Cale: “i Velvet Underground? Mai più!”
John Cale, co-fondatore dei Velvet Underground insieme a Lou Reed, ha ribadito il suo no ad una possibile reunion: “Non è il genere di cosa che direi possibile, almeno considerando quanto avvenuto in passato“, ha rivelato l’artista al canale 6 della BBC.
“Capisco che ci sia molta gente interessata a vederci fare ancora un tour, più che altro per guadagnare dei soldi, ma non sarebbe una cosa da farsi. Sterling (Morrison, il chitarrista) non c’è più: se dicessi che la cosa potrebbe anche solo interessarmi, passerei per cinico. E poi è un sacco di tempo che non parlo più con Lou, anche se bene o male siamo rimasti in contatto per interessi comuni relativi alle rendite dei brani. Sia da parte mia che da parte sua, non proviamo più piacere nella compagnia l’uno dell’altro“.
Ricordiamo che i due si riunirono nel 1989 per uno spettacolo dedicato a Andy Warhol dal titolo “Songs for Drella“, pubblicato l’anno successivo, e che nel 1993 riformarono i Velvet Underground per un tour mondiale e un disco live. Nel 1996 la morte del chitarrista Sterling Morrison sancì la fine definitiva della loro carriera, già messa in serio pericolo dal rapporto – ormai irrimediabilmente logorato – tra Lou Reed e John Cale.

riascolto i Velvet da sempre e l’album del 69 è più che sufficiente per non voler sentire due non amici rifare gli stessi pezzi senz’anima…
Pezzi senz’anima? Ma quali? Quelli del terzo album? Con tutta la stima per John Cale, i VU se la sono cavata benissimo anche senza di lui. :=)
ragazzi
dissento un pò da tutti e 2
sebastiano
gli album del 68 e 69, compreso un sacco di materiale live suona da paura (fatti What Goes on su live 68).
Some kinda love, Candy Says, Sweet Jane pezzi senz’anima????
Sicuro di non esserti perso qualche pezzo per strada?
Mauro
senza John Cale i Velvet hanno fatto cose egrege, ma se non era per l’ego bestiale di Lou Reed potevano fare ancora almeno un altro LP e una tournée negli Stati Uniti.
La reunion del 93 è stata condizionata dal fatto che il buon Lou ha trattato gli ex compagni da semplici subalterni riservandosi il ruolo della rockstar.
Inoltre ha preteso di gestire in autonomia pure la produzione del disco.
In seguito, a rovinare tutto, pare abbia tirato un pacco a John Cale in occasione del funerale di Sterl, quindi nessuna meraviglia che non siano rimasti amici.
Io per parte mia sono stato felice di esserci nel 93, ma adesso sarebbero tutti la caricatura di loro stessi.
Se vi capita fatevi un concerto di John Cale: poi ne riparliamo con più cognizione di causa tutti quanti, anche se quanto a ego il buon John non è secondo a nessuno…
Per quanto ami i Velvet, sono d’accordo con Cale. La reunion del ’93 francamente non è stata esaltante. In generale, io credo che queste cose abbiano un senso se si va a registrare materiale nuovo, altrimenti sono – nella migliore delle ipotesi – un amarcord.
Questo non vale per la tourné di Berlin perché lì si proponeva per la prima volta integralmente un concept album, comunque non invecchiato. Ma rivedere quel che resta dei Velvet sul palco, oggi, a risuonare Venus in Furs non mi interessa particolarmente, a meno che sotto non ci sia un’idea strepitosa (come l’omaggio a Nico che Cale porta in giro da qualche tempo, in maniera estemporanea, con altri musicisti “illustri”). Quello che mi piacerebbe davvero è che Lou e Cale lavorassero ancora assieme su progetti nuovi, come nel caso di Songs for Drella. Quel disco dimostrò senza dubbio che i due insieme potevano produrre veri capolavori. Ma, temo, qui la questione “ego” diventa fondamentale…
Ivelvet sono il mio gruppo preferito di sempre mi dispiace non averli potuti vedere nel 93 avevo solo 10 anni….ora ci andrei di corsa!!! come vado a vedere lou (sempre con la speranza che mi sfoggi qualche pezzo vu,cosa che ovviamente non avviene mai…sigh)però dalle testimonianze audio e video della reunion si nota come le atmosfere e le improvvisazioni presenti nei bootleg degli anni 60 siano sparite, una reunion adesso non avrebbe senso e lo dico a malincuore ma è così, in più senza Morrison…ma che ve lo dico a fare…La cosa che più mi infastidisce è che per quanto mi sia impegnato a trovare live del periodo cale non sono mai riuscito a trovare registrazioni decenti!!! questo mi fa imbestialire!! purtoppo è cosi. Concordo con Stefano i vu senza cale hanno fatto cose buone ma immaginatevi what goes on o the murder mistery con lo zampino di cale…. yule non valeva un decimo di john Cale…
Beh al tempo del tour del 93 erano comunque passati 28 anni dall’ultimo concerto, e con tutta la gente in giro per il mondo che non stava nella pelle all’idea di vederli, francamente beccarsi 40 minuti di improvvisazione caotica su Sister Ray non so quanto sarebbe stato gradito. Molto meglio aver fatto una panoramica quasi completa di tutte le cose belle che hanno fatto, con diversi momenti “free” in cui hanno improvvisato senza strafare e fare la caricatura di se stessi.
Mia personale opinione del concerto di Bologna:
superconcerto molto emozionante – un sogno fatto realtà.
eccellente I heard her call my name, finalmente “svelata”
da dimenticare i latrati di Lou Reed su Pale Blue Eyes, peraltro senza lo splendido assolo dell’originale
peccato per la mancanza in scaletta di What goes on (l’hanno suonata da altre parti credo) – io avrei preferito lasciar perdere Coyote, ma tant’è…
Sui VU storici è chiaro che la caratura di John Cale è di un altro pianeta, ma piuttosto che chiudere bottega nel 68 è stato molto meglio che ci fosse Doug Yule, peraltro, snobbato senza tanti complimenti nel 93.
Altre reunion NO grazie
“Sui VU storici è chiaro che la caratura di John Cale è di un altro pianeta, ma piuttosto che chiudere bottega nel 68 è stato molto meglio che ci fosse Doug Yule, peraltro, snobbato senza tanti complimenti nel 93.
Altre reunion NO grazie”
Quoto in pieno!!!
Per Andre e altri cui può interessare
“La cosa che più mi infastidisce è che per quanto mi sia impegnato a trovare live del periodo cale non sono mai riuscito a trovare registrazioni decenti!”
Prova questo con il volume a manetta e godi
http://clandestinesoundlab.blogspot.com/2008/04/velvet-underground-gymnasium-ny-city.html