Loaded
«Lou era intenzionato, e tutti noi lo eravamo, a una cosa sola: avere successo. E per avere successo nella musica dovevi avere un singolo. Un singolo doveva essere veloce, corto, senza digressioni, dritto al punto. Volevi un gancio e qualcosa che alimentasse il gancio, e basta. Sweet Jane fu arrangiata esattamente così — per essere un successo» — Doug Yule
L'album
Novembre 1970. I Velvet Underground pubblicano Loaded, l’album che Lou Reed aveva già abbandonato tre mesi prima. Atlantic Records voleva un disco “loaded with hits”, carico di successi, e Lou gli consegna un doppio senso perfetto: sì, carico di canzoni che suonano come singoli, ma anche “loaded” come strafatto, drogato, nel linguaggio della strada. Il titolo è un atto di sottomissione e di sabotaggio insieme. Lou accetta la sfida commerciale ma la piega ai suoi termini: scrivere hit che siano anche intelligenti, ironiche, letterarie. Fare rock and roll senza vergognarsene, ma senza diventare stupidi.
Il risultato? Dieci minuti di apertura che ridefiniscono cosa significa essere proto-punk. Who Loves the Sun parte dolce, quasi psichedelica, con la voce angelica di Doug Yule che finge innocenza hippie: “Chi ama il sole? Chi si preoccupa che faccia quello che fa?”. È un finto inno alla pace e amore, un fake-out perfetto. Poi arriva il colpo uno-due che cambierà il rock per sempre.
Sweet Jane è tutto ciò che Lou sa fare meglio condensato in tre minuti e mezzo. Il riff è così semplice che sembra esistito da sempre, onda placida che si infrange sulla cresta. Lou non canta, parla: “In piedi all’angolo, valigia in mano, Jack è nel suo corsetto, Jane è nel suo gilè, e io sono in una rock and roll band”. Poi accelera, quasi sputa le parole: “Viaggiando in una Stutz-Bearcat, Jim, sai, erano tempi diversi, i poeti studiavano regole di versificazione, e le signore alzavano gli occhi al cielo”. È downtown cool perfetto, è Manhattan in quattro versi. Lou canta come se stesse improvvisando, stream of consciousness che sembra inventarsi i testi mentre va, ma ogni parola è calibrata. C’è quel “Ha!” dopo “I’m in a rock and roll band” che è diventato manifesto generazionale. Punk, new wave, indie rock: tutto passa da quel “Ha!”.
La Atlantic taglia il bridge più bello, quello con “vino e rose celesti sembrano sussurrarmi quando lei sorride”, per accorciare il pezzo e renderlo radiofonico. Lou non dimenticherà mai questo oltraggio. La versione completa esiste, registrata dal vivo nel 1969, e quando finalmente viene ristampata nel box set Peel Slowly and See nel 1995, capiamo cosa ci era stato rubato: un momento di pura grazia, tagliato per qualche secondo di trasmissione in più. Ma anche mutilata, Sweet Jane resiste come uno dei più grandi pezzi mai scritti.
Rock & Roll è autobiografia mascherata da storia di Jenny, bambina di cinque anni che scopre il rock alla radio. “La sua vita fu salvata dal rock and roll”. Lou si racconta senza dirlo, Long Island negli anni Cinquanta, “niente succedeva, niente di niente”, poi gira la manopola della radio e trova una stazione di New York e “non poteva credere a quello che sentiva”. È salvezza, è redenzione laica, è la promessa che la musica può tirarti fuori dall’inferno dei sobborghi. “Nonostante tutte le amputazioni, puoi uscire e ballare su una stazione rock and roll”. Le amputazioni sono chirurgia transgender, cambio di sesso, identità fluide, tutto il mondo queer della Factory di Andy Warhol compresso in una metafora. Il rock come rifugio per chi non trova posto da nessun’altra parte.
New Age è la canzone più strana dell’album, e forse la più brillante. Lou canta di un’attrice grassa che chiede autografi e vuole indietro la sua vecchiaia. È surreale, opaca, piena di immagini che non si risolvono mai. Robert Christgau la capisce subito: “Misteriosamente connessa a un’attrice in declino che vorrebbe indietro i suoi anni”. È Lou che si rifiuta di spiegare, che mantiene l’oscurità poetica anche quando sta cercando di fare hit.
I Found a Reason è doo-wop sincero, tenerezza senza ironia. “Ho trovato un motivo per continuare a vivere”. Lou può essere dolce quando vuole, può scrivere canzoni d’amore che non sono ciniche, che non sono distaccate. “Credo davvero che tu sia ciò che percepisci”. È filosofia spicciola ma onesta, e la voce di Lou qui è pura vulnerabilità.
