Hudson River Wind Meditations
Hudson River Wind Meditations Label

Hudson River Wind Meditations

Lou Reed
20 07
Uscita 24 aprile 2007 Prodotto da Lou Reed, Hal Willner Studio Animal Lab, New York City Etichetta Sounds True

"L'anti-Metal Machine Music. Stessa ossessione, direzione opposta. Dopo quarant'anni di strada, il suono del respiro"

L'album

Quattro anni dopo The Raven e tre dopo Animal Serenade, Lou Reed pubblica l’album più improbabile della sua carriera: sessantasette minuti di musica ambient strumentale concepita per accompagnare la pratica del Tai Chi. Non c’è voce, non ci sono chitarre distorte, non c’è traccia del cronista del demi-monde newyorkese. C’è solo il suono del vento sull’Hudson River e droni elettronici che salgono e scendono come il respiro.

Reed praticava Chen Tai Chi da venticinque anni sotto la guida del Maestro Ren Guangyi, due ore al giorno, ogni giorno. “Se salto una pratica, il mio corpo inizia a fare male. Una volta era il contrario.” Quando gli chiedevano se sollevasse pesi, rispondeva di no: tutto veniva dal Tai Chi. Aveva sessantacinque anni e un corpo devastato da decenni di eccessi, diabete, epatite C. Il Tai Chi era diventato terapia, disciplina, modo di vivere.

La musica nacque come sottofondo personale per la pratica. Reed la compose originariamente come base per le istruzioni vocali del Maestro Ren, poi rimosse le parole e tenne solo i suoni. Quando amici e allievi cominciarono a chiederne copie, decise di pubblicarla. Non su Sire o Warner, ma su Sounds True, un’etichetta specializzata in audiolibri e materiale per la crescita personale. Era il segnale più chiaro possibile: questo non era un disco rock.

Hudson River Wind Meditations è composto da quattro tracce. Move Your Heart apre con quasi ventinove minuti di droni morbidi e ondulanti, costruiti attorno a un campionamento del vento reale registrato dalla finestra del loft di Reed e Laurie Anderson che affacciava sull’Hudson. Find Your Note è più ostica: trentuno minuti dominati da frequenze acute che ricordano le campane tibetane, con occasionali brontolii di sub-bass. Hudson River Wind (Blend the Ambiance) incorpora esplicitamente i suoni della città, il brusio di Manhattan che si fonde con l’elettronica. Wind Coda chiude con pochi minuti di dissolvenza.

Il paragone inevitabile è con Metal Machine Music. Entrambi sono album di droni, entrambi privi di strutture convenzionali, entrambi concepiti per sfidare le aspettative. Ma dove Metal Machine Music era un assalto, un atto di aggressione, Hudson River Wind Meditations è una resa. Non al mercato o all’etichetta, ma alla quiete. “Volevo sostituire la cacofonia quotidiana con suoni nuovi e ordinati di natura imprevedibile”, scrisse Reed nelle note. “Suoni nuovi, liberati dai preconcetti”.

La produzione, curata con Hal Willner all’Animal Lab di New York, utilizza Ableton Live per costruire loop che salgono e scendono con la regolarità di un respiro profondo. Gli strumenti sono “una combinazione di vari aggeggi elettronici”, come li definì Reed, incluso un Minimoog Voyager e feedback di chitarra controllato. Il risultato evoca il lavoro di La Monte Young e della Theatre of Eternal Music, l’ensemble che negli anni Sessanta aveva incluso John Cale e Tony Conrad, i futuri Velvet Underground. Reed tornava alle origini, prima ancora che ci fossero origini.

La critica fu divisa. Uncut assegnò due stelle su dieci, liquidandolo come una svolta new age mal consigliata. Prefix Magazine diede otto su dieci, lodando la capacità di facilitare la meditazione. Il disco affondò senza lasciare traccia nel mainstream, trovando casa solo tra gli appassionati di musica sperimentale e i praticanti di discipline orientali.

