lunedì , 24 Giugno 2019
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Il Lou Reed Archive apre finalmente a New York

Il Lou Reed Archive, l’archivio di Lou Reed, è finalmente disponibile al pubblico della NYPL.

Ha aperto al pubblico ieri, dopo due anni di catalogazione e preparazione, il Lou Reed Archive presso la sezione di arti dello spettacolo della New York Public Library, al Lincoln Center.

Lou Reed Archive New York Public Library 2In occasione dell’inaugurazione, la biblioteca sta rilasciando seimila tessere in edizione limitata con l’immagine di Lou Reed più celebre: quella del 1972 frutto dello scatto di Mick Rock,  diventata la copertina di Transformer.

La New York Public Library ha acquisito l’archivio – una vasta collezione di appunti, fotografie e più di 600 ore di registrazioni – dopo che la moglie Laurie Anderson ha deciso di condividerlo con un’istituzione che potesse conservarlo e mostrarlo.

La Anderson ha dichiarato che prima della morte di Lou, avvenuta nel 2013, i due non avevano mai discusso cosa fare delle sue cose.

Non che una parte di lei non volesse tenere tutti questi ricordi e oggetti. Ma la parte più razionale l’ha convinta che questo materiale dovesse essere accessibile a chiunque per poter comprendere, studiare e approfondire chi realmente fosse Lou Reed, uomo e artista.

Lou Reed Archive 7Una scelta coraggiosa, forte, importante: piuttosto che lasciare tutto in balia delle speculazioni delle etichette discografiche, il Lou Reed Archive è ora disponibile a tutti quanti.

E’ molto importante essere in grado di mettere a disposizione il materiale e lasciare che le persone si facciano la propria idea“, ha dichiarato Laurie.

Ci sono poster dei concerti, la collezione personale di vinili, testi di canzoni, appunti, disegni.

Le carte del Lou Reed Archive documentano il progetto di un film con Martin Scorsese che non andò mai in porto e la corrispondenza ammirata con Vaclav Havel, che contribuì a diffondere il vangelo sovversivo dei Velvet Underground nella Praga dietro la cortina di ferro. I resti di una vita “on the road”: ricevute per un panino al Tokyo Hilton e un registratore acquistato in Arizona. “Le persone hanno un’idea di Lou come di un duro con la giacca di pelle che cantava canzoni veramente trasgressive. Ma era anche l’uomo meticoloso che conservata tutti gli scontrini e la persona più dolce e tenera che ho conosciuto in vita mia” dice ancora Laurie. “In un certo senso è diventato ora parte della città“.

Il Lou Reed Archive, dicevamo, dispone anche delle oltre 600 ore di registrazioni, la maggior parte su cassetta. Molte di queste registrazioni sono versioni demo tra cui Pale Blue Eyes e Sweet Jane acustiche. Ci sono anche versioni acustiche del 1967 di Don’t Think Twice, It’s All Right e Blowin’ in the Wind di Bob Dylan, a dimostrare l’ammirazione del giovane Lou Reed verso il menestrello di Duluth. Molte altri nastri contengono concerti. La nostra speranza è che, prima o poi, questo materiale trovi una pubblicazione ufficiale.

Lou Reed Archive 6I Demo

Le registrazioni demo sono ciò che fa più gola ai fan. Circa un centinaio di ore di audio che abbracciano il periodo che va dagli anni ’60 fino al 2012.

Queste registrazioni rivelano molte delle prime incarnazioni delle canzoni più note di Reed, oltre a fornire uno sguardo sul suo processo di composizione. Ci sono molte versioni alternative dei brani, jam session, prove di gruppo e conversazioni tra Reed e gli altri musicisti.
Tra le cose più significative contenute tra i demo del Lou Reed Archive c’è una bobina audio del 1965 che contiene le prime registrazioni conosciute di composizioni originali di Reed. La bobina audio originale era contenuta in una busta sigillata che Reed ha spedito a se stesso nel 1965 per stabilirne il copyright, e che non è stata mai aperta mentre era in vita. Questa registrazione acustica contiene una miscela di materiale precedentemente sconosciuto e canzoni che sarebbero state registrate e pubblicate dai Velvet Underground. Di questa busta con timbro postale ve ne abbiamo parlato qui.

Ci sono ulteriori registrazioni casalinghe e prove dei Velvet Underground, che includono jam session strumentali, varie versioni di canzoni e conversazioni tra Reed e la band mentre elaborano nuovo materiale.
C’è una piccola selezione di demo presenti dal periodo di tempo dopo lo scioglimento dei Velvet Underground, ma prima che Reed iniziasse la sua carriera da solista. Molte di queste canzoni sarebbero poi apparse sull’omonimo album di debutto solista di Reed, così come su Transformer e Berlin. C’è anche una registrazione a casa dei primi anni ’70 che include due canzoni inedite e le prime versioni di Perfect Day e Going Down con la prima moglie Bettye Kronstad alla voce.
La serie contiene anche ulteriori demo acustiche, tra cui quelli del 1974 contenenti una miscela di canzoni dei Velvet Underground e materiale solista di Reed. Le registrazioni dagli anni ’80 in poi contengono molte prove per la band, con Reed e i suoi collaboratori che elaborano nuove idee per le canzoni. Molto interessanti anche le prove registrate del 1988 e 1989, in cui John Cale e Lou hanno lavorato sulla musica per il loro tributo collaborativo ad Andy Warhol, Songs for Drella. Come anche le prove del 1993 e 1994 con Victoria Williams e Jimmy Scott, e registrazioni del 1994 fatte con Laurie Anderson.
A partire dal 2008, le registrazioni utilizzano perlopiù Ableton e Pro Tools .  Seguono le prove registrate per i tour 2011 e 2012.

Vi proponiamo in anteprima una lista completa dei demo presenti nel Lou Reed Archive, che potrebbero anche essere messi online in futuro. Una lettura interessante dal quale si scoprono molte cose. Per esempio che Metal Machine Music si chiamava inizialmente Electric Rock Symphony. O che Riptide si chiamava She’s Out of Her Mind. O che la splendida Riptide inizialmente era semplicemente I Love You, Laurie.

Consultate la lista completa cliccando  “pagina 2” dopo la galleria.

GALLERIA FOTOGRAFICA LOU REED ARCHIVE

Consultate la lista completa cliccando qui .

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