Oh! Sweet Nuthin’ chiude con sette minuti di lenta costruzione verso un climax che non esplode mai veramente ma continua a salire. La chitarra di Sterling Morrison è criminalmente sottovalutata, qui dimostra che sa suonare. È un lento incedere per strade vuote di Manhattan, è danza senza partner, è solitudine metropolitana che trova bellezza in se stessa. “Quando non hai niente, non hai proprio niente”. Gospel dell’assenza, inno a chi resta fuori, ultima parola dell’era Reed dei Velvet Underground.
Lou odia il mixaggio finale, odia essere elencato terzo nei credits, odia la foto enorme di Doug al pianoforte, odia che tutti siano accreditati come autori quando le canzoni sono sue. Lascia il gruppo il 23 agosto 1970, prima ancora che l’album esca. Torna a casa dai genitori a Long Island, lavora come contabile nell’azienda del padre per 40 dollari a settimana. I Velvet Underground senza Lou continuano ancora un po’, ma è finita. Sterling Morrison e Moe Tucker se ne andranno nel 1971. Doug farà uscire Squeeze nel 1973, disco che tutti fingeranno non esista.
Loaded non fa classifiche. Nessun singolo funziona. Atlantic voleva hit e non ne ottiene nemmeno una. Ma cinquant’anni dopo, Sweet Jane e Rock & Roll sono nella colonna sonora permanente della cultura rock. Sono le canzoni che ogni stazione classic rock trasmette. Sono i pezzi che tutti conoscono anche se non sanno chi siano i Velvet Underground. Christgau gli dà A e scrive: “Fanno davvero rock and roll, ma sono anche davvero intellettuali e ironici”. Il paradosso di Lou è tutto qui: può scrivere hit senza diventare stupido, può essere accessibile senza perdere complessità, può essere pop e restare poeta.
L’album è proto-punk seminal, dicono i critici decenni dopo. È la spina dorsale dell’alternativo, è l’origine di tutto ciò che verrà. Ma nel 1970 è solo l’ennesimo flop commerciale dei Velvet Underground. L’ennesima dimostrazione che fare la cosa giusta non porta successo immediato. Lou ha ragione su tutto ma viene capito troppo tardi. Come sempre. La storia gli darà ragione, ma lui non sarà più lì per vederlo. Sarà già altrove, già rabbioso, già in fuga verso Transformer e la fama solista che i Velvet non gli hanno mai dato. Loaded resta come epitaffio perfetto: l’album che dimostra che Lou poteva fare hit se voleva, ma il mondo non era pronto ad ascoltarle.
Lato A
- 1 Who Loves The Sun 2:50
- 2 Sweet Jane 3:55
- 3 Rock & Roll 4:47
- 4 Cool It Down 3:05
- 5 New Age 5:20
Lato B
- 1 Head Held High 2:52
- 2 Lonesome Cowboy Bill 2:48
- 3 I Found A Reason 4:15
- 4 Train Round The Bend 3:20
- 5 Oh! Sweet Nuthin' 7:23
Lato A
- 1 Head Held High 2:52
- 2 Lonesome Cowboy Bill 2:48
- 3 I Found a Reason 4:15
- 4 Train Round The Bend 3:20
- 5 Oh! Sweet Nuthin’ 7:23
Lato B
- 1 Who Loves The Sun 2:50
- 2 Sweet Jane 3:55
- 3 Rock & Roll 4:47
- 4 Cool It Down 3:05
- 5 New Age 5:20
Disco 1
- 1 Who Loves The Sun 2:45
- 2 Sweet Jane (Full-Length Version) 4:09
- 3 Rock & Roll (Full-Length Version) 4:45
- 4 Cool It Down 3:06
- 5 New Age (Long Version) 5:09
- 6 Head Held High 2:58
- 7 Lonesome Cowboy Bill 2:45
- 8 I Found A Reason 4:17
- 9 Train Round The Bend 3:22
- 10 Oh! Sweet Nuthin' 7:29
- 11 Ride Into The Sun (Demo) 3:23
- 12 Ocean (Outtake) 5:45
- 13 I'm Sticking With You (Outtake) 3:09
- 14 I Love You (Demo) 2:05
- 15 Rock & Roll (Alternate Mix) 4:44
- 16 Head Held High (Alternate Mix) 2:15
Disco 2
- 1 Who Loves The Sun (Alternate Mix) 3:08
- 2 Sweet Jane (Early Version) 5:29
- 3 Rock & Roll (Demo) 4:45