Ma c’è qualcosa di profondamente coerente in Hudson River Wind Meditations. Reed aveva sempre esplorato i droni, da The Ostrich del 1964 (dove tutte le corde della chitarra erano accordate sulla stessa nota) fino a Venus in Furs e oltre. Aveva sempre cercato di catturare il suono della città, il brusio di fondo di otto milioni di persone. Qui porta entrambe le ossessioni alla loro conclusione logica: un disco che non richiede nulla all’ascoltatore se non la disponibilità a lasciarsi trasportare.

Eddie Stern, l’istruttore di yoga che guidò la pratica di Reed per anni, ricorda l’effetto di questa musica: “I suoni ti attiravano immediatamente in un flusso interiore di consapevolezza. Qualcosa stava accadendo con la musica, ma allo stesso tempo qualcosa stava accadendo dentro di te”. È forse la descrizione più accurata di un album che non cerca di impressionare, non cerca di provocare, non cerca nemmeno di piacere. Cerca solo di esistere, come il vento sull’Hudson, come il respiro, come il battito del cuore che Reed identificava come il primo suono che tutti noi sentiamo.

L’ultimo album solista di Lou Reed non è un testamento nel senso tradizionale. Non riassume una carriera, non guarda indietro, non offre dichiarazioni definitive. È qualcos’altro: il suono di un uomo che ha smesso di lottare contro il mondo e ha iniziato a respirare con esso. Dopo quarant’anni passati a documentare il lato oscuro di New York, Reed trovò la pace guardando il fiume dalla finestra. Non è il finale che nessuno si aspettava. È forse l’unico finale possibile.

Daniele Federici
Formato CD
Anno 2007
Etichetta Sounds True
Paese US
Catalogo M1117D
Durata 1:07:42
  • 1 Move Your Heart
    28:54
  • 2 Find Your Note
    31:35
  • 3 Hudson River Wind (Blend The Ambiance)
    1:50
  • 4 Wind Coda
    5:23
Formato 2× LP
Anno 2024
Etichetta Light In The Attic
Paese US
Catalogo LITA 190
Durata 0:00
Disco 1

Lato A

  • A Move Your Heart

Lato B

  • B Move Your Heart - Part II
Disco 2

Lato C

  • C Find Your Note

Lato D

  • 1 Find Your Note - Part II
  • 2 Hudson River Wind (Blend The Ambiance)
  • 3 Wind Coda
Lou Reed Minimoog Voyager, sintetizzatori, feedback di chitarra, field recording
Lou Reed Produttore, arrangiamenti, fotografia di copertina
Hal Willner Co-produttore, registrazione, missaggio
Timothy Greenfield-Sanders Fotografia di Lou Reed
Mark Mahaney Assistente fotografico
Chad Morgan Package design
Karen Polaski Package design
Hector Castillo Ingegnere del suono, registrazione, missaggio
Emily Lazar Mastering
Tom Sarig Management
Masaki Koike Art Direction Edizione Deluxe 2024

L’origine: musica per uso personale

Hudson River Wind Meditations non fu mai concepito per la pubblicazione. Lou Reed compose questa musica esclusivamente per sé stesso, per Laurie Anderson e per il suo Maestro di Tai Chi, Ren Guangyi. Originariamente le tracce includevano istruzioni vocali guidate per la meditazione, poi rimosse per la versione pubblicata. Solo quando amici e allievi cominciarono a chiederne copie Reed decise di renderla disponibile al pubblico.

 

Venticinque anni di Tai Chi

Reed praticava Chen Tai Chi dal 1980, due ore al giorno, ogni giorno. Il suo istruttore era il Maestro Ren Guangyi, allievo diretto del Gran Maestro Chen Xiaowang, discendente di diciannovesima generazione del fondatore dello stile Chen. Reed divenne così devoto alla disciplina che portava videocassette e spade in tour per non interrompere mai la pratica. “Se salto un giorno, il mio corpo inizia a fare male. Una volta era il contrario,” disse in un’intervista.

