Ombre oscure e cuori rivelatori (Boston Herald, 24 Gennaio 2003)

Se fosse vivo, lo scrittore crepuscolare Edgar Allan Poe potrebbe benissimo essere un fan del rocker crepuscolare Lou Reed.
Quel che è certo è che Lou Reed è un grande fan di Poe. Il nuovo CD “The Raven“, nei negozi giovedì, è la sua resa musicale e letteraria di “Annabel Lee“, “La caduta di casa Usher“, “Il casco di Amontillado” e altre storie e poesie dell’autore bostoniano del 19esimo secolo.
Reed è assistito da un cast notevole di attori e musicisti che include Willem Dafoe, Steve Buscemi, Amanda Plummer, Elizabeth Ashley, David Bowie, Ornette Coleman, the Five Blind Boys of Alabama e la sua compagna Laurie Anderson.
Penso che possiamo relazionarci a Poe molto più oggi dei tempi in cui lui scriveva” dice Reed dalla sua casa di New York. “Molti eventi mondiali recenti sembrano avere un vero tocco di Poe. Il suo lavoro è molto più rilevante oggi di quanto non sia mai stato“.
Reed, che compirà 61 anni il prossimo 2 Marzo, ha condiviso l’oscuro romanticismo di Poe e la sua fissazione con i recessi più bui della psiche umana, sin dagli esordi della sua carriera con i Velvet Underground, negli anni ’60. 
C’è una qualche sorta di albero genealogico” spiega, riferendosi alla connessione. Ma il fascino di Reed per Poe non è cominciato fino al 1995, quando il produttore musicale Hal Willner gli chiese di esibirsi in uno degli spettacolo che Willner metteva su a New York e Los Angeles in occasione di Halloween
Questi spettacoli di Hal vertevano su Poe” dice Reed. “Nel primo spettacolo al quale partecipai, lessi “Il cuore rivelatore“. E’ lì che per la prima volta sentii di aver compreso la storia. Fu un’epifania, un momento bellissimo. Ero andato oltre la comprensione alla Roger Corman, oltre il livello del film horror ed ero approdato ad una profonda analisi interiore e ossessione psicologica. Fu allora che cominciai ad amare Poe“.
Qualche anno dopo, il regista Robert Wilson chiese a Reed di collaborare a “POEtry“, uno spettacolo teatrale che debuttò a Brooklyn, New York, nel 2001. 
Pensò semplicemente che io fossi la persona perfetta per portare Poe sul palco” dice Reed. “Più tardi ci fu l’idea di registrarlo, che crebbe in qualcosa di diverso che stavo facendo con Hal Willner, e poi diventò una completa riscrittura per un’esperienza prettamente di ascolto. Quindi tieni a mente che quello che è sul CD non è la stessa cosa di quello che è stato rappresentato a teatro. A teatro vedi delle cose. Qui ascolti. E’ un’esperienza di ascolto”
Prodotto da Reed e Willner, “The Raven” è pubblicato in due diverse versioni. La versione completa in due cd dura due ore e include reading drammatici di Poe riscritti da Reed e intercalati da selezioni musicali eseguite da Reed, Buscemi, Bowie, Kate e Anna McGarrigle e Antony, che suona come un incrocio da Little Jimmy Scott e Jeff Buckley, che canta “Perfect Day“, uno dei due vecchi pezzi di Reed riarrangiati su questo disco. 
“The Raven” è inoltre disponibile su un singolo cd che elimina gran parte delle letture. Ma non appiattite il termine “letture” quando si parla di Reed. 
E’ un’espressione che spero non usiate“, dice fermamente. “Mi ricorda della scuola. Sembra come una biografia di Winston Churchill o qualcosa di incredibilmente idiota. Questi pezzi sono interpretati con grandi effetti sonoro e tutti i generi di relazioni di spazio e di audio che gioca con l’immaginazione e rende le cose molto più divertenti. Non sono semplici letture“. 
Reed è d’accordo che “The Raven” pretende molto dagli ascoltatori, specialmente da quelli che non hanno familiarità con le storie di Poe, che Reed usa egregiamente sebbene ometta delle parti cruciali di alcuni racconti. 
Penso di chiedere molto agli ascoltatori“, dice Reed. “Punto ad una audience che spero che esista. Questo disco è per un pubblico che vuole affondare i propri denti in qualcosa, che vuole qualcosa di più lungo di tre minuti, vuole qualcosa che ha veramente un ottimo suono, vuole qualcosa che ha integrità e richiede pensiero e attenzione. Questo è ciò che è“. 
Le revisione ellitiche di Reed eliminano gran parte della suspence e del terrore dalle storie di Poe, ma accentuano i temi ricorrenti di Poe e di Reed, sottolineati nelle note di copertina: “Perchè sono portato a fare cose che non dovrei fare?” .
Come si relazione questo alla vita privata di Reed? Cos’è che ha fatto che non avrebbe dovuto fare? 
Non rispondo mai a domande personali“, controbatte. “Tutto ciò che ho fatto è riscrivere Poe. Ma penso che chiunque sappia esattamente come sia desiderare qualcosa che è un male per te. Le sigarette. L’eroina. La mia ex moglie“. 
Reed sfodera lo stesso umorismo da faccia di bronzo quando canta “Edgar Allan Poe“: “Queste sono le storie di Edgar Allan Poe”, grida nella sua introduzione rock al disco, “non esattamente il ragazzo della porta accanto”. 
I momenti migliori su “The Raven” sono musicali. Reed rende una sorta di impersonificazione di Dr. John su “Burning Embers“, canta con rabbia mentre il sassofonista jazz Coleman gareggia con lui su “Guilty”, indugia in una sorta di mordi e fuggi con il gruppo gospel Blind Boys su “I Wanna Know (The Pit and the Pendulum)” e fonde ispirazione e disperazione nella maestosa “Who Am I? (Tripitena´s Song)“.
Dimostrando la sua ampiezza stilistica, prende Buscemi e lo rende un cantante di piano bar innamorato di Poe in “Broadway Song” per poi arrivare all’esplosione di rumore spappola-cervelli di “Fire Music“, che è abrasiva quanto il famoso “Metal Machine Music“. Alla fine, “The Raven” potrebbe essere ricordato soprattutto per l’audace riscrittura da parte di Reed della title track, che l’attore porge in una corsa ben marcata. Ci vogliono palle per riscrivere una poesia conosciuta in tutto il mondo, ma Reed, che ha studiato con il poeta Del more Schwartz alla Syracuse University, la fa semplice: “Mettete la mia versione da una parte e mettele accanto quella di Poe e potrete vedere esattamente com’è stata riscritta“, dice. “Voglio dire: ‘schifoso untuoso bugiardo senza palle” … questo non è Poe. Non è ciò che ascolti a scuola. Ma è molto più divertente. Penso che sia una situazione in cui non si vince. Nessuno dirà che la mia versione de “Il corvo” è migliore dell’originale, lo so benissimo. Ma l’ho fatto perché era una cosa grandiosa da fare. E non me ne frega niente di quello che gli altri possano dire“.

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