- 4 Cool It Down (Early Version) 4:17
- 5 New Age (Full-Length Version) 5:42
- 6 Head Held High (Early Version) 2:53
- 7 Lonesome Cowboy Bill (Early Version) 3:18
- 8 I Found A Reason (Demo) 3:15
- 9 Train Round The Bend (Alternate Mix) 4:40
- 10 Oh! Sweet Nuthin' (Early Version) 4:13
- 11 Ocean (Demo) 6:10
- 12 I Love You (Outtake) 2:55
- 13 Satellite Of Love (Alternate Demo) 3:19
- 14 Oh Gin (Demo) 2:56
- 15 Walk And Talk (Demo) 3:00
- 16 Sad Song (Demo) 3:41
- 17 Love Makes You Feel Ten Feet Tall (Demo) 4:12
- 1 Who Loves The Sun 2:46
- 2 Sweet Jane (Full-Length Version) 4:06
- 3 Rock & Roll (Full-Length Version) 4:43
- 4 Cool It Down 3:05
- 5 New Age 5:10
- 6 Head Held High 2:57
- 7 Lonesome Cowboy Bill 2:44
- 8 I Found A Reason 4:16
- 9 Train Round The Bend 3:21
- 10 Oh! Sweet Nuthin' 7:29
- 11 I'm Sticking With You (Remix) 2:53
- 12 Ocean 5:45
- 13 I Love You 2:54
- 14 Ride Into The Sun 3:26
- 1 Who Loves The Sun 2:45
- 2 Sweet Jane 3:15
- 3 Rock & Roll 4:38
- 4 Cool It Down 3:03
- 5 New Age 4:46
- 6 Head Held High 2:55
- 7 Lonesome Cowboy Bill 2:42
- 8 I Found A Reason 4:14
- 9 Train Round The Bend 3:18
- 10 Oh! Sweet Nuthin' 7:24
- 11 Who Loves The Sun 2:48
- 12 Oh! Sweet Nuthin' 7:26
- 13 Rock & Roll 3:05
- 14 Lonesome Cowboy Bill 2:40
- 1 Rock & Roll (Demo) 4:42
- 2 Sad Song (Demo) 3:31
- 3 Satellite Of Love (Demo) 3:00
- 4 Walk And Talk (Demo) 2:25
- 5 Oh Gin (Demo) 2:45
- 6 Ocean (Demo) 6:05
- 7 I Love You (Demo) 2:09
- 8 Love Makes You Feel Ten Feet Tall (Demo) (Remix) 4:15
- 9 I Found A Reason (Demo) 3:17
- 10 Cool It Down (Early Version) (Remix) 4:20
- 11 Sweet Jane (Early Version) (Remix) 5:31
- 12 Lonesome Cowboy Bill (Early Version) (Remix) 3:19
- 13 Head Held High (Early Version) (Remix) 2:56
- 14 Oh! Sweet Nuthin' (Early Version) (Remix) 4:04
- 15 Who Loves The Sun (Alternate Mix) 3:05
- 16 Sweet Jane (Alternate Mix) 4:23
- 17 Cool It Down (Alternate Mix) 3:28
- 18 Lonesome Cowboy Bill (Alternate Mix) 2:42
- 19 Train Round The Bend (Alternate Mix) 4:39
- 20 Head Held High (Alternate Mix) 2:15
- 21 Rock & Roll (Alternate Mix) 4:40
- 1 I'm Waiting For The Man 4:44
- 2 White Light/White Heat 5:15
- 3 I'm Set Free 6:27
- 4 Sweet Jane 6:17
- 5 Lonesome Cowboy Bill 4:20
- 6 New Age 6:38
- 7 Beginning To See The Light 5:42
- 8 I'll Be Your Mirror 3:27
- 9 Pale Blue Eyes 6:01
- 10 Candy Says 5:50
- 11 Sunday Morning 3:39
- 12 After Hours 2:58
- 13 Femme Fatale 3:09
- 14 Some Kinda Love 11:03
- 15 Lonesome Cowboy Bill (Version 2) 4:17
- 1 I'm Waiting For The Man 6:12
- 2 What Goes On 5:26
- 3 Cool It Down 6:06
- 4 Sweet Jane 7:08
- 5 Rock & Roll 7:31
- 6 Some Kinda Love 4:24
- 7 New Age 7:29
- 8 Candy Says 5:05
- 9 Head Held High 4:15
- 10 Train Round The Bend 8:51
- 11 Oh! Sweet Nuthin' 7:36
- DVD-1 Who Loves The Sun 2:54
- DVD-2 Sweet Jane 4:23
- DVD-3 Rock & Roll 4:48
- DVD-4 Cool It Down 3:54
- DVD-5 New Age 5:52
- DVD-6 Lonesome Cowboy Bill 3:00
- DVD-7 I Found A Reason 4:15
- DVD-8 Head Held High 2:59
- DVD-9 Train Around The Bend 4:30
- DVD-10 Oh! Sweet Nuthin' 7:26
- DVD-11 Who Loves The Sun 2:54
- DVD-12 Sweet Jane 4:23
- DVD-13 Rock & Roll 4:48
- DVD-14 Cool It Down 3:54
- DVD-15 New Age 5:52
- DVD-16 Lonesome Cowboy Bill 3:00
- DVD-17 I Found A Reason 4:15
- DVD-18 Head Held High 2:59
- DVD-19 Train Around The Bend 4:30
- DVD-20 Oh! Sweet Nuthin' 7:26
- DVD-21 Who Loves The Sun 2:50
- DVD-22 Sweet Jane 3:17
- DVD-23 Rock & Roll 4:40
- DVD-24 Cool It Down 3:05
- DVD-25 New Age 4:40
- DVD-26 Head Held High 2:52