 

Il vento è reale

La traccia Hudson River Wind (Blend the Ambiance) contiene il suono reale del vento sull’Hudson River, registrato dalla finestra del loft di Reed e Laurie Anderson a Manhattan. In un’intervista con Beliefnet, Reed spiegò: “Oh sì, quello è vero. No, non è un vento simulato. È il vento. È il vento dall’Hudson che sto guardando mentre parliamo. Era un giorno particolarmente buono per registrare perché fischiava, era così forte”. Tutto il materiale sonoro naturale fu catturato in un solo giorno.

 

L’etichetta insolita

Reed non riuscì a ottenere una distribuzione convenzionale per l’album. Dopo anni di pubblicazioni su Sire e Warner, Hudson River Wind Meditations uscì su Sounds True, un’etichetta di Boulder, Colorado, specializzata in audiolibri e materiale per la crescita personale. Era il segnale più chiaro possibile che questo non era un disco rock.

 

Il collegamento con La Monte Young

L’album riporta Reed alle sue radici musicali pre-Velvet Underground. Negli anni Sessanta, La Monte Young e la Theatre of Eternal Music (che includeva John Cale e Tony Conrad, futuri membri dei Velvet Underground) avevano esplorato i droni e la musica minimale. Reed, che aveva scritto The Ostrich nel 1964 accordando tutte le corde della chitarra sulla stessa nota, tornava quarant’anni dopo a quelle stesse ossessioni sonore.

 

Il software

L’album fu realizzato usando Ableton Live, un software di produzione musicale. Hal Willner aiutò a dare forma al materiale, trasformando le improvvisazioni di Reed in un album coerente. I ringraziamenti speciali nelle note includono esplicitamente “Ableton Live”.

 

Lo specchio di Metal Machine Music

Molti critici hanno notato che Hudson River Wind Meditations è l’immagine speculare di Metal Machine Music (1975). Entrambi sono album di droni senza strutture convenzionali, entrambi concepiti per sfidare le aspettative. Ma dove Metal Machine Music era un assalto aggressivo, Hudson River Wind Meditations è una resa alla quiete. Reed stesso sembrava consapevole di questa simmetria: l’anno dopo la pubblicazione, nel 2008, formò il Metal Machine Trio con Ulrich Krieger e Sarth Calhoun, esplorando territori sonori a metà strada tra i due estremi.

 

Citta e Chi

Laurie Anderson, nelle note della ristampa 2024, spiegò la connessione filosofica dell’album: “Negli insegnamenti del Buddhismo tibetano, cuore e mente sono la stessa parola: citta. È vicina al chi del Tai Chi, che è pura energia”. Per Reed, la musica non era separata dalla pratica fisica e spirituale: erano la stessa cosa.

 

La prima edizione in vinile

L’album originale del 2007 fu pubblicato solo in formato CD. La ristampa del 2024 di Light in the Attic rappresenta la prima edizione in vinile, disponibile in tre varianti: nero, Coke Bottle Clear e Glacial Blue. L’edizione include un libro di 20 pagine con fotografie inedite scattate da Reed stesso.

 

L’ultimo album solista

Hudson River Wind Meditations è il ventesimo e ultimo album solista in studio di Lou Reed. Dopo di esso, Reed pubblicò solo Lulu (2011) in collaborazione con i Metallica. È quindi il suo vero testamento artistico come solista: non un album rock, non un concept ambizioso, ma sessantasette minuti di silenzio e respiro.

 

Il libro mai completato

Reed stava lavorando a un libro di saggi sul Chen Tai Chi intitolato The Art of the Straight Line. Il libro, che avrebbe dovuto documentare la sua pratica e la sua filosofia, non fu mai completato prima della sua morte nel 2013. E’ uscito nel 2025.

Pulsante per tornare all'inizio