drgonzo ha scritto:Sarei curioso di sapere cosa ne pensate
nel 62 la Plath ci fa sapere (poco prima di infilare la testa nel forno) che si deve saper manipolare le esperienze, e saperlo fare con una mente
lucida, che dia loro forma.
infondo qualunque sia la tua vocazione, suicidio incluso, è la lucidità che conta, intesa come qualità di sguardo. lei sì, oh sì che bisogna procurarsela a ogni costo, ognuno come può, e mica si spilla a qualche stordito qualunque, altro che scadente oblio a buon mercato. altro che informi spontaneismi, rigurgiti da tossico, quelli continuano a profondere da fontane del tutto inosservate, senza scomodare nessuno, nessun rischio di siccità. quanto alla psichedelia, la coscienza è già orrendamente enorme, abbastanza per sguazzarvi in lungo e in largo, converrete.
comunque, vien fatto quasi di vederlo il reed di allora, arrovellarsi fra queste secolari, intellettualistiche questioni, come un attento contabile, tutto teso a razionare e covare la sua lussuosa scorta di lucidità quotidiana. quanto basta, visto che in tutto white light white heat si pratica uno scientifico annichilimento, con tutte le cortesie del caso, con sto derealizzante repertorio di ronzii vocette al cloroformio e versi d'oltretomba, sussultare e contrarre e oscillare e molestie d'ogni tipo. vero che c'è un ricercato troppo di tutto, falso che sia incontrollato. e sì, attraverso tutto questo
accecamento, senza inutili euforie, puoi solo consegnarti al paziente che non dorme, e al suo lucido osservare.