Speciali

THE BLUE MASK: lo speciale

The Blue Mask

L’immagine del poeta nella brezza Se The Bells e Growing Up in Public sono stati due album di transizione nei quali Lou Reed ha cercato di costruirsi una nuova immagine attraverso la sperimentazione d’influenze musicali diverse dal rock, l’album che è pubblicato qualche giorno prima del suo quarantesimo compleanno segna senz’altro un ritorno in splendida forma. The Blues Mask arriva dopo due anni d’assenza dalle scene, fatta eccezione per un brevissimo tour europeo del 1980; durante questo periodo divide la sua vita tra il Greenwich Village e la casa di campagna a Blairstown, e tiene il suo matrimonio con Sylvia lontano dalle luci della ribalta. Lou Reed è ormai diventata una leggenda nella storia della musica: i movimenti Punk e New Wave lo hanno eletto “padrino” e gli rendono costantemente omaggio; il pubblico ha riscoperto i Velvet Underground che da ora in poi saranno redenti dall’oblio attraverso varie pubblicazioni e la Arista pubblica una raccolta di successi che scala le classifiche sull’onda di Walk On The Wild Side. Ellen Willis, una delle più note critiche musicali americane, scrive che “negli anni Settanta, ogni sviluppo significativo nel rock ha portato l’impronta di Lou Reed”. Privatamente, continua il suo recupero psicofisico: smette di bere, comincia a frequentare gli Alcolisti Anonimi, si sottopone a regolari sedute di psicanalisi. È questo il periodo in cui, lontano dalle scene, riflette su ciò che non ha funzionato negli ultimi album: “negli ultimi anni ho lavorato con musicisti dell’ambiente jazz e funk. Non suonavo la chitarra su …

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LULU – Lo Speciale

LULU “Lulu” è pubblicato in 4 diverse versioni: Doppio CD, Tube Limited Edition, Book Limited Edition e Doppio Vinile. Acquistandolo su Amazon.it tramite i link sopra, sosterrete il nostro sito poiché una percentuale del 5% sull’acquisto andrà a LouReed.it. Ve lo consigliamo non solo per questo, ma perché Amazon garantisce i prezzi più bassi per l’acquisto e garantisce la consegna entro 2-3 giorni lavorativi (o il giorno dopo con qualche euro in più). Per i dettagli sulle singole edizioni vi rimandiamo a questa pagina.  1. Chi è Lulu?  2. La Storia di Lulu  3. L’album canzone per canzone  4. I Testi e le Traduzioni CHI E’ LULU? “Lulu” potrebbe definirsi un’opera hard rock, virata alle sperimentazioni sonore care al Lou Reed dell’ultimo decennio (e, a dire il vero, fin dai tempi dei Velvet Underground). La potenza del sound dei Metallica, l’uso dei droni, il cantato stralunato e disancorato di Lou lo rendono però di difficile definizione, un esperimento a sé stante da ascoltare senza preconcetti.E’ sicuramente un disco corposo, duro, difficile che richiede all’ascoltatore attenzione e comprensione. Quindi, prima di premere il tasto “play”, è bene capire il concept che sta dietro all’opera, ciò che racconta. “Lulu” trae ispirazione dall’opera del drammaturgo tedesco Frank Wedekind che, nel 1904 , compose una tragedia composta da “Lo spirito della terra” e “Il vaso di Pandora” dove il personaggio principale, Lulu (in italiano generalmente accentata in Lulù) è l’incarnazione tragica e moderna della Donna Fatale, forse la più famosa in epoca moderna. A …

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L’incontro di Milano (2007)

Abbiamo incontrato Lou Reed a Milano e lo abbiamo seguito durante il Berlin Tour. Questa una breve intervista che risale a Luglio. L’INTERVISTA A LOU REED Tra tutti gli incontri avuti con Lou Reed, questo di Milano è stato sicuramente il più emozionante. Lo incontriamo in uno dei più prestigiosi alberghi del centro ed è lui a chiamarci, invitandoci a sedere al suo tavolo e a fare colazione con lui. Sul tavolo un macbook con internet aperto … sulla homepage di LouReed.it. Lou Reed ci abbraccia, ci saluta e continua a navigare sul sito tra esclamazioni di meraviglia sul grande lavoro che continuiamo a fare. Naviga la discografia, si sofferma sulle poesie leggendole con attenzione e chiedendoci meravigliato da dove le avevamo pescate, gira sul forum per qualche minuto cercando di capire qualche discussione e apprezzando particolarmente quella dedicata ad ogni suo album (“Great Idea!”) e poi si sofferma sulle traduzioni. Fuori d’ntervista (perchè il nostro incontro sarà qualcosa al di là di una semplice intervista e che si protrarrà per tutta la giornate e per tutto il tour, diventando parte integrante dello staff backstage) parliamo del libro “Ho Camminato nel Fuoco”, criticandone le traduzioni. Abbiamo voluto dedicare poco tempo all’intervista e dedicarci molto all’approfondimento della persona che ancora una volta, a microfono spento, si è dimostrato una persona attenta, sensibile, affabile e dall’umorismo raffinato. Insomma, nulla di quel mostro che lui, prima che la carta stampata, si diverte a dipingere. Qual è il concetto dietro l’allestimento scenico del Berlin …

