in piccolo, la descrizione: “Rock orientation, melodically disguised, i.e. drag.” Reed aveva chiesto di pubblicarlo sulla Red Seal, l’etichetta classica della RCA, per evitare confusioni. Gli fu negato. Nelle note di copertina, scrisse un manifesto delirante che elencava attrezzature inesistenti e avvertiva di possibili “disturbi psichici” causati dall’ascolto intensivo. Un dirigente RCA lo definì “fottuta musica da tortura”.
L’album fu ritirato dal mercato dopo due o tre settimane. Generò il più alto numero di resi nella storia della RCA. Da allora, si dice che i contratti discografici includano una “Metal Machine Music clause” che impedisce agli artisti di consegnare album che “non suonano come loro stessi”. Reed non confermò né smentì mai.
Le reazioni furono apocalittiche. Rolling Stone parlò di “rumore di un frigorifero intergalattico rotto”. La rivista Q lo inserì nei “50 peggiori album di sempre”. Ma Lester Bangs, su Creem, lo definì “il più grande disco mai fatto nella storia del timpano umano” e propose sei teorie sulla sua esistenza, dalla “culminazione logica delle tendenze aggressive dei primi Velvet Underground” all'”atto antisociale definitivo”. Il primo numero della fanzine Punk mise Reed in copertina nel 1976, riconoscendo Metal Machine Music come manifesto proto-punk. Victor Bockris lo chiamò “l’album concettuale punk per eccellenza e il progenitore del punk rock di New York”.
Col tempo, l’influenza si è rivelata reale. Thurston Moore dei Sonic Youth ha citato l’album come formativo. La musica industriale, che emerse pochi anni dopo, trovò in Metal Machine Music un precedente legittimante. La scena No Wave newyorkese lo adottò come testo sacro. Nel 2002 il sassofonista Ulrich Krieger adattò l’intero album per gli Zeitkratzer, un ensemble di musica classica. Reed, entusiasta, si unì a loro per un’esibizione a Berlino. Nel 2008 fondò il Metal Machine Trio con Krieger e Sarth Calhoun, portando in tour variazioni sul tema. Non esattamente il comportamento di chi considera il proprio lavoro uno scherzo.
Reed oscillò per decenni tra difesa e disprezzo. “La maggior parte di voi non apprezzerà questo, e non vi biasimo affatto”. “È l’unico disco che conosco che attacca l’ascoltatore”. “È un gigantesco vaffanculo ai fan che vengono ai concerti solo per sentire Vicious o Walk on the Wild Side“. E poi, nel 2007: “La verità è che lo amo davvero, davvero, davvero”.
Metal Machine Music non è diventato più facile da ascoltare. Non funziona così. Rimane un’ora di aggressione sonora senza struttura, senza appigli, senza ricompensa. Ma è anche un documento di libertà artistica assoluta, il suono di un musicista che decide di testare i limiti di ciò che può imporre al proprio pubblico e alla propria etichetta. Reed dimostrò che, con il contratto giusto, poteva fare qualsiasi cosa. E la fece.
Affrontate l’ascolto integrale solo se avete stomaco. E solo se il vostro amore per Lou Reed non ha bisogno di essere ricambiato.
Lato A
- A Metal Machine Music A-1 16:01
Lato B
- B Metal Machine Music A-2 16:01
Lato C
- C Metal Machine Music A-3 16:01
Lato D
- D Metal Machine Music A-4 16:01
- 1 Metal Machine Music, Part I 16:11
- 2 Metal Machine Music, Part II 15:53
- 3 Metal Machine Music, Part III 16:14
- 4 Metal Machine Music, Part IV 15:56
Un gigantesco vaffanculo
Reed definì l’album “un gigantesco vaffanculo” ai fan che venivano ai concerti solo per ascoltare Vicious o Walk on the Wild Side. Allo stesso tempo, però, lo considerava “uno dei pezzi più notevoli mai realizzati da chiunque, ovunque” e sosteneva che “avrebbe dovuto essere venduto a 79,99 dollari”.
La presentazione alla RCA
Quando Reed presentò i nastri ai dirigenti della RCA, entrò nella sala riunioni e fece partire la registrazione. Mentre gli executive, sconvolti, definivano il disco “un violento assalto ai sensi” e “musica da tortura”, Reed corse in bagno per poter ridere senza essere visto.
