da Maudit » 21 ott 2011, 20:15
Aldo, non avevo dubbi sul tuo commento e sul tuo giudizio ma, per favore, qui nessuno "si fa andar bene nulla" a forza.
Dopo pochi ascolti la sensazione è che sia un grande album. Lou è riuscito a lourizzare i metallica quel tanto che basta per rendermeli sopportabili e davvero siamo davanti ad un lavoro forte, oscuro, cupo, libero. Un lavoro che chiede allo spettatore di essere ascoltato e compreso, senza facili ritornelli o strizzatine commerciali. Un lavoro che chiede all'ascoltatore, e questo è già molto. Chiede di avere una mente e un orecchio aperto a tutto e chiuso ai preconcetti e pregiudizi.
Il sound, stranamente, è quanto di più LouReediano abbia ascoltato ultimamente. Ora capisco le sue affermazioni. In effetti, parliamoci chiaro, non è una grossa sorpresa per chi conosce certe sonorità di "The Blue Mask", "White Light/White Heat" e "Street Hassle". E se a queste ci aggiungiamoci le sperimentazioni sonore degli ultimi anni, abbiamo il Lou Reed 2011.
Stranamente non trovo Lou in gran forma vocale sull'album, e soffro un po' il missaggio basso della sua voce alla quale, da buon fan di Lou, non sono abituato. Straordinaria e toccante invece l'interpretazione di "Junior Dad", credo uno dei migliori brani degli ultimi anni.
E' come immergersi nuovamente in certi paesaggi di Berlin e vedere questa Lulu/Caroline/Femme Fatale/Venus in Furs ... è stato una sorta di summa della sua poetica e della sua musica mischiati in un modo tutto nuovo, come quando cucini un piatto con gli stessi ingrediente e, variando dosi e tempi, ne viene fuori uno dall'aroma familiare ma diverso. E' un album che davvero se ne frega di tutto: del pubblico, di vendere, di andare a tempo, di sembrare qualcosa, di rientrare in un genere. E' così il punk rock dei giorni d'oggi?
Un grande ritorno insomma, che ha sciolto tutte le riserve e le preoccupazioni che nutrivo per questo progetto. Ed erano davvero tante.
~*~
It Must Be Nice to Disappear
To Have a Vanishing Act
~*~