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Intervista a Gerard Malanga (2004)

Gerard Malanga, classe 1943, è stato uno delle figure più incisive della Factory e di tutte le imprese che Warhol abbracciò negli anni dello splendore rivoluzionario, fra il 1963 e il 1970; a lui si deve infatti la messa a punto della tecnica della serigrafia che Warhol impiegò per la realizzazione di tante delle sue immagini pop. In questo periodo, e fino al 31 Ottobre 2004, si terrà una mostra a lui dedicata dal titolo “Then and Now” presso la Galleria Carla Sozzani (Corso Como 10) a Milano. GERARD MALANGA Gerard Malanga, classe 1943, è stato uno delle figure più incisive della Factory e di tutte le imprese che Warhol abbracciò negli anni dello splendore rivoluzionario, fra il 1963 e il 1970; a lui si deve infatti la messa a punto della tecnica della serigrafia che Warhol impiegò per la realizzazione di tante delle sue immagini pop. In questo periodo, e fino al 31 Ottobre 2004, si terrà una mostra a lui dedicata dal titolo “Then and Now” presso la Galleria Carla Sozzani (Corso Como 10) a Milano. Il lavoro di Gerard Malanga, dalle prime immagini dei Screen Tests, realizzate nel 1964 con il progetto di Andy Warhol, scorre come fosse un lungo film della memoria visiva che recupera l’intera sua storia d’artista. Pochi testi interrompono lo scorrere delle immagini per concedere all’osservatore pause di riflessione, prendere respiro e affrontare il significato della successiva sequenza. ha abbandonato la ripresa cinematografica sperimentale da tempo per dedicarsi alla poesia (suo primo amore) …

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L’incontro di Fiuggi (2004)

Anche questa volta LouReed.it si è fatto riconoscere e ha strappato un’intervista esclusiva a Lou Reed in occasione del concerto con Patti Smith a Fiuggi di Settembre. L’INTERVISTA A LOU REED Anche questa volta LouReed.it si è fatto riconoscere e ha strappato un’intervista esclusiva a Lou Reed. La conferenza stampa, organizzata nella splendida sede della Fonte di Fiuggi, è all’aperto. Lou si presenta in tenuta sportiva: maglietta e tuta. Patti Smith con la sua solita giacca più grande di due misure. Dopo una breve photo session, i due si accomodano sul podio davanti a noi, che siamo in prima fila. Lou ci riconosce e ci rivolge prima un saluto e poi un inchino. La conferenza è in mano a Patti Smith, che con la sua solita parlantina risponde anche troppo esaurientemente a tutte le domande mentre Lou, sebbene visibilmente di buon umore, si limita a rispondere a monosillabi. Si alza qualcuno che gli fa una lunghissima domanda sulla Factory e sulle motivazioni che lo hanno spinto ad aderire all’entourage di Warhol. Notiamo subito che la domanda non è di suo gradimento, storce la bocca, rotea gli occhi. Poi si avvicina al microfono come per rispondere e liquida l’uomo con un sornione “I Forgot” (me lo sono dimenticato). Poi Lou riguarda me e Paola e, come se non ci avesse già salutati prima, ci fa dei segni per richiamare la nostra attenzione: mi guardo indietro per capire a chi si stia rivolgendo e lui fa segno a noi. Poi fa una …

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L’incontro di Genova (2004)

Questo è il resoconto della giornata genovese del 28 Giugno; la conferenza stampa e l’intervista che Lou Reed ha concesso in esclusiva a LouReed.it. Presto saranno online anche le foto dell’incontro scattate da Guido Harari. LA CONFERENZA STAMPA Giacca nera e maglietta, immancabili occhiali “Lou’s Views” (da lui disegnati), Lou Reed arriva tranquillamente nella saletta gremita di fotografi per concedere 40 secondi (non uno in più) di fotografie. Si mette in posa e dà il via, si gira seraficamente verso ognuno di noi e dopo poche decine di secondi alza una mano e dice “stop”. I fotografi, ubbidienti e consci del caratteraccio di Lou, tolgono il dito dal pulsante dello scatto. Lou si gira e fa per andarsene, per poi voltarsi indietro e chiedere: “Quanti di voi hanno una macchina digitale?”. Alzo timidamente la mano, come la Maggior parte dei presenti. “Chi possiede una macchina a pellicola?”. Sono solo in due ad alzare la mano e Lou si dirige verso loro per osservarne il modello e fare qualche domanda tecnica. Lou Reed che dà confidenza ai fotografi è un evento incredibile; deve essere veramente di buon umore. Nel frattempo uno di loro, cogliendo l’occasione, scatta un’altra foto. Fine dell’idillio. Lou lo incenerisce con lo sguardo e dice, con fare minaccioso, “NO MORE”. Il fotografo infila la macchina in borsa e la coda tra le gambe. Lou si gira e si avvia verso la sala della conferenza stampa, dove le macchine fotografiche sono proibite. Lo stormo di segretarie dell’etichetta discografica e …

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