Il solco infinito
Sul vinile originale, il lato quattro terminava con un locked groove: l’ultimo solco era inciso in modo circolare, facendo ripetere all’infinito gli ultimi 1,8 secondi del disco. L’ascoltatore era costretto a togliere manualmente la puntina per far terminare l’album. L’idea era stata suggerita da Andy Warhol ai tempi dei Velvet Underground (“Perché la musica deve finire?”), ma non era mai stata realizzata prima. Sulla ristampa in CD l’effetto fu simulato ripetendo gli ultimi secondi per 2:22, con un fade-out finale.
La copertina ingannevole
La RCA, nel disperato tentativo di rendere l’album commerciabile, usò una foto di scena del tour di Rock n Roll Animal, con Reed in posa da rock star con giubbotto di pelle e occhiali scuri. I fan che acquistarono il disco aspettandosi un seguito di quel successo ebbero una brutta sorpresa. Molti restituirono il disco ai negozianti protestando, e la RCA fu costretta ad applicare un adesivo con l’avvertenza che si trattava di musica strumentale elettronica. Reed non voleva quella copertina: “Non volevo che fosse confuso con un disco rock con delle canzoni sopra”.
Red Seal o non Red Seal?
Reed chiese consiglio a Clive Davis su come pubblicare l’album. Davis suggerì di farlo uscire sulla Red Seal, l’etichetta classica della RCA, per evitare confusione con il suo catalogo rock. Ma Reed rifiutò, temendo che sarebbe sembrato “pretenzioso”. In altre interviste, però, Reed sostenne di aver proposto lui stesso la Red Seal e che la RCA aveva rifiutato.
Beethoven nascosto (forse)
In un’intervista con Lester Bangs, Reed affermò di aver nascosto citazioni dalla Terza Sinfonia (Eroica) e dalla Pastorale di Beethoven nelle distorsioni. “Siediti e puoi sentire Beethoven proprio nella parte iniziale. È giù, tipo, sai, intorno alla quindicesima armonica. Ma non è l’unica, ce ne sono altre diciassette che vanno contemporaneamente”. Quando Bangs chiese di mostrargli esattamente dove fossero, Reed rifiutò con indifferenza: “È lì.”
Il record di resi
L’album vendette inizialmente circa 100.000 copie, ma generò il più alto numero di resi nella storia della RCA. Fu ritirato dal mercato dopo sole tre settimane. I negozi di dischi boicottarono temporaneamente le uscite RCA per protesta.
Le note di copertina
Le note tecniche sul retro, scritte da Reed stesso, sono un capolavoro di ironia e provocazione. Elencano con precisione maniacale l’equipaggiamento usato, specificano “No Synthesizers. No Arp. No Instruments?” e terminano con un sarcastico avvertimento medico sui possibili effetti collaterali, tra cui epilessia e “disturbi psicomotori”. La chiusura: “La mia settimana batte il vostro anno”.
“Chiunque arrivi al lato quattro è più stupido di me”
Questa frase, attribuita a Reed, divenne leggendaria. In altre occasioni, però, Reed negò di averla mai detta, o la riformulò dicendo che lui stesso non aveva mai ascoltato oltre il lato tre.
La lingua dei Breen
Gli autori di Star Trek: Deep Space Nine si ispirarono a Metal Machine Music per creare la lingua aliena dei Breen. Il team di post-produzione audio ricevette istruzioni di ascoltare l’album come riferimento.
Il disco più odiato di sempre (o quasi)
Nel 1991 il libro The Worst Rock ‘n’ Roll Records of All Time classificò Metal Machine Music al secondo posto tra i peggiori album di sempre, battuto solo da Having Fun with Elvis on Stage di Elvis Presley. La rivista Q lo inserì nella lista dei “Dieci dischi terribili di grandi artisti” e poi al quarto posto tra i 50 peggiori album di tutti i tempi.
L’unico difensore: Lester Bangs
Il critico rock Lester Bangs fu praticamente l’unico a difendere l’album al momento dell’uscita. Nel 1976 scrisse su Creem un articolo intitolato “The Greatest Album Ever Made”, definendolo “il più grande disco mai realizzato nella storia del timpano umano”. E aggiunse: “Se hai mai pensato che il feedback fosse la cosa migliore mai capitata alla chitarra, beh, Lou si è liberato delle chitarre”.
