mercoledì , 23 luglio 2014
Thinking of Another Place: l’opinione sul nuovo live

Thinking of Another Place: l’opinione sul nuovo live

La prima volta che abbiamo ascoltato il nuovo live di Lou Reed “Thinking of Another Place” ammettiamo di essere rimasti un po’ perplessi; non tanto per l’indubbia qualità del concerto, a noi già nota,ma per l'assoluta somiglianza dei primi tre brani a quelli ascoltati negli anni passati. Facciamo un passo indietro: non tutti sono tenuti a sapere che questo “nuovo” live, che trova oggi compimento come pubblicazione semi-ufficiale, ha invece alle spalle un’onorata e lunghissima carriera come registrazione non ufficiale (bootleg) che risale al 1997  ed ha assunto negli anni forme e titoli diversi. Il più celebre è senz’altro “Leave…

Review Overview

Qualità audio - 7.5
Qualità performance - 9
Confezione - 7.4

8

Ottimo

Summary : Un live davvero elettrizzante ma che non regala nulla di nuovo a chi era già in possesso del bootleg.

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8

La prima volta che abbiamo ascoltato il nuovo live di Lou Reed “Thinking of Another Place” ammettiamo di essere rimasti un po’ perplessi; non tanto per l’indubbia qualità del concerto, a noi già nota,ma per l’assoluta somiglianza dei primi tre brani a quelli ascoltati negli anni passati.

Facciamo un passo indietro: non tutti sono tenuti a sapere che questo “nuovo” live, che trova oggi compimento come pubblicazione semi-ufficiale, ha invece alle spalle un’onorata e lunghissima carriera come registrazione non ufficiale (bootleg) che risale al 1997  ed ha assunto negli anni forme e titoli diversi.

Il più celebre è senz’altro “Leave Me Alone”, considerato non a torto tra le migliori registrazioni non ufficiali di Lou Reed, e una delle poche che testimonia uno dei periodi più interessanti e innovativi del percorso live di Lou. Quel periodo di “muta” in cui ha cambiato pelle e da rock’n’roll animal si è re-inventato in qualcosa di più raffinato e intellettuale, passando per diverse fasi.

Il rock è contaminato con il jazz, perde la sua struttura rigida e diviene cosa liquida: improvvisazione, istinto, nervo, gesto. Anche l’interpretazione vocale di Lou cambia totalmente e si fa strumento vero e proprio, a volte colore a volte ritmo.Torniamo però alla perplessità iniziale: il bootleg “Leave Me Alone” contiene lo stesso set che ritroviamo in questo nuovo live con l’aggiunta della canzone di chiusura che dà il titolo all’album ma proviene da una registrazione di un altro concerto. Giusto quindi che, per lasciare intatto l’aspetto filologico del concerto, tale brano sia stato omesso in questa pubblicazione.

Nello stesso bootleg anche i primi tre pezzi (“Intro Jam”, “Sweet Jane”, e “Coney Island Baby”) risultavano provenire da un altro concerto tenutosi ad Albany, nello stato di New York.

In pratica, per ricreare un concerto del tour, nel bootleg era stata fatto una sorta di compilation prendendo la parte più sostanziosa dal concerto di Akron e completandola con brani in apertura e chiusura di altre date.

Questo “Thinking of Another Place” rappresentava quindi la prima pubblicazione integrale del concerto di Akron; ma già dal primo ascolto abbiamo costatato essere esattamente la versione da noi già conosciuta del bootleg “Leave Me Alone”.  Niente di nuovo, quindi?  No; per i collezionisti già in possesso delle precedenti versioni non ufficiali niente di nuovo. Se non per la scoperta, a un ascolto più attento, che effettivamente non c’è alcun tipo di stacco tra quelli che dovrebbero essere i primi tre brani registrati ad Albany e quelli successivi: il suono continua senza alcun taglio o clic dati dal variare di due registrazioni differenti.  A successivo conferma, la scaletta proposta in questo concerto ha un ordine sostanzialmente diverso rispetto alle altre date del tour.

Conclusioni? Che effettivamente, sin dai tempi di “Leave Me Alone” abbiamo sempre avuto tra le mani la registrazione quasi integrale del concerto del 23 Ottobre ’76 e le note che indicavano i primi tre brani come provenienti da un’altra fonte erano errate, come spesso accade nei bootleg. D’altronde in una messa in onda radiofonica era davvero poco comprensibile aver dimenticato di registrare proprio i brani di apertura. Al concerto originale manca solo l’ultimo brano “White Light/White Heat”, per ora mai pubblicato e probabilmente mai registrato.

Della qualità di “Thinking of Another Place”, invece, c’è poco da discutere: sebbene non ai livelli di una registrazione professionale soundboard, l’audio è molto buono. Peccato per gli strumenti un po’ impastati, ma la voce è forte e chiara. Abbastanza da godersi appieno un concerto straordinario e a tratti elettrizzante che ci restituisce una versione live di Lou Reed poco nota al grande pubblico e delle rivisitazioni di alcuni classici completamente stravolte e reinventate: è sufficiente ascoltare la versione di “I’m Waiting for The Man” ridotta a puro nervo oppure la struggente e pulsante delicatezza di “Coney Island Baby” o “Sweet Jane”, potente ed entusiasmante come mai.

Sul palco le tastiere di Michael Fonfara sono le padrone incontrastate della scena, puntellate dal sax di Marty Fogel, dal basso di Bruce Yaw e la batteria di Michael Suchorsky. Poca chitarra: in questo tour Lou spogliò quasi completamente i brani dell’aspetto più propriamente rock (e pensare che solo l’anno prima usciva “Metal Machine Music”) e prese in prima persona l’onere dell’unica chitarra presente.

Il doppio CD è racchiuso in un elegante digipack con una splendida copertina e delle belle foto. I due CD hanno un bell grafica retrò e sono accompagnati da un piccolo booklet con interessanti note di copertina per opera di Nina Antonia, giornalista e critica musicale inglese.

L’acquisto è senz’altro consigliato: visto il prezzo, anche per coloro i quali erano già in possesso del bootleg “Leave Me Alone”.

Lou Reed - Thinking of Another Place

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