Lou Reed: ma il suo rock fa venire veramente i “sudori freddi”? (Ciao2001, 1980)

Sostenuto da una grossa campagna pubblicitaria, Lou Reed è venuto recentemente in Italia per una serie di concerti che hanno riscosso notevole successo. Non tutti però sono d’accordo sul valore di questo artista, considerato da molti il padrino del nuovo rock.

Ciao a tutti. Io non credo personalmente che il rock anglosassone attacchi in Italia com’attaccato nelle sue nazione di origine. Parlo naturalmente del proprio vero, di quello “aggressivo”, del rock con un adulterato come quello dei Pink Floyd o dei Knack o dei Police. Parlo dei miti del rock come, per esempio Lou Reed, nome ormai con un posto nel Pantheon del rock mondiale, senza riserve.

In Italia siamo ormai maturi per avere una nostra strada rotte e i fatti lo dimostrano ampiamente anche con tutte le sfumature del caso. I personaggi americani come Frank Zappa, mitizzati dalla stampa e dei loro seguaci, vanno inquadrati in una cultura rock locale o meglio anglosassone che in Italia tocca soltanto pochi esperti che si contano sulle dita. Eppure l’autorevolissima rivista Time ha scritto dell’ultimo album di Lou Reed: ‘uno dei suoi dischi migliori, un capolavoro, a magrissima avventurosissimo, rock di prima qualità incondizionatamente garantito per darvi sudori freddi durante la notte…’.

Ma io credo che nessuno in Italia si sia fatto venire i sudori freddi per Lou Reed. Un po’ come successo per Patti Smith, se avesse mai sentito i suoi dischi. Mi rispose, giuro che è vero: ‘ci vado perché mi hanno detto che questo (sic) Patti Smith è uno forte’. Al maschile!

Molto spesso noi ci dimentichiamo che gli americani e inglesi cantano in inglese! E pure così. Ce lo dimentichiamo. Ed è grave perché molto, nella musica di questo tipo di rockettari, è basato sui testi, e anche su testi abbastanza gergali, difficili da decifrare anche per un americano o inglese.quindi i casi sono due: o tutti ragazzi italiani che vanno i concerti del tipo Patti Smith parlano perfettamente l’inglese comprese tutte le espressioni “slang” godendosi così tutte le eventuali sfumature dei testi, oppure ragazzi italiani che vanno i concerti di Patti Smith e vanno così, per fare, per riunirsi e stare insieme in uno stadio a “far casino” e quando lei io lui canta non capisco assolutamente niente.

Growing up in public” è il titolo dell’ultimo album di Lou Reed. Contiene undici nuove composizioni, tutte scritte dallo stesso Lou Reed e tutte molto “inconsuete”. Vale la pena comunque di ascoltare il disco per rendersi conto da differenza sostanziale tra la musica di uno dei grandi del rock e la musica “plastificata” che oggi va per la maggiore. Con questo non volevo dire con tipo di rock e meglio di un altro.

 

Gianni Boncompagni

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