Bob Ludwig “totalmente coinvolto”
L’ingegnere di mastering Bob Ludwig, che lavorò sull’album alla Sterling Sound, fu descritto nel libro sui peggiori dischi di sempre come una vittima costretta ad ascoltare l’intero album. In realtà, secondo le note della ristampa del 2000, Ludwig era “totalmente preso da quello che Lou stava facendo” e paragonò il lavoro a quello dei compositori d’avanguardia Iannis Xenakis e Karlheinz Stockhausen.
La settimana di Discreet Music
Per una coincidenza notevole, Metal Machine Music uscì la stessa settimana di Discreet Music di Brian Eno. I due album, agli antipodi dello spettro sonoro (uno assordante, l’altro silenzioso), sono oggi considerati entrambi precursori della musica ambient.
L’influenza sui Sonic Youth
Nel 1985 i Sonic Youth utilizzarono campioni di Metal Machine Music nell’album Bad Moon Rising, nelle canzoni “Brave Men Run (In My Family)” e “Society Is A Hole“. Lee Ranaldo ha dichiarato: “Amo quel disco, ed è un album cruciale, sia concettualmente che nella storia del rock degli anni ’70. Una major lo ha pubblicato! Lou aveva così tanto potere?”
Die Krupps e l’invenzione del “metal”
La band tedesca di rock industriale Die Krupps pubblicò l’antologia Metall Maschinen Musik nel 1991 e il singolo “Metal Machine Music” nel 1992. Il cantante Jürgen Engler affermò che il termine “metal music” fu inventato da Lou Reed proprio per questo album, e citò Reed come una delle sue influenze primarie.
Merzbow e Metal Acoustic Music
L’artista noise giapponese Merzbow, figura centrale del movimento Japanoise, intitolò la sua prima pubblicazione Metal Acoustic Music in omaggio al disco di Reed.
The Killers feat. Lou Reed
Il brano “Tranquilize” dei Killers, pubblicato nell’ottobre 2007 con la partecipazione di Lou Reed stesso, inizia in una maniera molto simile a Metal Machine Music.
27 anni prima del primo concerto
Reed non eseguì mai Metal Machine Music dal vivo fino al marzo 2002, quando collaborò con l’ensemble tedesco Zeitkratzer al festival MaerzMusik di Berlino. Il gruppo di dieci elementi, guidato da Ulrich Krieger, trascrisse l’album per strumenti classici (archi, fiati, pianoforte e fisarmonica) e lo eseguì con Reed che aggiunse un nuovo assolo di chitarra durante il terzo movimento. La performance fu pubblicata su CD e DVD con il titolo Metal Machine Music Live.
The Great Learning Orchestra
Nel gennaio 2006, la band svedese di musica d’avanguardia The Great Learning Orchestra eseguì integralmente Metal Machine Music in concerto a Stoccolma, con oltre 30 musicisti (inclusi 16 archi) e Ulrich Krieger come direttore ospite.
CelloMachine
Nel 2002 il violoncellista tedesco Ulrich Maiss (in arte Cellectric) presentò una versione per solo violoncello di Metal Machine Music intitolata CelloMachine, che portò in tour per diversi anni. Lou Reed commentò entusiasta: “Se vedeste cosa fa Ulrich, aprireste un fan club per lui. È un approccio rock al violoncello: se pensate al violoncello come a una chitarra con feedback, via!”
Il Metal Machine Trio
Nel 2008 Reed formò il Metal Machine Trio con Ulrich Krieger (sassofono) e Sarth Calhoun (elettronica), un progetto che mescolava ambient, industrial, noise, free jazz ed elettronica. Il gruppo si esibì sporadicamente fino alla morte di Reed nel 2013 e pubblicò il doppio CD The Creation of the Universe.
Il sogno di David Bowie
In un articolo per Rolling Stone, David Bowie descrisse un sogno che aveva fatto su una festa di compleanno per Lou Reed: “La musica della festa è un regalo di compleanno per Lou. Trent Reznor remixa Metal Machine Music come regalo per lui”.
Archivio Fotografico
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