- DVD-27 Lonesome Cowboy Bill 2:48
- DVD-28 I Found A Reason 4:15
- DVD-29 Train Around The Bend 3:20
- DVD-30 Oh! Sweet Nuthin' 7:23
Il titolo e il doppio senso
Atlantic voleva un album «loaded with hits» (pieno di successi). Ma «loaded» nel gergo americano significa anche «fatto di droga» o «ubriaco fradicio». Il doppio senso era intenzionale, un ultimo sberleffo alla casa discografica che chiedeva ai Velvet Underground di diventare commerciali.
Sweet Jane, la strofa amputata
Quando Loaded uscì, Sweet Jane era stata accorciata. Mancava un’intera sezione, il bridge «heavenly wine and roses» che Reed considerava essenziale. Per decenni sostenne che il taglio fosse avvenuto senza il suo consenso. Doug Yule raccontò una versione diversa: Reed aveva editato personalmente i brani prima di lasciare la band. La verità è probabilmente nel mezzo. Le versioni integrali di Sweet Jane, Rock and Roll e New Age emersero solo nel 1995 con il box set Peel Slowly and See.
La fuga di Lou Reed, 23 agosto 1970
Durante l’estate, mentre Loaded era ancora in fase di missaggio, i Velvet Underground tennero una residenza di nove settimane al Max’s Kansas City, suonando due set a sera. La sera del 23 agosto 1970, dopo l’ultimo brano, Reed posò la chitarra, uscì dal locale e salì nell’auto di suo padre che lo aspettava fuori. Fu portato a casa dei genitori a Freeport, Long Island. Non disse addio a nessuno. Non tornò più.
Brigid Polk, artista della Factory di Warhol, aveva registrato quella serata con un registratore a cassette portatile. Due anni dopo, quei nastri divennero l’album Live at Max’s Kansas City.
Il credito che bruciava
Reed fu ferito dalla copertina interna dell’album. I crediti elencavano i membri della band in quest’ordine: Doug Yule, Sterling Morrison, Lou Reed. Una foto grande mostrava Yule al pianoforte. Reed, il fondatore, l’autore di tutte le canzoni, era terzo. Le ristampe successive corressero l’ordine e riconobbero Reed come unico autore.
Maureen Tucker, l’assenza che pesa
Tucker era incinta e non partecipò alle registrazioni. Fu accreditata comunque sulla copertina, ma non suonò un solo colpo di batteria. Lei stessa ha sempre espresso delusione per l’album, non per la musica, ma per il sacrificio del minimalismo dei Velvet in favore di un drumming rock convenzionale. Nelle session demo registrate da Adrian Barber, Tucker cantò I’m Sticking with You (poi esclusa dall’album) e suonò la batteria su una versione di I Found a Reason, le uniche tracce della sua presenza.
Oh! Sweet Nuthin’, il finale perfetto
Sette minuti e ventitré secondi di crescendo ipnotico. Doug Yule canta di vagabondi, di chi non ha nulla, di chi aspetta qualcosa che non arriva mai. Sterling Morrison tira fuori il miglior assolo della sua carriera. È il finale perfetto per l’ultimo vero album dei Velvet Underground, e nessuno lo sapeva mentre lo registravano.
L’errore in copertina
L’artwork di Stanis?aw Zagórski mostra l’ingresso della metropolitana di Times Square–42nd Street. Ma c’è un errore: «DOWNTOWN» è scritto «DOWTOWN», senza la prima N. Nessuno lo corresse. Oggi è un dettaglio che i collezionisti cercano.
Segue nascosto
Nella stampa originale, non c’è pausa tra Who Loves the Sun e Sweet Jane. L’ultima nota della prima si fonde con la prima nota della seconda. Alcune ristampe successive inserirono secondi di silenzio, spezzando la continuità. I CD mantennero il segue originale.
Archivio Fotografico
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