Lou Reed contro la guerra sorprende l’Onu
Venerd? scorso, in occasione del concerto di Ennio Morricone all’ONU, in onore del nuovo segretario Ban Ki-Moon, Lou Reed ha suscitato scalpore con un’invettiva contro la guerra. Riportiamo da il quotidiano La Stampa del 3 Febbraio:Sembrava una serata soltanto solenne, ieri sera all’Onu per il concerto di Ennio Morricone in onore del nuovo segretario Ban Ki-Moon. I duecento musicisti piazzati sotto la celebre insegna nella sala dell’Assemblea Generale aspettavano il la del Maestro, ma la cerimonia era preceduta da una sfilata di personalit? che illustravano gli otto obiettivi dello sviluppo mondiale, e tutti stavano a guardare e ascoltare lo stesso segretario infilato in giochi di parole con i titoli dei film pi? celebri di Morricone.Poi ? arrivata l’attore Eli Wallack che parlava di povert?, e Angelique Kidjo la cantante ha ricordato i bambini che hanno in mano le armi invece che i libri, e Pat Metheny ha discusso i problemi del clima. Ecco poi una violinista coreana, e addirittura una Miss Universo (che americanata) con la fascia a raccomandare di fare i controlli anti Aids. L’applauso ? scoppiato pi? forte quando ? risuonato il nome di Lou Reed: che elegantissimo e magrissimo, un po’ incerto nel passo, tirando su una lente degli occhiali che lui stesso ha inventato, ha cominciato a leggere il suo intervento (breve come tutti gli altri).”Un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua pulita” ha detto, e fin qui era prevedibile. Ma poi ha continuato, alzando la voce, mentre la platea zittiva: “Come newyorkese, anch’io sono diretto beneficiario delle violenze compiute sulla giovent? privata di ogni diritto, anch’io vivo del sangue della guerra in Iraq. Stop the war, dobbiamo andare via dall’Iraq. Non posso pi? campare della morte degli altri”. Sconcerto, imbarazzo in platea. Poi, un applauso: timido dapprima, ma deciso. Lou Reed ? sempre Lou Reed. Fuori dalla sala circolare, lo aspettava Laurie Anderson.
