Live in Italy
«Live in Italy cattura una band sul punto di implodere che suona come se la sua vita dipendesse da questo»
L'album
Il quarto album dal vivo di Lou Reed, e l’unico che documenta la formazione con Robert Quine al suo meglio. O al suo peggio, dipende da come si guarda alla tensione che attraversa ogni nota. Registrato a Verona il 7 settembre e al Circo Massimo di Roma il 10 settembre 1983, Live in Italy cattura una band sul punto di implodere che suona come se la sua vita dipendesse da questo.
Il contesto è quello del tour di Legendary Hearts, pochi mesi prima che il rapporto tra Reed e Quine si deteriorasse definitivamente. La tensione c’è, si sente, e paradossalmente è proprio questa tensione a rendere le performance così elettriche. Quine suona come se dovesse dimostrare qualcosa, Reed risponde con un’intensità che nei dischi in studio di quel periodo non sempre emergeva. Fernando Saunders e Fred Maher tengono tutto insieme con una precisione implacabile.
La registrazione fu affidata al Rolling Stones Mobile Unit, lo stesso studio mobile che aveva catturato Exile on Main St. e decine di altri classici. Il suono è crudo, diretto, senza abbellimenti. È il Lou Reed degli anni Ottanta come non lo si sentiva in studio: spigoloso, aggressivo, vivo.
La scaletta mescola materiale recente e classici dei Velvet Underground. “Sweet Jane” e “I’m Waiting for the Man” aprono con versioni che non cercano di replicare Rock n’ Roll Animal ma nemmeno di tornare all’essenzialità originale: sono qualcosa di nuovo, filtrate attraverso la sensibilità post-punk di Quine. “Kill Your Sons” viene strappata dall’oblio di Sally Can’t Dance e trasformata in qualcosa di urgente, rabbioso, necessario. “Waves of Fear” mantiene l’intensità della versione in studio. “White Light/White Heat” esplode.
Il momento culminante è il medley “Some Kinda Love”/”Sister Ray“: venti minuti di improvvisazione controllata che ricordano i Velvet al loro più avventuroso. Quine si prende libertà che in studio Reed non gli avrebbe mai concesso, e il risultato è devastante. “Heroin” chiude con una versione che non ha la teatralità di Rock n’ Roll Animal ma ha qualcosa di più raro: l’autenticità di un uomo che quella canzone l’ha vissuta e ne è uscito.
L’album fu pubblicato solo in Europa e Giappone, mai negli Stati Uniti fino alla ristampa del 1996 con il titolo Live in Concert. Per gli americani rimase a lungo un oggetto misterioso, da cercare nei negozi di import. La RCA non credeva che ci fosse mercato per un doppio live di Lou Reed nel 1984, e probabilmente aveva ragione. Ma chi lo trovò scoprì qualcosa che i dischi in studio di quel periodo non raccontavano: quanto fosse formidabile quella band dal vivo.
In parallelo uscì anche A Night with Lou Reed, un video registrato al Bottom Line di New York con una scaletta parzialmente diversa. Tra i due documenti, emerge il ritratto di un artista nel pieno di una fase creativa che i risultati commerciali non riflettevano.
Live in Italy non è Take No Prisoners. Non ci sono monologhi, non c’è provocazione, non c’è il Reed showman che aggredisce il pubblico. C’è solo musica, suonata con una ferocia che sembrava appartenere a un’altra epoca. È il suono di quattro musicisti che sanno di essere bravi e lo dimostrano senza risparmiarsi. Ed è, retrospettivamente, l’addio di Quine: pochi mesi dopo, il remix di Legendary Hearts avrebbe chiuso definitivamente la collaborazione.
Per i completisti, essenziale. Per chi vuole capire cosa fosse capace di fare la band di The Blue Mask dal vivo, indispensabile. Per tutti gli altri, una scoperta che vale la pena fare.
Lato A
- 1 Sweet Jane 3:46
- 2 I'm Waiting For My Man 4:00
- 3 Martial Law 4:06
- 4 Satellite Of Love 5:06
Lato B
- 1 Kill Your Sons 5:35
- 2 Betrayed 3:05
- 3 Sally Can't Dance 3:24
- 4 Waves Of Fear 3:16
- 5 Average Guy 2:54
Lato C
- 1 White Light/White Heat 3:10
- 2 Some Kinda Love/Sister Ray 15:42
Lato D
- 1 Walk On The Wild Side 4:28
- 2 Heroin 8:24
- 3 Rock And Roll 6:10
Lato A
- 1 Sweet Jane 3:46
- 2 I'm Waiting For My Man 4:00
- 3 Martial Law 4:06
- 4 Satellite Of Love 5:06
Lato B
- 1 Kill Your Sons 5:35
- 2 Betrayed 3:05
- 3 Sally Can't Dance 3:24
- 4 Waves Of Fear 3:16
- 5 Average Guy 2:54
Lato C
- 1 White Light/White Heat 3:10
- 2 Some Kinda Love/Sister Ray 15:42
Lato D
- 1 Walk On The Wild Side 4:28
- 2 Heroin 8:24
- 3 Rock And Roll 6:10
- 1 Sweet Jane 4:05
- 2 I'm Waiting For My Man 3:48
- 3 Marital Law 4:08
- 4 Satellite Of Love 6:45
- 5 Kill Your Sons 5:43
- 6 Betrayed 3:05
- 7 Sally Can't Dance 3:32
- 8 Waves Of Fear 3:18
- 9 Average Guy 2:45
- 10 White Light/White Heat 3:20
- 11 Medley: Some Kinda Love/Sister Ray 15:31
- 12 Walk On The Wild Side 4:31
- 13 Heroin 8:29
- 14 Rock And Roll 6:02
Rolling Stones Mobile Unit
L’album fu registrato con il leggendario studio mobile dei Rolling Stones, lo stesso usato per registrare album come Exile on Main St. e Led Zeppelin IV. Qualità sonora eccellente per l’epoca.
Solo per l’Europa
Scelta insolita, l’album fu pubblicato solo in Germania, UK, Giappone e Italia. Gli americani dovettero aspettare fino al 1996 per una versione domestica (con titolo e copertina diversi).
Tensione palpabile
Registrato durante il tour di Legendary Hearts, quando il rapporto Reed/Quine era già deteriorato. Paradossalmente, alcuni critici notarono che proprio questa tensione elettrificava le performance, specialmente sui brani Velvet Underground. Quine lasciò il gruppo “apparentemente disgustato” alla fine del tour. Tornò brevemente nel 1985 per alcune session, ma la collaborazione era finita. Live in Italy rimane l’unico documento ufficiale dal vivo del duo.
Archivio Fotografico
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