Lou Reed Live
«Lou Reed fa schifo!» — Un fan, nel solco finale del disco. Reed scelse di non rimuoverlo.
L'album
La RCA aveva un problema: Lou Reed impiegava troppo tempo a consegnare il prossimo album in studio. Aveva una soluzione: pubblicare il resto del concerto dell’Academy of Music già sfruttato per Rock n’ Roll Animal. Lou Reed Live è esattamente questo: gli scarti del 21 dicembre 1973, confezionati come prodotto autonomo nel marzo 1975 senza che Reed avesse praticamente voce in capitolo.
Rock n’ Roll Animal era stato un successo inaspettato, destinato a diventare il primo disco d’oro di Reed. Sally Can’t Dance era uscito nell’agosto 1974 con recensioni tiepide. La RCA voleva altro materiale, Reed non ne aveva, e i nastri dell’Academy of Music erano lì, già pagati. La decisione fu puramente commerciale.
I sei brani completano il quadro della serata. Tre da Transformer (“Vicious“, “Satellite of Love“, “Walk on the Wild Side“), uno dal debutto dei Velvet Underground (“I’m Waiting for the Man“), due da Berlin (“Oh, Jim“, “Sad Song“). È materiale solido, eseguito dalla stessa band formidabile di Rock n’ Roll Animal, ma manca l’impatto delle tracce già pubblicate. Rock n’ Roll Animal aveva preso il meglio: l’intro leggendaria di “Sweet Jane“, la versione monstre di “Heroin“. Quello che resta è comunque di buon livello, ma inevitabilmente percepito come seconda scelta.
Un dettaglio tecnico: il mix stereo è invertito rispetto a Rock n’ Roll Animal. Dick Wagner e Steve Hunter si scambiano i canali. Non è chiaro se sia stata una scelta deliberata o un errore.
Reed lasciò il suo marchio in modo sottile. Nel solco finale del disco, appena udibile, si sente un fan urlare “Lou Reed sucks!” Reed sapeva che c’era e scelse di non rimuoverlo. Era il suo commento su un album che non aveva voluto.
Quattro mesi dopo, nel luglio 1975, avrebbe consegnato Metal Machine Music. La connessione non è casuale: se la RCA poteva pubblicare materiale di Reed senza il suo consenso, Reed poteva consegnare materiale che la RCA non avrebbe mai voluto pubblicare. Fu una guerra combattuta a colpi di vinile.
Lou Reed Live non è un brutto disco. È un disco superfluo, quello sì. Nel senso che non aggiunge nulla che Rock n’ Roll Animal non avesse già detto meglio. Per i completisti, essenziale. Per tutti gli altri, è una nota a piè di pagina.
Lato A
- 1 Vicious 5:55
- 2 Satellite Of Love 6:03
- 3 Walk On The Wild Side 4:51
Lato B
- 1 I'm Waiting For The Man 3:38
- 2 Oh Jim 10:40
- 3 Sad Song 7:32
Lato A
- 1 Vicious 5:55
- 2 Satellite Of Love 6:03
- 3 Walk On The Wild Side 4:51
- 4 I'm Waiting For The Man 3:38
Lato B
- 1 Oh Jim 10:40
- 2 Sad Song 7:32
- 1 Vicious 5:56
- 2 Satellite Of Love 5:59
- 3 Walk On The Wild Side 4:28
- 4 I'm Waiting For The Man 3:37
- 5 Oh, Jim 10:41
- 6 Sad Song 7:08
Lou Reed fa schifo
Nel solco finale del disco, appena udibile, si sente un fan urlare “Lou Reed sucks!” (Lou Reed fa schifo). Reed sapeva che c’era e scelse deliberatamente di non rimuoverlo. Era il suo commento personale su un album che non aveva voluto fare, un disco imposto dalla RCA per capitalizzare il successo di Rock n Roll Animal. Quattro mesi dopo la pubblicazione, Reed avrebbe consegnato alla casa discografica Metal Machine Music come ulteriore atto di ribellione.
Il ricatto di Dinky Dawson
La sera del concerto, l’ingegnere del suono Dinky Dawson bloccò il secondo show finché il promoter Howard Stein non pagò in contanti la Dawson Sound per i loro servizi. Stein pensava che stesse bluffando e provò ad aprire il sipario. La band suonò, ma non c’era amplificazione. Quando Lou si avvicinò al microfono e scoprì che non c’era audio, non fu affatto contento. Il denaro richiesto fu consegnato, i microfoni accesi, e lo show poté continuare. La maggior parte del pubblico pensò fosse un semplice guasto tecnico.
Due show, una sera
Quella sera all’Academy of Music erano programmati due concerti: uno alle 20:00 e uno alle 23:00. Non è del tutto chiaro da quale dei due provengano le registrazioni pubblicate.
Il mix invertito
Il mix stereo di Lou Reed Live è invertito rispetto a Rock n Roll Animal: Dick Wagner si sente sul canale sinistro e Steve Hunter sul destro, mentre nell’album precedente era il contrario. Non è mai stato chiarito se fosse una scelta deliberata o un errore.
Cori aggiunti in studio
Il produttore Steve Katz aggiunse in studio le voci di Rob Hegel su “Sad Song” per “addolcire” il mix finale. È l’unica sovraincisione presente sull’album.
La foto di copertina di Oliviero Toscani
La copertina è opera di Oliviero Toscani, che all’epoca viveva a New York nel leggendario Chelsea Hotel e frequentava assiduamente la Factory di Andy Warhol e il Max’s Kansas City, il club di Park Avenue South che era il punto di ritrovo di musicisti, artisti e poeti della scena newyorkese.
Fu proprio al Max’s che Toscani incontrò Lou Reed. “All’epoca era solo una delle tante persone che frequentavano la Factory di Warhol”, ricordò Toscani in un’intervista. “Mi piaceva perché era intelligente. Scoprimmo che eravamo nati nella stessa settimana del 1942” (Toscani nacque il 28 febbraio, Reed il 2 marzo).
Le foto di quel servizio del 1974, che ritraggono Reed in versione super-glam con occhiali neri, giubbotto di pelle borchiato e capelli corti decolorati, apparvero inizialmente sulla copertina de L’Uomo Vogue nel settembre 1974 e furono poi acquistate dalla RCA per l’artwork di Lou Reed Live.
Toscani raccontava spesso un aneddoto sarcastico su quel lavoro: “Guadagnai 10.000 dollari vendendo le foto alla casa discografica. Lou mi disse sempre che io avevo guadagnato di più dalla vendita di quelle foto di quanto lui avesse guadagnato per l’intero album”.
Il ritratto di Lou Reed fa oggi parte delle collezioni museali dedicate a Toscani ed è stato esposto, tra l’altro, al MAR di Ravenna. Toscani è morto il 13 gennaio 2025 dopo due anni di lotta contro l’amiloidosi.
Extended Versions… senza estensioni
Nel 2003 la BMG ristampò l’album nella collana “Extended Versions“, ma paradossalmente, a dispetto del titolo, senza alcun materiale aggiuntivo. A differenza di Rock n Roll Animal, che nel 2000 ricevette una rimasterizzazione con due bonus track, Lou Reed Live non ha mai avuto una vera edizione espansa.
Il futuro della band
I musicisti che accompagnavano Reed quella sera (Steve Hunter, Dick Wagner, Prakash John, Pentti Glan e Ray Colcord) avrebbero poi formato il nucleo della prima band solista di Alice Cooper, a partire da Welcome to My Nightmare (1975).
Archivio Fotografico
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